SOLLICCIANO’S JAIL, UNA VERGOGNA DOPO L’ALTRA…

Ingresso del carcere di Sollicciano (Firenze)

Al giglio-penitenziario alle porte di Firenze si continuano a promuovere esaltanti e molto politicamente corrette iniziative a favore di quella gentaglia che si trova a dover scontare una condanna seguito delle malefatte commesse in libertà. E per loro si continua a spendere e a spandere. Ora saltano fuori ben 50.000 euro (si cinquantamila, avete capito bene) per sistemare una biblioteca “sociale” (che peraltro c’è sempre stata) a favore delle schiere cammellate, perché come recita il motto dei sepolcri imbiancati che hanno promosso l’iniziativa, “la cultura non conosce le sbarre”. E neanche gli inciuci, a quanto sembra. Già, gli inciuci. Sempre quelli, sempre i soliti, manovrati dal politicamente corretto. Chi ci guadagna da tutto questo? Non certo i poliziotti, ai quali vengono negati diritti e tutele da un direttore che non li ha mai troppo amati, specie alcuni di loro. Non certo a quei poliziotti che vivono in un tugurio che si fa fatica a definire “caserma”, in loculi all’interno dei quali – durante le piogge – penetrano ruscelli d’acqua piovana e una salutare umidità i cui destinatari sono i nostri sventurati colleghi. Ma non finisce qui. A Sollicciano è uscita una disposizione – partorita da menti geniali – assai scandalosa secondo cui ai lavoranti bisogna segnare il doppio delle ore di lavoro, altrimenti si perdono i danari che sono stati stanziati quest’anno per il “mantenimento” dei galeotti on job. Finale della favola: mentre si spende per i cammelli, i colleghi sono costretti a effettuare le ronde automontate in condizioni che neanche in Burundi (vedere foto qui sotto): auto con gomme ovali e lisce… braccetti rotti….marmitta attaccata con lo spago… E si esce pure all’esterno per il rifornimento. Che figura di merda, cari lettori!

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