LA NUOVA MANSIONE DEL POLIZIOTTO PENITENZIARIO: IL GIARDINIERE. COSÌ ACCADE A SANTA MARIA CAPUA VETERE

Grande! Una polizia penitenziaria ormai a 360°, oggi giardinaggio, domani imbianchini, fino alla futura qualifica di “maggiordomi” in livrea e guanti bianchi per i signori detenuti. Nell’istituto campano c’è un collega che ha il pollice verde. O meglio, qualcuno lo costringe ad averlo. Tanto da aver indotto un’interrogazione parlamentare e l’intervento di un sindacato. Il giardiniere si occupa di progettare, realizzare ed effettuare la manutenzione di giardini, parchi e aree verdi.

Esegue la potatura di alberi e siepi, la falciatura e il taglio dell’erba, cura la crescita e la salute di piante e fiori, si occupa degli impianti di irrigazione e di tutti gli interventi di manutenzione del verde. E tutto questo NON è previsto dalla normativa, principalmente quella 395 del 1990 che illustra in modo chiaro ed esaustivo i compiti dell’appartenente al corpo. E allora? Allora siamo alla frutta. Ora, il caso del “poliziotto penitenziario-giardiniere” viola le leggi sotto entrambi i profili: da un lato l’agente svolge mansioni che esulano da quelle tipiche che dovrebbero essergli affidate, dall’altro così facendo si privano i detenuti di poter svolgere un’attività lavorativa che gli spetterebbe. Chissà……..

L’istituto di Santa Maria Capua Vetere

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