I GIOVANI DELINQUENTI DEL BECCARIA DI MILANO AGGREDISCONO ANCORA

Calci, pugni e addirittura un morso a un nostro collega, che ha dovuto farsi medicare in ospedale per una ferita al braccio. Esplode di nuovo la rabbia violenta dei giovanissimi detenuti del carcere minorile Beccaria di Milano. Non c’era l’acqua calda nei bagni? Scatta l’aggressione ai “parafulmini” ovvero ai nostri che pagano le inefficienze dell’amministrazione, che oramai ha lasciato soli le donne e gli uomini della polizia penitenziaria.

Il Beccaria ormai è esploso. Negli ultimi due anni sono state almeno sei le rivolte violente da parte di gruppi di detenuti. A nulla sono servite le proteste dei sindacati, ormai ridotti a semplici autori di noticine e proclami che lasciano il tempo che trovano. I detenuti hanno spesso a disposizione un vero e proprio arsenale costituito da strumenti quali spranghe, lamette, fornellini, coperchi di scatolette e carrelli ed è assurdo immaginare che mentre altre forze di polizia sperimentano del tutto legittimamente taser elettrici e spray al peperoncino, gli appartenenti al corpo di polizia penitenziaria siano lasciati completamente inermi davanti alle violenze dei detenuti, compresi quelli delle strutture minorili. E sono intoccabili. Guai a sfiorarli, si passa subito dalla parte del torto.

C’è poi l’assenza di Provveditori e Direttori Penitenziari impegnati più a promuovere la propria immagine e tenersi ben saldi in poltrona piuttosto che adottare iniziative concrete per contenere la violenza negli istituti.

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