ALLARME CENSURA….L’UNIONE EUROPEA, ATTRAVERSO ALLEANZE LOCALI, VUOLE METTERE IL BAVAGLIO ALLA LIBERA INFORMAZIONE

L’Unione Europea ha finanziato uno studio, diventato libro, nel quale giornali, media, portali e pagine Facebook (tra cui la nostra e quelle fuori dagli inciuci del politicamente corretto, comprese altre pagine gestite da poliziotti) sono buttati sul banco degli imputati, accusati di praticare forme di razzismo nei confronti del mondo islamico. Non c’è dubbio che si tratti di una vera e propria fatwa (sentenza coranica) scritta da due individui, uno molto vicino ai Fratelli Musulmani, l’altro al partito del presidente turco Erdogan. Per intenderci, i Fratelli Musulmani sono un’organizzazione estremista islamica dichiarata fuorilegge, in quanto considerata terroristica, da otto Paesi del mondo, tra i quali Russia, Egitto e Arabia Saudita (ma, guarda caso, non dalla Turchia, che le elargisce finanziamenti e protezioni).

Ma Storie di polizia penitenziaria è davvero un media e dunque un’organizzazione pericolosamente razzista, islamofoba o, addirittura, fascista? La risposta è certamente no, non lo siamo mai stati e mai lo saremo, anche se c’è una forte spinta a farlo credere perché fa comodo così. L’allarme è un ottimo paravento dietro il quale nascondere ben altro, sia all’interno di quel mondo islamico che tanto orrore ha seminato in Europa, sia dentro una sinistra italiana incapace di gestire una seria integrazione. E questo sì è un fenomeno preoccupante e pericoloso, perché se tutto è razzismo e fascismo, nella palude indistinta a guadagnarci sono i più feroci alligatori, di una parte e dell’altra, non certo le guardie a difesa della popolazione. Noi siamo per la libertà religiosa di chiunque e, quindi, anche per la libertà dei cattolici a entrare in una chiesa che non sia un bivacco di prima accoglienza, per il loro diritto a festeggiare le loro ricorrenze senza limitazioni «per non offendere altre fedi» (sarebbe come non potere mangiare pane e salame al bar per non offendere clienti ebrei, musulmani e vegani). Noi siamo per il rispetto della Costituzione, che all’articolo 4 recita: «Ogni cittadino ha il dovere di svolgere un’attività che concorra al progresso materiale o spirituale della società», cosa che esclude la legalizzazione dell’illegalità. E all’articolo 10: «La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali», che non sono gli statuti delle ONG private. E non abbiamo mai nascosto di essere molto preoccupati per l’odio, quello sì, che molti islamici nutrono nei confronti della civiltà occidentale. Se l’Europa non capisce questo, sarà davvero la fine per tutti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *