I GIORNALISTI E LA POLIZIA PENITENZIARIA, UN RAPPORTO SEMPRE DIFFICILE

Difficile perché la maggior parte dei giornalisti non conosce a fondo i meccanismi del carcere, e meno che mai il nostro lavoro. Per molti di loro noi siamo “secondini”, come nel caso della notizia di un detenuto salvato dai colleghi del penitenziario di Arienzo dopo aver ingoiato lamette.

Ecco leggete qui: “L’intervento tempestivo dei SECONDINI, i quali hanno evitato che il 43enne riuscisse a ingoiare completamente le lamette, ha evitato il peggio. Gli agenti lo hanno bloccato in tempo facendogli sputare gli oggetti taglienti, prima che finissero nell’esofago e poi nello stomaco”.

Bravissimi i colleghi di Arienzo ad aver salvato quel soggetto, a dimostrazione che la polizia penitenziaria salva la vita ai detenuti, non li picchia come qualcuno vorrebbe affermare, ma quel sostantivo “secondini” ogni volta ci va sempre di traverso. L’articolo in questione viene dal portale de il Giornale, una testata che stimiamo molto, tanto da riprodurre qualche volta i loro articolo con firma del giornalista, e speriamo dunque che qualcuno di loro legga questo nostro pezzo evitando un domani di scrivere “secondini”, per noi davvero offensivo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *