BASTA, BASTA, BASTA. DATECI LE DOTAZIONI PER CONTRASTARE GLI ASSALTI DEI CAMOSCI

I COLLEGHI DI ALTRE NAZIONI LE HANNO, DAL BASTONE TELESCOPICO, ALLO SPRAY, ALLE MANETTE, IL TASER E VIA DISCORRENDO. NOI SOLTANTO LE NUDE MANI. Diciamoci la verità. Questo paese, la politica di questo paese, della polizia penitenziaria se ne fotte. Altrimenti non avrebbero stralciato dal decreto sicurezza gli emendamenti che proponevano un inasprimento delle “punizioni” verso i detenuti protagonisti di aggressioni al personale. In Australia o nella Repubblica Ceca il detenuto che aggredisce un agente allunga la propria detenzione di almeno 5 anni. Da noi invece viene premiato e resta impunito, primo per mancanza di regole certe, secondo per un malinteso senso di garantismo (sono sempre delinquenti), infine per la pusillanimità di direttori e comandanti vassalli dei direttori. Intanto, a proposito di allungamenti, è la black list della mattanza che aumenta di giorno in giorno, a segnare le tragiche giornate della prima linea. Eccoci dunque nel carcere di Pavia, dove un collega è stato spintonato e preso a calci da un camoscio italiano. Al collega, trasportato al pronto soccorso del Policlinico San Matteo di Pavia, sono state riscontrate contusioni giudicate guaribili in 6 giorni.

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