NIENTE TASER, NIENTE BASTONE TELESCOPICO, NIENTE PUNIZIONI ESEMPLARI PER I CAMOSCI VIOLENTI, NIENTE DI NIENTE…..ANZI, NO: IL RICONOSCIMENTO VOCALE DEI DETENUTI STRANIERI

Mentre prendiamo mazzate dai camosci, mentre ci è inibita ogni possibilità di difesa e contenimento, a Padova si gioca con la tecnologia. I nostri in servizio al Due Palazzi sono tra i partecipanti al progetto di riconoscimento vocale istantaneo degli stranieri. Si tratta del programma europeo “Ai4Immigrants”, ovvero un software in grado di realizzare il riconoscimento vocale automatico di 36 lingue e dialetti, con trascrizione automatica in formato pdf delle interviste e dei colloqui svolti in contesti come ad esempio interrogatori e intercettazioni. Perfetto. Mentre ci prendono a mazzate, e a farlo sono quasi sempre i detenuti stranieri, col programmino ascolteremo meglio le imprecazioni del detenuto mentre, noi stesi a terra senza possibilità di reazione altrimenti si va sotto processo, ci prendiamo le mazzate. Insomma avremo la possibilità di sentire la traduzione delle imprecazioni: “guardia di merda, io ti ammazzo, infedele ti taglio la testa (questo se sono islamici), ti ammazzo e così via…..non male che dite?

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