LE PAROLE DI UN COLLEGA DELLA POLIZIA DI STATO SUI SUICIDI NELLE FORZE DELL’ORDINE….

di MICHELE RINELLI (blog “Parole in giacca blu”, https://paroleingiaccablu.wordpress.com/ )

Probabilmente sarà ricordato come il suicidio di Natale quello di un ispettore di Latina di 58 anni trovato esanime nella questura Laziale il giorno della festa più carica di sentimento di tutto l’anno.

Un suicidio che ne segue un altro, consumatosi sempre a Latina il giorno 3 dicembre scorso, un assistente capo, 10 anni di meno, con lo stesso e identico male di vivere.

Un natale tragico per un anno altrettanto tragico che per la sola Polizia di Stato si sta concludendo con la media di un suicidio al mese.

La tragica conta si ferma infatti al giorno di Natale 2018 a 12 Giacche Blu suicide, morti con quel male nell’animo che nessuno è riuscito a intercettare, anticipare, prevenire, curare.

Un male ostaggio di un sistema che di sicuro non potrà risolverlo ma, certamente, può tendere la mano a persone che spesso e volentieri non possono permettersi né di essere deboli né di mostrarsi fragili, per non finire in una condizione umana più penalizzata di quella che fondamentalmente,evidentemente, già vivono.

Troppo timidi infatti sono i segnali di attenzione da parte del dipartimento, sono timidi per tante ragioni, dal farsi carico di problemi, magari non propri, o al contrario, dover ammettere di avere dei problemi e dover spendere risorse non quantificabili per far fronte seriamente alla risoluzione.

Questo è stato davvero un anno orribile per le divise in generale, qualcosa però credo si possa fare per tamponare azioni più mirate e dispendiose ossia sensibilizzare tutto il personale, dai vertici provinciali a scendere, a essere più sensibili verso chi chiede aiuto o, al contrario, non lo chiede per paura di apparire debole.

Perché ancora ci si obbliga spesso a non chiedere aiuto, per non doversi misurare con un sistema che per difendersi ti affossa con procedure amministrative che al posto di aiutare spesso aggravano situazioni assolutamente recuperabili.

Potrebbe non essere difficile difendere il sistema e aiutare le divise ma quel sistema viene certamente ritenuto costoso e, forse, anche percepito come pericoloso.

Speriamo si possa intraprendere la strada giusta per salvare quante più divise possibile…..ma il percorso è ancora lungo….

Da queste pagine un appello al Signor Ministro Salvini affinché si possa adoperare per garantire una dimensione più sostenibile per quelle Giacche Blu che hanno bisogno di aiuto e non vogliono essere considerate semplicemente uno scarto, un pericolo o persone da mettere a forzato riposo.

Un pensiero alle loro famiglie e una preghiera per le loro tormentate anime.

ATTENZIONE! PER LEGGERE QUESTO ARTICOLO È NECESSARIO ACQUISTARE IN FARMACIA UNA BUONA DOSE DI ENTEROGERMINA, PERCHÈ QUALCUNO POTRA AVERE UNA BRUTTA DIARREA IN SEGUITO ALLA LETTURA DEL PEZZO E ALLA VISIONE DEL VIDEO ALLEGATO

Vi ricordate quella specie di sotto (molto sotto) segretario alla giustizia dei governi a marca PD? Gennariello, il Migliore tra i voltagabbana della politica attuale, grande frequentatore di galere sempre e solo dalla parte dei cam……..ehm, detenuti o “utenti”. Ebbene questo opportunista, gran cerimoniere di paraculaggine politica, oggi finge di accorgersi della polizia penitenziaria (che prima ignorava dolosamente) e lo rivela in un intervento alla Camera. Cari colleghi, questa gente non ha dignità e, perciò, non solo non merita il voto ma non merita il benché minimo rispetto. Si, si… abbiamo visto che razza di soggetti sono. Dovrebbero solo vergognarsi di riproporsi ancora e cianciare per comodità personale di polizia penitenziaria. Non ci fregano, li conosciamo ormai bene.

Se avete il coraggio ascoltatevi il video, ma poi correte in farmacia…..

RIVOLTE, AGGRESSIONI, DEVASTAZIONI, COME A TRENTO E A LUCCA? SI PROCLAMA LO STATO DI EMERGENZA E SI DÀ CARTA BIANCA ALLA POLIZIA PENITENZIARIA? MACCHÈ I COMANDANTI DI REPARTO CI DICONO “FATE I BUONI RAGAZZI”……..

Come nello spot sui noti biscotti e dolciumi, al quale abbiamo rubato lo slogan, che è poi quello che udiamo dalle bocche di certi comandanti di reparto. Andare al lavoro e sentirsi dire alla conferenza di servizio dal comandante che considerati gli ultimi avvenimenti occorsi a Trento e a Lucca, e considerato che un po’ di personale è in congedo per la fascia di capodanno, ci invita ad essere accondiscendenti, assertivi e propositivi nei confronti degli utenti, evitando così che la cosa possa ripetersi anche in altri istituti.

Ciò ti lascia davvero allibito, è la conferma che ci chiedono di metterci a pecorina pur di finire il turno. Qualcuno ritiene che il nostro sistema sta per implodere, noi siamo sempre più convinti che lo sia già…….

Buon fine anno a tutti con la speranza che il 2019 porti buoni auspici anche se poco ci crediamo finché viviamo con questa rassegnazione, se non avremo il coraggio morale di ribellarci a ciò che sta accadendo ne vedremo ancora di peggio.

IL CALENDARIO 2019 DELLA POLIZIA PENITENZIARIA, SU GENTILE CONCESSIONE DEGLI “UTENTI” OSPITATI NELLE NOSTRE CARCERI……

Le prese per il culo dell’amministrazione “civile” non cessano. Abbiamo ritirato il calendario del nostro corpo e con grande sconcerto abbiamo notato l’inserimento degli utenti in una foto, scelta per quanto ci riguarda molto discutibile….

Infatti non siamo riusciti a ritirarlo l’abbiamo rifiutato…..

Intanto a Roma, scuola di Via di Brava, c’è stata la presentazione del calendario. Senza la presenza della stampa, ma piena di soloni, leccapiedi, imboscati e pseudo dirigenti dello pseudo DAP.

Ora leggete le parole dello pseudo fotografo a cui è stato affidato lo pseudo calendario del 2019:

“alcuni detenuti mi hanno invitato – dice questo soggetto – a visitare il “loro” carcere”(affermazione tutt’altro che illogica, dato che le carceri ormai sono in mano a loro). Da questo invito è partita l’idea di intraprendere un lungo viaggio anche negli istituti di pena italiani … un mondo così pieno di sfaccettature e di umanità. Il mio interesse è stato sempre quello di dar voce a chi è invisibile nella nostra società, in questo caso i detenuti”. Queste parole le trovate impresse nel calendario, noi non volevamo crederci e abbiamo fatto fatica a vedere quest’opera dell’ingegno (delirante) umano. Abbiamo preso il calendario e gli abbiamo dato fuoco. Questo calendario non ci rappresenta, questo ignobile insieme di fotografie non ci rappresenta. Invitiamo i colleghi di tutta Italia a non ritirare il calendario 2019, anzi, di bruciarlo nella pubblica piazza. Perchè questo schifo ci umilia, ci schiaffeggia, ci offre un’immagine che non è affatto la nostra. Vergogna DAP!

Secondo voi questo è un calendario della pol pen?

LE FREQUENTLY ASKED QUESTIONS DEL POLIZIOTTO PENITENZIARIO DELLA PRIMA LINEA

Chi è il buon agente di sezione?? Quello accondiscendente e permissivo che permette e lascia fare tutto anche ciò che non è permesso….

Chi è il buon preposto??? quello che se chiamato arriva sul piano e fa il cazziatone al collega per non aver esaudito la richiesta dell’utente anche se non consentita…….

Chi è la buona sorveglianza generale??

Quella che pur di non avere eventi critici crea eccezioni, autorizzando ciò che è vietato…..

Chi è il buon comandante??

Quello che ratifica l’operato della sorveglianza, infondo lo ha fatto ai fini della sicurezza….

Chi è il buon direttore??

Quello che agli occhi del prap gestisce l’istituto con il minimo degli eventi critici , a costo di dare anche il culo.

Ciò vuol dire che è un buon direttore.

Uno stabilimento penitenziario che dovrebbe scandire le giornate con norme e regolamenti, e piuttosto che tutto vada bene le norme vengono ovviate per il quieto vivere per la paura della reazione dei nostri gentili ospiti………….

SCUSATE MA IO MI VERGOGNO!!!!

FACCENDE DA PRIMA LINEA, FACCENDE DELL’ALTRO MONDO…..

E poi senti dire che siccome il nostro gentile utente è psichiatrico, chiede ed ottiene come vitto dell’amministrazione “pesce fisso”; si avete capito bene siccome è psichiatrico e pretende il pesce tutti i santi giorni. Gli viene concesso dalla direzione che ha concordato con l’impresa di mantenimento che al nostro gentile ospite venga recapitato quotidianamente pesce in alternativa al vitto normale, senza alcuna prescrizione di carattere sanitario o etica/religiosa, così per tenerlo buono.

MI CHIEDO SE IL VERO PSICHIATRICO È L’OSPITE (CARCERATO) O CHI GLI CONCEDE TALE PRIVILEGIO.

CI SCRIVE ANCORA SALVATORE GAGLIANI, DIRIGENTE PROVINCIALE DEL SAPPE DELLA SICILIA….

Tempo di bilanci,

come sempre un anno molto impegnativo, ricco di soddisfazioni che documentano che alcuni sono tutto fumo e niente arrosto e che altri vivevano di luce riflessa, visiti i numeri. Da più di due anni il #Sappe ha dimostrato che piaccia o no è l’ago della bilancia nelle decisioni e nel cambiamento, malgrado cambi di pensiero di taluni, noi siamo rimasti fermi sulle posizioni con grande coerenza che ad altri nn appartiene, certo vedere cespugli chiedere l’apertura delle sezioni chiuse e di far fare i colloqui nei festivi ai Detenuti, invece di pensare al Personale, da un lato ci fa 🤮e dall’altro ci soddisfa nn essere come loro, ci siamo impegnati a migliorare la situazione lavorativa, ma cn pochi risultati visto che altre OO.SS. hanno sostenuto integrazione al Nucleo, spogliano l’interno col risultato che spesso si resta da SOLI in un PIANO DETENTIVO dove ieri ne vedeva due, ma che volete si doveva integrare la carenza al Nucleo e al SERVIZIO D’ISTITUTO chi ci pensa ad integrare la GRAVE CARENZA?; volevamo come #Sappe equità nella distribuzione delle notti, ma altri non hanno voluto, col risultato che vi è una gestione delle risorse umane cn uno squilibrio non indifferente; ci aspetta un 2019 molto impegnativo, ma non temiamo le nuove sfide, se sarà il caso siamo disposti a chiedere ispezioni mirate che appureranno tante ombre e poche luci, senza una Maggioranza nessuna OO.SS. può pensare di fare scelte in tutta autonomia, siamo certi che coloro che hanno scelto, cene, cenette e graduati nel 2019 si ricrederanno, poichè si ritroveranno a pagare una tessera ma senza che nessuno che li tuteli, ma non temete, la porta del #Sappe è sempre aperta.

Buon 2019 a tutti.

DOPO I FATTI DI TRENTO SONO APPARSE ALCUNE INQUIETANTI SCRITTE IN UNA VIA DEL CAPOLUOGO TRENTINO. UN CLIMA CHE NON PIACE…..

Nuove scritte in una strada del centro storico, a sostegno della protesta messa in atto alcuni giorni fa dentro le carceri di Spini di Gardolo che ha portato al ferimento di 7 agenti, alla denuncia di 30 detenuti, al trasferimento di altri 50 ed a decine di migliaia di euro di danni.

“Solidarietà con i detenuti in rivolta nel carcere di Spini, viva la lotta per la libertà” – si legge su un muro del centro storico trentino. “A fuoco tutte le galere”, un altro. Mentre l’ultima è piuttosto inquietante: “I detenuti di Spini insegnano l’amore per la libertà”. Qui sotto le fotografie.

BUONGIORNO MINISTRO BONAFEDE, ULTIMO GIORNO DI UN TORMENTATO 2018, CHE PEGGIOR EPILOGO NON POTEVA AVERE: ANCORA AGGRESSIONI. STAVOLTA IN CAMPANIA E IN MOLISE AI DANNI DEI COLLEGHI DELLA PRIMA LINEA

Aldo Di Giacomo del Sindacato di polizia penitenziaria (non il Sappe come erroneamente hanno titolato nel sottopancia) sui fatti di Campobasso

Egregio sorridente e proclamante ministro della cosiddetta giustizia (a cui dobbiamo ancora credere?), la informiamo che le aggressioni ai colleghi della trincea, quella che probabilmente lei non ha mai visto, proseguono senza sosta. Mentre lei e il suo “programmatico” soggetto posto a capo di un DAP sempre più inutile, blaterate di un futuro che facciamo fatica a scorgere, i camosci (si quei subumani che sorvegliamo nelle carceri) continuano ad aggredire. Poggioreale, Napoli, casa circondariale. Un collega, un assistente capo coordinatore, in servizio al primo piano del padiglione detentivo “Roma” è stato MASSACRATO da un verme di origini napoletane. Uno spacciatore, signor ministro, uno di quelli che lei considera sullo stesso piano dei poliziotti penitenziari. Il verme era stato richiamato dal collega, che in tutta risposta ha preso a pugni e spinto contro la ringhiera di ferro il nostro. Solamente l’intervento degli altri colleghi accorsi nel padiglione ha potuto evitare conseguenze peggiori. Il collega è finito in ospedale con fratture e lesioni. Trenta giorni di prognosi. E lei, signor ministro, sorride ancora, si bea di far parte di un presunto governo di un altrettanto presunto cambiamento? Noi poliziotti penitenziari il suo cambiamento non lo abbiamo mai visto né percepito. Avremmo voluto più coraggio da parte sua, ci saremmo aspettati provvedimenti urgenti contro il dilagare delle violenze di questi subumani rinchiusi negli istituti del paese. Non ci vuole dare il taser, probabilmente resteremo a mani nude (e in mutande) a combattere il crimine nelle carceri, saremo sempre – grazie anche a lei – un corpo disastrato che si ostina a rappresentare uno Stato a pezzi. La lasciamo in compagnia di un video, un servizio giornalistico dal Molise che racconta altri brutti episodi di violenza contro la polizia penitenziaria. Buona visione, sorridente e pavido guardasigilli.

TANTO PER NON DIMENTICARE GLI EFFETTI DELL’ACCOGLIENZA….

Noi di sicuro non li dimentichiamo, e infatti ve ne raccontiamo un’altra, la solita brutta storia dell’immigrato brutale che segue e aggredisce una donna, buttandola a terra, strappandole una preziosa collana dal collo. Stavolta però il clandestino originario del Gambia ha trovato pane per i suoi denti. La donna non molla la presa, blocca l’africano di 21 anni, fino all’arrivo della polizia.

L’episodio criminale è accaduto nella stazione Centrale di Milano, nella grande sala chiamata Galleria delle carrozze, accesso principale del trafficato scalo ferroviario.

La donna stava camminando tranquillamente all’interno della stazione portando al collo una collana del valore di circa tremila euro. Proprio il vistoso gioiello ha attirato la malsana attenzione dello straniero che, nonostante la presenza di numerosi viaggiatori, ha pensato di agire per sottrarre alla signora quel prezioso oggetto. E così dopo essersi avvicinato alla vittima, il gambiano l’ha spinta con forza facendola crollare a terra per, poi, chinarsi e strapparle la catenina. Nonostante lo choc, la donna con grande coraggio è riuscita a opporre una tenace resistenza, bloccando il giovane aggressore fino all’arrivo di una pattuglia della Polfer in servizio presso l’affollato scalo ferroviario.

Il 21enne è stato così immediatamente arrestato dagli agenti mentre la refurtiva è stata restituita alla legittima proprietaria. I poliziotti, in seguito, hanno anche sottoposto l’extracomunitario a perquisizione personale durante la quale sono stati trovati alcuni grammi di marijuana nelle sue tasche. Una circostanza, questa, che potrebbe aggravare la posizione dello straniero e portare ad altre accuse oltre a quella di rapina.

Fotogramma – 777011 MILANO 2010-10-26 DONNA VIENE VIOLENTATA IN STAZIONE CENTRALE DA UN VIOLENTATORE SERIALE, POLIZIA FERROVIARIA SUL POSTO DONNA VIENE VIOLENTATA IN STAZIONE CENTRALE POLFER,VIOLENZA SESSUALE – MILANO 26 Ott 2010 – DONNA VIENE VIOLENTATA IN STAZIONE CENTRALE DA UN VIOLENTATORE SERIALE, POLIZIA FERROVIARIA SUL POSTO p.s. la foto e’ utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e’ stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate