DA NORD A SUD, SEMPRE PIÙ NUDI ALLA META…TRA INEFFICIENZE, PIGRIZIA E IMBECILLITÀ DI QUALCUNO…

Nudi alla meta?

Un collega ci scrive da un penitenziario del centro Italia e lamenta carenza di vestiario, che lui stesso definisce “un miraggio, quasi una leggenda metropolitana che si perde nella notte dei tempi…”

Ci aveva già informati qualche tempo fa di questa mancanza di uniformi per il personale che fa servizio con tute logore e scolorite, lasciando perdere il resto. Ma il DAP che dice? Niente, assolutamente nulla. Lo scorso settembre si è riunita la commissione vestiario che non ha fatto altro che certificare l’emergenza vestiario, tra contratti da rifare e cifre che non soddisferanno il fabbisogno e l’esigenza di tutti di vestire con dignità la nostra uniforme. E allora? Il collega ha ragione quando scrive che c’è grave carenza di vestiario “e del fatto che questo arrivi con dinamiche misteriose ed imperscrutabili a personale vario, senza tener conto nè dell’anzianità, nè dell’età, nè della data della domanda”. E non avviene soltanto nell’istituto dove presta servizio.

C’è poi un altro problema. Le uniformi mancano, “ma a quanto pare è importante il numero di “solleciti” che devono esser fatti affinché l’addetto alla distribuzione del vestiario abbia un sussulto che gli permetta di fare click – scrive il collega – e mandare avanti la pratica di volta in volta…”

Infine lo scaricabarile delle responsabilità: io non c’entro, non è mia la colpa, ma del collega….e se chiami allora il collega quello ti dirà che la responsabilità è di chi sta sopra di lui, ovvero l’altro che avevi chiamato la prima volta. Tira e ritira, resti in braghe di tela. La soluzione? Quella adottata da molti colleghi, quelli che non vogliono rinunciare al “look” che merita una forza di polizia che si rispetti: l’acquisto nei negozi specializzati. Ah, naturalmente l’amministrazione non ti rimborserà neppure di un centesimo…..

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