ANCHE IL QUOTIDIANO “IL GIORNALE” SI ACCORGE DI QUELL’IMPICCIONE E DEMAGOGO DI MAURO PALMA, QUEL SIGNORE SEDICENTE GARANTE DEI CRIMINALI RINCHIUSI NELLE NOSTRE CARCERI

All’indomani della pubblicazione di un video che mostra i colleghi di Milano Opera in alcune esercitazioni che sono la normalità in un corpo di polizia (ci dispiace per il signor Palma Mauro, ma noi poliziotti siamo), questo soggetto che si fa chiamare Garante nazionale dei detenuti ha scatenato una messe di interventi ridicoli quanto nefasti, per non dire idioti, preoccupato dell’eccessiva muscolarità di quel briefing tattico-addestrativo. Già, il Palma Mauro ci vorrebbe maggiordomi dei “suoi” detenuti, servi sciocchi di quei figli di puttana suoi protetti. Noi di Storie siamo stati primi ad attaccare questo signore dopo le squallide dichiarazioni che ci hanno da subito provocato una nausea feroce e duratura. Poi è stata la volta del SAPPE, anch’esso senza troppi peli sulla lingua, infine il quotidiano online “il Giornale”. Che ora vi proponiamo integralmente.

Un video “combat”. Le armi, i bersagli, le irruzioni e gli arresti. Da qualche giorno circola in rete il video promozionale di un corso di addestramento realizzato nel carcere di Opera e a cui hanno partecipato alcuni agenti della Polizia Penitenziaria.

Un filmato tutto sommato innocuo. Ma che ad alcuni non è piaciuto.

Il caso risale a qualche giorno fa. Secondo il Corriere, quei pochi minuti di alza bandiera, corsa e pistole avrebbero attirato l’attenzione del Garante dei detenuti, che avrebbe scritto al Guardiasigilli Alfonso Bonafede per chiedere lumi sulla realizzazione del video. Mauro Palma sarebbe “preoccupato per la visione che se ne ricava della funzione degli agenti di custodia e il tipo di approccio al loro lavoro”. A guardarlo bene, in realtà, non c’è nulla di cui preoccuparsi. Gli agenti corrono, fanno le flessioni e i piegamenti, studiano il “supporto medico in operazioni tattiche”, imparano a trasportare un ferito. Poi certo sparano contro un bersaglio, usano le armi, ma in fondo sempre di poliziotti si tratta e non si capisce bene dove debba essere lo scandalo. Troppo macho? Troppo addestramento? Troppo militarista? Mistero. Forse qualcuno le guardie carcerarie se le immaginia ad aprire celle e osservare da lontano i detenuti. Ma non è così. È un mestiere difficile: aggressioni, feriti, insulti, lanci di feci urina e sangue. La domanda allora è: il problema è il video, troppo ‘maschio’, oppure il corso? Perché in realtà si tratta di un’esercitazione formativa autorizzata dal Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Lombardia. Si è svolta da giungo a novembre, in tre edizioni. Dunque tutto nella norma. Il corso è stato tenuto da Omnia Secura Accademy e si è svolto sotto la direzione del Commissario Coordinatore Amerigo Fusco, comandante di reparto a Opera. “Era ed è di carattere medico ovvero di primo soccorso – spiega Donato Capece, segretario generale del Sappe – principalmente e prevalentemente per mettere il personale nelle condizioni di poter soccorrere gli altri”. Se necessario, anche i detenuti.

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Inevitabile la polemica politica. Per il Sappe quello del Garante dei detenuti è un “intervento” pretestuoso “chiaramente indirizzato contro la Polizia Penitenziaria”. Tanto che il sindacato è pronto a proporre una “legge di iniziativa popolare o un referendum abrogativo per sopprimere la figura del Garante nazionale”. Al loro fianco si schiera pure Matteo Salvini, esprimendo solidarietà agli agenti. “In un Paese normale ci si scandalizzerebbe per le aggressioni alle Forze dell’Ordine, che invece vengono attaccate di continuo – dice il leader della Lega – Un abbraccio e un ringraziamento alle donne e agli uomini della Polizia Penitenziaria: sono sotto organico e lavorano in condizioni difficili, rischiando aggressioni da parte dei carcerati più violenti”.

COMUNICATO STAMPA FSP POLIZIA DI STATO

Oggi il Raduno Nazionale Fsp Polizia con Gabrielli e altri ospiti: “Un grazie a chi ci sarà per condividere un momento che rende tutti più forti, e un doveroso pensiero a chi non potrà più esserci”

Valter Mazzetti, segretario generale FSP

Si terrà oggi il Raduno Nazionale annuale della Federazione Sindacale di Polizia. All’evento, che avrà inizio alle ore 19.00 a Maerne di Martellago (Ve), presso il locale “Al Mattone”, parteciperanno molti ospiti, fra i quali il Capo della Polizia di Stato, Franco Gabrielli, ma anche rappresentanti della politica, della magistratura, del giornalismo, e di molte altre categorie, assieme naturalmente a tanti rappresentanti sindacali dell’Fsp, provenienti da diverse regioni.

“Ci sono momenti, come questo – afferma Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato -, in cui è doveroso iniziare subito con un ringraziamento, non prima, però, di aver rivolto un pensiero sentito e mai formale a chi, magari, avrebbe trascorso questa serata con noi ma non può più”. “Un ringraziamento – riprende Mazzetti – non solo a chi materialmente si spende per concretizzare iniziative così impegnative, ma anche ai tanti amici e ai tanti ospiti che accorrono all’invito, perché non è scontata la sensibilità di voler trascorrere con gli appartenenti alla Polizia di Stato momenti di condivisione che vanno al di là dei quotidiani rapporti istituzionali, professionali o che attengono allo svolgimento del nostro lavoro quotidiano. Sono momenti di importantissima apertura e di interscambio, in cui certamente al centro c’è il tema della sicurezza, ma non meno importante viene esaltato l’aspetto dell’umanità che deve permeare di sé il modo stesso di concepire questo delicato lavoro, tanto per coloro che lo svolgono quanto per coloro cui è destinato”.

“Giungiamo a questo appuntamento ogni volta con grande soddisfazione e con grande orgoglio – gli fa eco Franco Maccari, Vice Presidente Fsp Polizia -, perché riteniamo parte fondamentale della nostra azione sindacale, che svolgiamo senza sosta per 365 giorni all’anno, anche queste occasioni che cementano ulteriormente i legami fra gli appartenenti al Sindacato fortificandone ancor di più convinzioni e progetti, e rinsaldano il rapporto con gli altri interlocutori della società”. Il Raduno Nazionale annuale sarà trasmesso in diretta streaming sul canale You Tube “FSP Federazione Sindacale di Polizia”.

I COSIDDETTI MIGRANTI, MEGLIO CONOSCIUTI COME CLANDESTINI INVASORI

La prima certezza è che sono prevalentemente giovani di sesso maschile di età compresa tra i 20 e i 30 anni. La seconda è che nella stragrande maggioranza sono originari di Paesi dove non sono in corso guerre. La terza è che sono quasi tutti musulmani. La quarta, acquisita grazie alle recenti ammissioni della Bonino, è che il governo Renzi nel 2014 ha voluto che gli sbarchi dalla costa libica avvengano tutti in Italia. Manca la certezza più importante: chi sono veramente questi giovani, che vivono l’esplosione della fertilità maschile con la prospettiva di promuovere una società meticcia, il cui aspetto ci dice che non hanno mai conosciuto la fame, che sbarcano con il cellulare attivato e sono consapevoli dei loro «diritti», che potrebbero rivelarsi dei combattenti pronti a farci la guerra dentro casa nostra per sottometterci all’islam. La verità, a cui si perviene per esclusione, è che questi giovani maschi, fertili, musulmani e abili al combattimento sono lo «strumento umano» di una «auto-invasione», finalizzata alla nostra sostituzione etnica e al suicidio della nostra civiltà. L’Europa prende le distanze dall’Italia o perché, come nel caso di Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia, osteggiano il Nuovo Ordine Mondiale assoggettato alla grande finanza speculativa globalizzata, o perché, come nel caso di Francia e Germania, ritengono di aver tutto da guadagnare dalla dissoluzione dell’Italia. Ecco perché siamo di fronte ad un bivio: o blocchiamo le frontiere o l’Italia morirà. Il caso di Firenze in questa indagine del quotidiano “il Giornale”. Cliccate sul link per l’articolo:

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/degrado-stazione-firenze-i-commercianti-abbiamo-paura-e-1795431.html

IL TASER, QUESTO SCONOSCIUTO….

Il Taser è stato sperimentato in Italia dal 5 settembre 2018 fino al 5 giugno scorso. È stato dato in dotazione alle forze di polizia di dodici città (Milano, Napoli, Torino, Bologna, Firenze, Palermo, Catania, Padova, Caserta, Reggio Emilia, Brindisi, Genova) e utilizzato 60 volte: 46 dalla Polizia di Stato, 11 dall’Arma dei Carabinieri, tre dalla Guardia di Finanza. In 47 casi gli interventi si sono risolti con la semplice estrazione dell’arma o con l’attivazione del “warning arc”, la scarica di avvvertimento, mentre nei restanti 13 il soggetto è stato colpito con i dardi. Al termine di questa fase sperimentale al Viminale è stato necessario intervenire con norme amministrative per legittimare poliziotti, carabinieri e finanzieri a proseguire con il Taser già ricevuto in via sperimentale, ora in dotazione. Il bando di appalto doveva arrivare dopo l’estate, ma il precedente governo con Salvini ministro dell’Interno, è finito nel bidone dell’immondizia. Ora è difficile prevedere quando questa nuova arma sarà distribuita a regime. Con la ministra Lamorgese al Viminale abbiamo qualche dubbio che la cosa vada a buon fine. Intanto negli USA la pistola a impulsi elettrici è in dotazione alle forze dell’ordine da anni: guardate questo breve filmato girato a New York, e date un’occhiata alle dotazione dell’agente….

COMUNICATO STAMPA FSP POLIZIA DI STATO

Tav, nuovi scontri, Fsp Polizia: “Professionisti del disordine ancora in azione mentre noi subiamo per far rispettare la legge. Serve ipotesi terrorismo di piazza”

“In Val di Susa nuovi attacchi alle Forze di Polizia, vecchi i metodi: bombe carta, fionde, razzi, pietre, l’incendio di una cancellata. Nuove aggressioni vecchio e solito copione: donne e uomini in divisa rischiano la salute e persino la vita perché c’è chi non ha alcun rispetto per la legge, né per le decisioni che noi non abbiamo preso ma che noi dobbiamo far rispettare. Nessuno osi chiamarli manifestanti. Se il cantiere debba andare avanti o no non lo stabilisce la Polizia di Stato. Ciascuno si assume le responsabilità di scelte che, una volta assunte, noi dobbiamo far rispettare. Quelli che hanno agito ieri e molte altre volte sono professionisti del disordine, che ormai con pratiche letteralmente organizzate e programmate giungono pronti a ferire, a incendiare, a devastare, a fare più male possibile. E mentre c’è ancora chi ipotizza che tutto sommato non è poi così grave aggredire un poliziotto per essere stati da questo provocati in quanto il povero sciocco fa il suo lavoro dovendo difendere persone e beni, mentre chi gli lancia contro una bomba in fondo è giustificato perché è convinto di aver ragione, noi ripetiamo che queste forme di aggressioni organizzate sono pratiche eversive per arroganza, per pervicacia, per aggressività, portate avanti nella convinzione di non incorrere in conseguenze significative per come possono allo stato essere perseguite. Ecco perché rilanciamo con forza la nostra proposta di introdurre la fattispecie di terrorismo di piazza”.

Lo afferma Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato, dopo gli scontri avvenuti sabato sera nell’area del cantiere Tav di Chiomonte.

PRIMA RUBANO, VIOLENTANO, RAPINANO, SPACCIANO, AMMAZZANO, POI SCRIVONO RICETTE GASTRONOMICHE. E QUALCHE DEMAGOGO DI PROFESSIONE DICE CHE COSÌ ARRIVA LA REDENZIONE

Prima il reato, poi il piatto da chef stellato. La redenzione passa per il cibo. Quel soggetto del signor Palma Mauro sarà in un brodo di giuggiole. Ecco, già, per l’appunto “brodo”. La grande novità del Natale carcerario del volemose bene con i piatti delle festività di fine anno e i consigli per il cenone di Natale. Tutto questo in un ricettario scritto dai detenuti delle carceri di Como, Varese e Milano (Bollate e Opera) insieme allo chef Moreno Cedroni, patron del ristorante La Madonnina del pescatore di Senigallia, due Stelle Michelin, di Anikò, sempre a Senigallia e del Clandestino sushi bar di Portonovo. “Cucinare al fresco” in versione natalizia è un libro dove i detenuti di alcune carceri della Lombardia si rifanno il profilo penale a suon di pastasciutte, secondi piatti e il dolce finale. Tutti soddisfatti, tutti contenti. In attesa dei pranzi natalizi con i carcerati di tutta Italia, per ora gustiamoci questa chicca sfornata dai soliti personaggi in vena di notorietà che sfruttano il carcere per ritagliarsi una briciola di gloria da salotto buono, magari pure di sinistra. A questo punto ci aspettiamo un’edizione di Master Chef in versione galeotta sugli schermi di Sky. Esageriamo? Tranquilli, prima o poi ci arriveremo. Oggi, fare i detenuti conviene. Tanto sono le guardie a pigliare mazzate.

RIPORTATO ALL’OVILE L’ISLAMICO NON RIENTRATO NEL PENITENZIARIO “ATTENUATO” DI CASTELFRANCO EMILIA

Gli agenti della Digos di Modena hanno arrestato ieri a Milano un tunisino di 33 anni inserito nella lista dei detenuti a rischio radicalizzazione islamica che non aveva più fatto ritorno alla casa-lavoro di Castelfranco Emilia (grazie al buonismo di CHI permette ad un detenuto a rischio di uscire dal carcere con l’art.21, ovvero ad una certa direttrice della casa di lavoro di Castelfranco), nel Modenese, dove stava scontando l’ultima parte di una pena per spaccio di droga, affrontando il percorso di reinserimento attraverso attività lavorative. L’uomo, che precedentemente era detenuto nel carcere di Perugia, aveva ottenuto il lavoro esterno al carcere, venendo impiegato in un mercato solidale a Castelfranco, dove vendeva i prodotti dell’orto della casa-lavoro con l’obbligo di fare ritorno nel tardo pomeriggio alla struttura. Sabato 30 novembre, alla terza uscita al mercato, sempre monitorato da un ‘tutor’, il 33enne si è tuttavia allontanato facendo perdere le sue tracce. È stata quindi allertata la Digos, trattandosi di un detenuto ritenuto a rischio radicalizzazione di livello ‘medio’. Video di Gino Esposito

NIENTE PAGA PER GLI ALLIEVI DEL 177°…….L’INDECENTE MATRIGNA COLPISCE ANCORA

Gli Allievi impegnati nella frequenza del 177o Corso di formazione per l’accesso alla qualifica iniziale del ruolo degli Agenti e degli Assistenti del Corpo di polizia penitenziaria, non hanno mai preso un euro, l’amministrazione parla di presunte difficoltà che potrebbero impedire anche nel corrente mese di dicembre l’elargizione della ”paga” loro spettante. Insomma i futuri agenti non hanno ancora percepito le competenze economiche, con gravi ripercussioni sui bilanci personali e familiari che diverrebbero ancora più pesanti se perdurassero nel mese di dicembre, anche in relazione agli usi e costumi connessi alle festività Natalizie. E questo, statene certi, avviene solo in questa amministrazione. Ad esempio, gli allievi carabinieri non hanno di questi problemi. I miserabili al governo nel DAP, tra incapacità, idiozia e abisso di cattiva fede, non si smentiscono neppure questa volta. L’amministrazione più disgustosa d’occidente resta coerente con se stessa. Cosa dire? Dire all’amministrazione “civile” che il loro raccapricciante modo di governare la polizia penitenziaria non passa inosservato. Stanno radendo al suolo tutto. Tutto.

RUSSIA, NON CESSA LA LOTTA ALLA CORRUZIONE DEI PUBBLICI UFFICIALI…

E’ uno dei caposaldi della politica del grande Vladimir Putin, il più importante statista del nostro tempo. Nel contributo filmato vediamo alcuni agenti del servizio di sicurezza interno FSB (l’ex KGB), bloccare arrestare due agenti di polizia con l’accusa di corruzione. Le mele marce sono dappertutto, Italia compresa, dove anche di recente sono finiti alla sbarra carabinieri e poliziotti con le stesse accuse. In Russia lo stato ha gli anticorpi necessari per frenare questo malcostume. Lo vediamo nel filmato.