ANCHE LA MAGISTRATURA COSIDDETTA “DEMOCRATICA” ADERISCE AL CARNEVALE DELLA SINISTRA CONTRO SALVINI. MA I MAGISTRATI NON DOVREBBERO ESSERE INDIPENDENTI E SUPER PARTES?

Si, dovrebbe essere così, ma la storia ci racconta altro. E quella più recente narra di magistrati legati alla corrente “democratica” che si schierano apertamente con i sinistri per battere il ministro dell’Interno sulle questioni della sicurezza e dell’immigrazione. E come qualcuno ha ampiamente sottolineato “la cosa più inquietante è che i magistrati che stanno inquisendo il ministro dell’Interno per i fatti della Diciotti fanno parte proprio di quella corrente”. Ed è chiaro che questa adesione rappresenta quindi un pregiudizio politico inconciliabile con l’indipendenza, fattuale e ideologica, che un buon magistrato dovrebbe avere nei confronti dei fatti sui quali indaga o giudica. Gli interventi della corrente di sinistra dei magistrati dimostrano che in realtà l’indipendenza e una favoletta per bambini. Da sempre l’ANM ha sostenuto la necessità di usare la giustizia per correggere in senso proletario e socialista le derive borghesi della politica e del potere legislativo.

Insomma le toghe di sinistra sono sempre scese in campo quando la politica che sostengono non è stata capace di porre limite all’azione politica della destra. L’azione nei confronti di Salvini è di fatto un processo politico, anche se siamo certi che finirà in una bolla di sapone.

E come si sostiene da più parti “con buona pace dei grillini che su questi magistrati e sulle loro deliranti tesi hanno costruito buona parte della loro fortuna”.

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