COMUNICATO STAMPA A CURA DI FSP POLIZIA DI STATO

Senza biglietto sul treno aggredisce agenti, Fsp Polizia: “Frattura grave per un collega. E’ ora di dire basta. Si aspetta con le mani in mano il prossimo morto”

“A Foggia un poliziotto ha subito assieme ad altri colleghi un’aggressione da un uomo che stava a bordo di un treno senza biglietto. Ha riportato la frattura scomposta del braccio ed è in ospedale. Ancora un ferito grave fra le Forze di polizia per l’ennesima assurda violenza con cui siamo costretti a confrontarci anche in situazioni apparentemente non allarmanti. Le aggressioni al personale in divisa sono all’ordine del giorno e fra donne e uomini in divisa serpeggiano sempre più un malcontento, una preoccupazione, e un avvilimento che stanno superando il livello di guardia. Nessun Servitore dello Stato verrà mai meno al proprio dovere, ma questa non può essere la scusa per ignorarne bisogni e necessità, perché è vile e ignobile. Siamo Servitori dello Stato ma non servi! Il governo e le istituzioni diano un segnale forte e concreto di vicinanza a chi ogni giorno rischia la vita per quattro spiccioli, senza alcuna seria tutela, senza i mezzi adeguati e senza neppure la dovuta considerazione. Non si può aspettare con le mani in mano il prossimo morto pronti a stilare i soliti vuoti messaggi di cordoglio”.

Così Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato, dopo che agenti della Polfer intervenuti a Foggia per via di un passeggero senza biglietto sono stati aggrediti dall’uomo, un gambiano con permesso di soggiorno, trovato anche in possesso di un coltello. Quest’ultimo è stato arrestato con le accuse di resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale, interruzione di un servizio pubblico e porto abusivo di armi. Uno degli agenti intervenuti, invece, ha riportato la frattura del braccio sinistro ed è ricoverato agli Ospedali Riuniti di Foggia.

CELLE O CAMERE DI PERNOTTAMENTO? CARCERATI O “UTENTI”?

Fanculo ai buonisti, fanculo a chi sta dalla parte dei criminali rinchiusi nelle nostre carceri, fanculo a chi rema contro la polizia penitenziari, fanculo a chi con il proprio becero garantismo ha lasciato spazi di manovra ai delinquenti reclusi. In molti istituti addirittura i blindi non vengono neanche più chiusi. Una volta si faceva durante l’estate per consentire agli “utenti” (ma chi cazzo s’è inventato sta minchia di definizione?), di stare – è il caso di dirlo – un poco più freschi. Ora invece in molte realtà penitenziarie il cosiddetto blindo (e il relativo spioncino) restano aperti. Sempre. Per comprendere meglio la questione vi mostriamo due fotografie: la prima mostra l’Italia, l’altra invece un paese serio. La Repubblica Ceca. Noi di Storie chiediamo a tutti i colleghi e ai sindacati di ribellarsi e di chiedere la chiusura dei blindi. E invitiamo i colleghi della prima linea di essere più attenti e scrupolosi nelle mandate che bloccano i cancelli. L’apertura del blindo è una palese limitazione alla sicurezza del carcere, Viterbo docet.

Italia

Repubblica Ceca

LE PAROLE DI UN UOMO SAGGIO…..

Ex Generale Maurizio Mori,

Comandante ROS ed esperto Antiterrorismo.

«È proprio così. Abbiamo una capacità preventiva unica in Europa. Avendo dovuto fronteggiare terrorismo politico, terrorismo internazionale ma anche diverse associazioni criminali, abbiamo tecniche di prevenzioni assolutamente all’avanguardia. Possiamo dire che la nostra capacità investigativa è un’eccellenza assoluta in Europa».

In Italia, da più parti, si chiede di adottare anche qui lo «ius soli».

«Per noi è una fortuna non avere lo “ius soli”. Una volta che un immigrato diviene cittadino europeo diventa difficilissimo gestirlo anche se manifesta intenzioni eversive. In Italia ci sono 250mila musulmani con cittadinanza italiana.

Si pensi che la Francia, dove i musulmani sono tra il 10 e il 12% della popolazione, ha 12 mila neocittadini considerati potenziali terroristi e 4000 di questi sarebbero pronti a compiere subito azioni criminali. Del resto lo “ius soli” non ha risolto nulla. Nel Regno Unito, dove si è cercata la via del multiculturalismo, il 55% dei musulmani inglesi non si considerano britannici; in Francia, dove si è provata la via dell’ integrazionismo, il 50% dei musulmani residenti preferisce il corano alla Costituzione. Il minimo che si può dire è che alcuni nostri politici hanno scelto il momento meno indicato per proporre una norma come quella dello “ius soli”».

Le parole dell’ex generale tuonano forte anche a distanza di qualche mese. Sono solo una conferma?

SICUREZZA (CHE NON C’È PIÙ) E IMMIGRAZIONE. ORAMAI VIAGGIARE IN AUTOBUS IN TALUNI ORARI È DIVENTATO COMPLICATO

Ultimo episodio, location Roma, bus dell’Atac, linea 314. Stavolta la vittima è un 39enne originario dell’Etiopia, minacciato e rapinato da un marocchino deciso a sottrargli il telefono cellulare. L’episodio domenica notte, in zona Centocelle. Il 39enne si trovava a bordo di un bus Atac della linea 314 quando è stato avvicinato dal nordafricano che, dopo averlo intimidito, è riuscito a farsi consegnare lo smartphone. Arraffato il bottino, il magrebino è sceso alla prima fermata del mezzo pubblico, ossia in via Prenestina. Qui stavano tuttavia transitando i carabinieri del Norm, impegnati in un’operazione di controllo del territorio. I militari hanno udito le grida dell’etiope e si sono lanciati all’inseguimento del malvivente. Alla vista degli uomini in divisa il marocchino ha reagito con violenza, scagliandosi contro di loro con calci e pugni pur di non farsi prendere. Dopo una breve colluttazione i militari dell’Arma sono comunque riusciti ad immobilizzare e ad ammanettare il magrebino, dichiarato in arresto per rapina aggravata e resistenza a pubblico ufficiale. Il cellulare è stato recuperato e restituito al 39enne, mentre il rapinatore è stato condotto in caserma, dove si sono svolte le pratiche di identificazione. Si tratta ovviamente di un 25enne marocchino pregiudicato e senza fissa dimora. Il soggetto si trova ora dietro le sbarre di una cella di sicurezza, a disposizione dell’autorità giudiziaria di Roma. Sempre che un giudice non ne decida l’immediata liberazione. Ormai dalla magistratura c’è da aspettarsi di tutto.

AVVISO URGENTE PER QUELLA SPECIE DI MINISTRO DELLA GIUSTIZIA: ATTENZIONE LA POLIZIA PENITENZIARIA STA RISCHIANDO L’ESTINZIONE

Siamo esagerati? Cari colleghi qui si marcia ad un aggressione e più al giorno. Ma vi pare normale? Così come vi pare normale che questo intruso sedicente ministrello della giustizia se ne sbatta i coglioni di tutti i poliziotti penitenziari forse con la sola eccezione di quelli imboscati al ministero? Loro sono imboscati, la prima linea non lo è. E le prende. Ogni santo giorno. Andiamo a Marassi, quartiere di Genova che dà il nome alla casa circondariale del capoluogo ligure. E dentro questo porcilaio che i nostri a fatica tengono sotto controllo, un detenuto italiano, isolato perché affetto da epatite e scabbia, ne ha combinate di tutti i colori. Ripetiamo: affetto da scabbia ed epatite, soggetto poco raccomandabile e molto infetto. Questo bastardo prima si taglia, poi durante la medicazione si scaglia contro uno dei nostri colpendolo al volto. Un soggetto del genere andava scortato con le dovute precauzioni, da un nucleo di pronto impiego e dotazioni speciali. Ah già scusate, noi non abbiamo nessun nucleo di pronto impiego……. Il malcapitato collega, trasportato al pronto soccorso, ha riportato una prognosi di 5 giorni. Ma c’è altro: mentre in prima sezione al piano terra un detenuto magrebino è stato salvato dai colleghi. Il soggetto era appeso al cappio d’ordinanza, cioè imbastito con le solite lenzuola, all’interno del bagno della cella. Il detenuto è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso. Ma Bonafede? Ma quale Bonafede? Ma chi è costui? E’ il nulla, il vuoto pneumatico, l’inutilità al potere. Lui sbrodola alleanze con quell’altro soggetto inutile e velenoso che risponde al nome di Mauro Palma, il paladino dei criminali detenuti nelle nostre carceri. Bella coppia……

IMPORTIAMO AFRICANI MALATI DI MENTE? PARREBBE DI SI, ECCO L’ENNESIMO CASO

Uno di questi invasori, sbarcati come clandestini e accolti con grandi onori dalla sinistra e dal governo in carica, si è dato da fare a Brescia. Molti di loro sono manovalanza per le mafie africane che stanno ormai colonizzando le città, oppure sono merde sbroccate che fanno solo casino, e meriterebbero legnate e rientro in patria a calci nel culo. Uno di questi sbroccati africani ha scatenato tensione all’interno del tribunale di Brescia. Lo straniero ha strappato alcuni estintori dai muri e si è presentato davanti alla porta della segreteria della presidenza, uscendo dall’ascensore, con gli apparecchi in mano. Questo nero è un giovane della Guinea, e avrebbe dovuto partecipare ad un’udienza per la protezione internazionale. Diversi i danni materiali che ha provocato nei locali del Tribunale: l’uomo ha colpito con gli estintori i muri e rotto gli specchi dell’ascensore. Sarebbe affetto da problemi psichiatrici. È stato trasportato in ospedale per un Trattamento sanitario obbligatorio. Ma forse servirebbe cacciarli dal nostro paese. Che andassero a fare casino a casa loro.

COMPLIMENTI ALLA MAGISTRATURA CHE CONTINUA AD ALIMENTARE IL SENSO DI IMPUNITÀ VERSO I DELINQUENTI

Pensate. Un soggetto portato in questura ha aggredito gli agenti e sfasciato tutto quello che gli capitava a tiro. Vi pare normale? Certo che non lo è, ma un signor magistrato ne ha disposto la liberazione. Possibile? Si, con la maggior parte dei magistrati. Ma veniamo al resoconto completo di questa ennesima vicenda di malagiustizia. Quattro cittadini stranieri in stato di ubriachezza, sono stati fermati dai colleghi delle volanti di Catania, in pieno centro, mentre tentavano di arrampicarsi su di una impalcatura. All’arrivo dei colleghi, due di questi hanno iniziato ad inveire con spintoni, calci e pugni al petto, ferendo gli agenti che hanno avuto prognosi di 5 e 6 giorni. Ma purtroppo la storia non finisce qui. Immobilizzati e ammanettati, sono stati trasportati in questura con l’auto di servizio, all’interno della quale uno di loro, ha iniziato a colpire a testate il finestrino. Giunti in Questura, ha distrutto il monitor di un computer prendendolo a calci. Denunciati e segnalati al PM di turno, questo signore ne ha disposto l’immediata liberazione. La magistratura e i magistrati come il PM di Catania hanno gravissime responsabilità. Passa il messaggio che chi colpisce poliziotti a calci e pugni, li minaccia e crea scompiglio in Questura, non va in carcere. Tra l’altro in questura a Catania manca una idonea saletta fermati. Se questa ci fosse stata, il soggetto sarebbe stato posto al suo interno, a debita distanza dai colleghi, senza creare scompiglio mentre questi erano impegnati nella compilazione degli atti. Ma tanto ci ha pensato il PM a vanificare il lavoro della PS e a dare uno schiaffone alla legalità e alla giustizia.