QUANDO PER IL BENE DEL PAESE OPERA L’APPARTENENTE AL CORPO CON UNIFORME E MOSTRINE E NON UN CIVILE CHE NULLA SA DELLE OPERATIVITÀ DI UN CORPO DI POLIZIA, LE COSE FUNZIONANO

La Polizia Penitenziaria è davvero inguaiata. Il fatto di avere sopra di sé dirigenti civili o magistrati, dunque civili passacarte che nulla sanno di attività operative, la costringe all’angolo, umiliata e inefficace. Come dire, non puoi fare il tuo lavoro come Dio comanda. Nella Polizia di Stato invece, dato che sono tutti in uniforme, dal Capo all’ultimo degli agenti, queste disparità non esistono. Ed è facile creare all’interno dell’amministrazione devices che siano utili a svolgere in semplicità e operatività i compiti a cui si è chiamati quotidianamente. Ora vi lasciamo ad un interessante articolo di Business Insider, nel quale si scrive di un algoritmo creato ad hoc da un ispettore della Polizia di Stato. Buona lettura.

Un algoritmo che è in grado di prevedere i reati predatori come rapine, furti, truffe, scippi e molto altro, ore prima che avvengano. Un sistema che mostra la mappa della città, dei cerchi che indicano i reati che avverranno in una determinata strada a una determinata ora, con tanto di alert per i poliziotti sui loro smartphone tramite l’app dedicata. No, non si parla di una tecnologia che arriverà tra anni, ma di un software già a disposizione delle forze di polizia di 9 questure in tutta Italia tra cui Napoli, Salerno, Venezia, Livorno, Modena, Trieste, Trento. Si chiama XLAW ed è stato pensato e sviluppato dall’ispettore Superiore Elia Lombardo, nell’arco di 20 anni di studi criminologici e tecnici per creare il sistema. Laureato in Scienze della Comunicazione, ha imparato a programmare da autodidatta e sviluppato il software: ha raccontato tutta la sua esperienza nel libro Sicurezza 4P, edito da Mazzanti Libri. Il primo riferimento che sovviene alla mente, almeno per gli amanti della fantascienza, è il film Minority Report di Spielberg, basato su un racconto di Philip K. Dick, in cui si vede la Precrime, che aiutata da tre esseri con poteri extrasensoriali, riesce a prevedere gli omicidi. Niente di tutto questo, dietro XLAW non c’è nulla di fantascientifico, solo tanto studio su come funziona il crimine, diverse scoperte e intuizioni. L’obiettivo finale? Un vero e proprio cambio di paradigma, quello di prevenire i crimini, più che inseguire i ladri. XLAW è uno strumento di deterrenza ormai in uso da anni e validato da uno studio dell’Università degli studi di Napoli Federico II (Prof. Giacomo di Gennaro, professore di sociologia e autore del master in Criminologia della Federico II) e dalla Parthenope di Napoli (Prof. Riccardo Marselli). Qui lo studio, in particolare a pagina 194. Un lavoro di sviluppo definito “sartoriale” dal suo creatore, che attualmente solo nella città di Napoli ha un’accuratezza tra l’87% e il 93%, a Venezia tra il 92-93% e a Prato intorno al 94%. Significa che ogni alert ha questo tipo di attendibilità, quindi a Venezia ad esempio si è sicuri come minimo al 92% che il reato previsto, ore prima che avvenga, accadrà davvero. Abbiamo parlato con l’ispettore Lombardo, che ci ha mostrato XLAW e raccontato il suo funzionamento nel dettaglio, oltre alle motivazioni che lo hanno spinto alla creazione di un sistema del genere, che viene dato in comodato d’uso gratuito alle questure.

L’ispettore della Polizia di Stato Elia Lombardo

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