ECCO COME VENGONO “MOVIMENTATI” I DETENUTI DALLA CELLA AD ALTRE ZONE DEL CARCERE….

Ovviamente non siamo in Italia, qui girano liberi (di aggredire) e giocondi, mentre nei penitenziari della POLONIA gli agenti prendono adeguate misure per tutelare la propria incolumità. Il detenuto viene perquisito, poi ammanettato. Perchè non viene fatto anche da noi? Quante aggressioni ci risparmieremmo? Le risposte sono ovvie, com’è ovvio il totale disinteresse dell’infida amministrazione nei confronti della polizia penitenziaria. Per il contributo video cliccare sul link sottostante.

https://youtu.be/NHmcK5nWP7Y

UN TELEFONO NEL CULO? SI, SE SONO MICRO…..

Ancora una supposta sotto forma di piccolissimo cellulare nel sederino di un detenuto recluso nel penitenziario di Vibo Valentia. Soltanto un giorno fa i colleghi ne beccarono un altro nascosto con le stesse “modalità”. Stavolta però i nostri colleghi lo hanno bloccato prima che potesse essere nascosto in qualche anfratto della cella.

LA LOMBARDIA E IL CORONAVIRUS. IL PROVVEDITORATO REGIONALE E LE MISURE DI SICUREZZA NEI PENITENZIARI

Sospesi permessi premio, il lavoro all’esterno e la semilibertà per i detenuti nelle carceri della Lombardia. E’ questa la decisione, a quanto apprende l’AGI, del Provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria lombarda, Pietro Buffa, per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Inoltre, è stata decisa l’istituzione di un’unità di crisi all’interno del Provveditorato, che gli operatori esterni siano dotati di mascherina, che i colloqui si riducano a un parente, maggiore di 12 anni, per ogni detenuto e avvengano con la mascherina.

IL CORONAVIRUS VIAGGIA VERSO IL SUD

Il Coronavirus non arretra e continua a espandersi: ora è arrivato anche a Palermo, dove una turista bergamasca è risultata positiva al test. La donna da ieri era in osservazione all’ospedale Cervello di Palermo, dopo aver presentato i classici sintomi influenzali e qualche linea di febbre: era giunta nel capoluogo siciliano insieme ad alcuni amici per passare insieme un periodo di vacanza e perciò alloggiava in un hotel della città. Timori anche tra i colleghi che lavorano nel penitenziario di Agrigento, già sotto i riflettori della cronaca per condizioni poco salubri e il forte degrado della struttura.

ANCORA UN CARABINIERE SUICIDA

Siamo a Gualtieri, in provincia di Reggio Emilia. Un carabiniere forestale si è tolto la vita sul luogo di lavoro. E’ successo nella sede del distaccamento del Nucleo Forestale, in via Vittorio Emanuele. S. B., queste le iniziali del nome della vittima del gesto estremo, è stato trovato esanime da alcuni colleghi. Ricevuto l’allarme, il 118 ha inviato sul posto un’ambulanza e un’automedica. Il personale sanitario ha potuto soltanto constatare il decesso dell’uomo. Aveva 47 anni e la sua qualifica era quella di appuntato scelto. Originario del sud Italia era single e abitava a Reggio. Sconosciute le cause del gesto. Non sono stati rinvenuti messaggi di addio o indicazioni che possano spiegarne i motivi.

LA MORTE PER MALASANITÀ DELLA COLLEGA ANGELA VALERIA LEPORE

Due medici dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto sono indagati per omicidio colposo e falso, dopo l’intervento chirurgico subito dalla nostra povera collega. Intanto il GUP del tribunale di Bari ha assolto l’ex direttrice sanitaria del Policlinico di Bari, dove venne ricoverata Angela Valeria Lepore, deceduta nel luglio 2014 dopo tre interventi chirurgici negli ospedali pugliesi di Manduria, Santissima Annunziata di Taranto e Policlinico di Bari. Fine procedimento dunque per Maria Giustina D’Amelio, “perché il fatto non costituisce reato”, per difetto di dolo: era accusata di omissione di atti d’ufficio per il mancato rilascio di tutta la documentazione sanitaria relativa alla morte di Angela. Durante il processo, celebrato con il rito abbreviato, è stata la stessa Procura a chiedere l’assoluzione. Nell’arco di 40 ore Angela, dopo essere stata trasferita dal pronto soccorso di Manduria agli ospedali di Taranto e poi al Policlinico di Bari, dove fu dichiarato il decesso, fu sottoposta a tre interventi, di rimozione di un calcolo renale, di impianto di un polmone artificiale e infine di craniectomia.

COLLEGHI VI TOLGONO FERIE E RIPOSI PROGRAMMATI? BLOCCATE TUTTO, ALTRO CHE DISERTARE LA MENSA

Bloccare il penitenziario, lasciare i detenuti senza aperture e congelando tutte le attività in loro favore, barricare gli accessi, impedire gli ingressi di civili e volontari…..già, ma che siamo in Francia? Lì fecero barricate di fuoco per chiedere il rispetto dei propri diritti e maggiori tutele. In Italia invece suona la musica del massacro, e in quel di Arezzo ora suona anche l’agghiacciante sinfonia in tonalità minore, suonata dal provveditorato regionale che ti toglie – in un sol colpo di timpano – ferie e riposi già programmati. Una vigliaccata degna di questa infida amministrazione di civili. Mica quelli con il culo negli uffici sanno cosa significa turno in sezione, peraltro senza riposo e ferie? Grave, gravissimo, uno schifo, come definire altrimenti questo gigantesca puttanata nei confronti del personale di prima linea del penitenziario aretino? Altro che disertare la mensa…..ci vorrebbero i sindacati francesi. Con quelli l’amministrazione penitenziaria abbasserebbe subito la cresta.

RISCHIO CORONAVIRUS NELLE CARCERI DELLA LIGURIA?

La regione chiude tutto con l’ordinanza n.1 del 2020 per scongiurare i rischi di contagio da coronavirus, ma le carceri? La situazione si fa sempre più grave e la Regione Liguria ha disposto con ordinanza la chiusura di scuole e musei fino al primo marzo a partire dalla mezzanotte di oggi. Sospese le manifestazioni pubbliche o aperte al pubblico, sospesi i viaggi di istruzione e i concorsi pubblici. In Liguria scuole di ogni ordine e grado chiuse per una settimana. Manifestazioni pubbliche sospese. Musei chiusi. Indicazioni particolari per il personale sanitario. Obbligo, per chi proviene dalle aree a rischio oggetto di provvedimenti restrittivi (i comuni chiusi del lodigiano e del padovano) di comunicare al dipartimento di prevenzione della Asl competente il loro ingresso in Liguria negli ultimi 14 giorni. Sono queste le misure dell’Ordinanza regionale firmata questa sera dal governatore ligure Giovanni Toti, condivisa con il dipartimento di Protezione civile. Per quanto riguarda le scuole è stato precisato che la sospensione vale per i servizi didattici; il personale invece lavorerà regolarmente. E nei penitenziari? Il sindacato (in questo caso la UIL) come sempre piange sul latte versato, giusto per farsi un po’ di pubblicità, benchè il DAP abbia già emanato disposizioni precise e lo abbia fatto anche il Ministero della Sanità. Diteci voi che senso ha inviare una nota alle articolazioni dell’amministrazione quando, una volta tanto, si è mossa? Certo, poi tutto può accadere, ma le noticine per accaparrarsi un po’ di visibilità lasciamole nel cassetto.