LOTTERIA DI NATALE E DI FINE ANNO PER I COLLEGHI DELLA PRIMA LINEA DI VITERBO

Lunghe e articolate indagini dei colleghi di Viterbo hanno consentito il ritrovamento di 3 cellulari nelle mani di altrettanti soggetti detenuti al Mammagialla. I telefoni erano perfettamente funzionanti e corredati ognuno di scheda sim, intestata a persone del tutto ignare. I tre detenuti sono stati denunciati alla locale procura della repubblica per l’ipotesi di reato di ricettazione e sostituzione di persona. Ma non è finita qui. Se feste natalizie e di fine anno devono essere, la lotteria deve andare avanti. Eccoci al reparto colloqui del penitenziario in zona Tuscia, i colleghi in servizio “pescavano” un tentativo di introduzione di 5 pasticche di sostanza stupefacente di tipo subuxone (farmaco somministrato dal locale Sert) tabellato come sostanza stupefacente.

L’eroina sintetica era in mano ad una donna italiana che si apprestava ad entrare all’interno della casa circondariale per sostenere il colloquio visivo con un parente detenuto. Anche la gentildonna è stata denunciata alla procura della repubblica per traffico illecito di sostanza stupefacente. Inoltre, poco prima di Natale, i colleghi del Mammagialla hanno bloccato una introduzione di droga all’interno dei reparti detentivi, sorprendendo un’altra donna mentre cedeva al marito detenuto un grammo di cocaina. Nello stesso mese di dicembre, si segnala anche il ritrovamento di ulteriori 4 telefoni cellulari di piccole dimensioni, rinvenuti all’interno di un doppio fondo rudimentale ricavato in un paio di scarpe contenute in un pacco postale proveniente dall’esterno. Bisogna proprio ammettere che i signori galeotti tengono particolarmente alla rieducazione, a scontare la pena perbene, a rispettare regole e leggi. Bravi, continuate così cari camosci!

Pasticche di Subuxone

L’INCREDIBILE FINE ANNO DELLA PRIMA LINEA. BOTTE, SEMPRE BOTTE, DETENUTI AGGRESSIVI E BASTARDI, SEMPRE IMPUNITI

Un ringraziamento speciale va a quel gruppetto di geni capitanato dal solito Sorridente Ministrello, all’ologramma di nome Francesco e di cognome Basentini nominato (per sbaglio) Capo del DAP, e non dimentichiamo neppure il Direttore Generale del personale, un certo Parisi anche lui sistemato lì per grazia ricevuta. E poi tutta la cricca dei civili, altro mondo rispetto a quei disgraziati in uniforme che anche l’ultimo dell’anno e certamente pure il primo, il secondo, il terzo, eccetera eccetera, che combattono e combatteranno sempre la guerra silenziosa contro l’esercito dei cammelli subumani, difeso da Sir Palma e dalla congerie di articoli votati alla difesa dei delinquenti. Ecco che nel penitenziario di Foggia un collega prende una dose di mazzate da un figlio di puttana campano, in galera per reati contro il patrimonio e la persona. Il delinquente campano pretendeva un permesso speciale per una seconda telefonata, dopo averne già ottenuto uno, in via del tutto eccezionale rispetto al regolamento. Ma dopo una prima concessione lui, cacchio cacchio tomo tomo, ci riprova. Il collega gli spiega educatamente che un secondo strappo alle regole non si può fare. Ma non fa in tempo a finire con la spiegazione che il bastardo campano lo aggredisce pestandolo. Per fortuna intervengono gli altri colleghi che bloccano l’esagitato. Il finale della storia il solito: collega malconcio al pronto soccorso, detenuto impunito. Ora ci tocca allungare il solito interrogativo: quel gruppetto di soggetti nominati ad inizio articolo si rendono conto che la polizia penitenziaria è a tocchi? Soprattutto il primo di costoro, l’indifendibile DJ Fofò Malafede, che perde tempo con lo specchio per allodole della cancellazione della prescrizione che allungherà i processi all’infinito? E’ tutto qui il grande guardasigilli, l’uomo che vorrebbe riformare la giustizia? Caro Malafede se non ti dai una mossa (e seriamente) la “tua” polizia penitenziaria è destinata a crepare. Ma tanto a te che cazzo te ne frega? Caro Malafede non possiamo che augurarti un pessimo 2020, nella speranza di vederti dare le dimissioni o finire nel fango dopo l’ennesima batosta elettorale che vi costringerà a levare le vostre brutte facce dagli scranni governativi. Pessimo 2020 dunque, che estendiamo anche ai sepolcri imbiancati del DAP.

ATTENZIONE AI BOTTI DI FINE ANNO….INTENSIFICATI I SERVIZI DI CONTROLLO SUI FUOCHI ARTIGIANALI ILLEGALI

I Carabinieri della Stazione di Villaricca (NA), nell’ambito di un servizio di contrasto all’uso e alla vendita di botti illegali disposto dal Comando Provinciale di Napoli, hanno sequestrato un vero e proprio arsenale stoccato in tre box auto sotterranei: rinvenuti 434 botti artigianali e 761 fuochi di “libera vendita”, per un totale di 170 kg di artifizi pirotecnici. Tre le persone denunciate e due quelle sottoposte agli arresti domiciliari.

#PossiamoAiutarvi #Carabinieri #wearecarabinieri #newyearseve

RUSSIA, INTERVENTO DEI SERVIZI DI SICUREZZA

Veloci, addestrati, senza alcuna pietà verso i criminali, specie se terroristi o affiliati al crimine organizzato. Il contributo, gentilmente concesso dai Servizi di Sicurezza della Federazione Russa (FSB), ci mostra che anche in pieno giorno e sotto gli occhi dei cittadini, pur nella massima sicurezza, non si fanno sconti a nessuno.

COSENZA ODIA IL CARCERE. ALLORA FUORI TUTTI, LE MINCHIATE DI FINE ANNO SI RIPETONO

Ma che tristezza che ci fa certa gente. Si rinnova anche quest’anno la tradizionale quanto cialtrona iniziativa di solidarietà nei confronti dei detenuti del penitenziario di Cosenza. Gentaglia che è finita dietro le sbarre non certo per diletto o per gioco. Poi in Calabria, terra di ‘ndrangheta. Eppure sono ormai una decina d’anni che questi soggetti inscenano la tragedia della solidarietà ai delinquenti che scontano la pena nell’istituto cosentino. “Far sentire la propria vicinanza a chi è costretto a restare dietro le sbarre”, dicono loro, poveri scemi. Domandiamoci che senso abbia una tale manifestazione. E, soprattutto, chi e perché la organizzi, “con i migliori auguri, veicolati attraverso i megafoni, a chi non potrà festeggiare con mogli, genitori e figli, ma dovrà limitarsi ad attendere la mezzanotte tra le fredde e spoglie celle di via Popilia”. Stronzate. Le celle non sono affatto fredde, e comunque contengono fauna pericolosamente criminale, non certo mammolette.

Il grande e indimenticabile Pier Paolo Pasolini scrisse nel 1975: “«Noi siamo un paese senza memoria. Il che equivale a dire senza storia. L’Italia rimuove il suo passato prossimo, lo perde nell’oblio dell’etere televisivo, ne tiene solo i ricordi, i frammenti che potrebbero farle comodo per le sue contorsioni, per le sue conversioni. Ma l’Italia è un paese circolare, gattopardesco, in cui tutto cambia per restare com’è. In cui tutto scorre per non passare davvero”. Questa stupida kermesse cosentina è proprio questo, in spregio alle vittime di quei figli di puttana che sono in carcere.

C’È SEMPRE UN IDIOTA PRONTO A MANGIAR PILE E LAMETTE. STAVOLTA ACCADDE NEL CARCERE DI ARIANO IRPINO

Ma vi pare che prima o poi non succeda qualcosa in questo penitenziario? Un imbecille, detenuto straniero, extracomunitario, ha ingoiato tre batterie, una lametta e un tagliaunghie. Un’autentica rottura di palle per i nostri colleghi che lo hanno dovuto portare in fretta e furia in ospedale, dove gli hanno medicato anche alcune ferite da taglio. Lo vogliono ricoverare, lui rifiuta. Si torna in prigione. Meglio così. Pensate che scocciatura restare lì, doverlo piantonare, eccetera. Meglio fargli sbollire la follia dietro le sbarre di una cella.

Nell’agosto scorso un altro detenuto era rimasto gravemente ustionato nella sua cella in preda ad un raptus. Voleva incendiarla, ma qualcosa non aveva funzionato ed aveva rischiato di morire. Il 24 enne originario di Napoli era giunto in condizioni disperate al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Ottone Frangipane. Era stato un agente coraggioso a lanciarsi tra fiamme e fumo per strapparlo alla morte. Questa è la polizia penitenziaria, altro che pestaggi e torture. Gli aguzzini sono loro, il nemico, non certo noi……..

ALTRO “PREMIATO” PORTA DROGA ALL’INTERNO DEL CARCERE. BECCATO DAI NOSTRI

E’ la vigilia di Natale, un galeotto a cui è stato regalato un bel permesso di uscita dal carcere, rientra, ma rientra pieno di droga. I nostri però, anche a Cassino (carcere dove si è svolta la vicenda), hanno imparato a vedere l’impossibile. L’esperienza insegna, c’è voluto poco a capire che un cammello, appena rientrato in carcere dal “premio”, ne ha approfittato per fare spesa. Il soggetto, messo alle strette, ha tentato di far sparire il pacchetto con lo sballo. Niente. I nostri sono stati più bravi e lo hanno beccato con il sorcio in bocca. Questo dimostra che, se la polizia penitenziaria, fosse libera di agire e avesse tutele e leggi a sostegno dell’operatività, nelle carceri non fiaterebbe una mosca. Purtroppo però, il coltello dalla parte del manico ce l’hanno loro, i detenuti, la nostra prima linea è condannata a restare marginale. Più trattamento, poca sicurezza. Ma così le carceri non funzioneranno mai.

BISCOTTI, DROGA E SMARTPHONE. A TERAMO I CAMMELLI NON SI FANNO MANCARE NULLA.

Ma, ci spiace per loro, la pacchia finisce prima ancora di cominciare. I colleghi in servizio, ben coordinati dal Commissario Livio Recchiuti, non si sono lasciati scappare il prelibato bottino destinato ai detenuti dell’alta sicurezza, sotto forma di scatole di biscotti. Smartphone e droga, almeno 28 grammi. Nel corso dell’anno, sempre a seguito di controlli, sono stati rinvenuti altri diciotto (18) micro telefonini cellulari detentive o sulla persona. Tuttavia i controlli non sono sufficienti. A parte la mancanza di adeguate tecnologie per sventare l’uso di telefoni e l’ingresso di droga, ciò che potrebbe davvero contrastare il fenomeno è senza dubbio l’inasprimento di sanzioni e pene per chi venga scoperto con cellulari e sostanze stupefacenti. In Russia, sia il detenuto che riceve, sia il familiare che tenta l’introduzione in carcere, rischiano fino a 15 anni di galera. Per il detenuto si vanno a sommare a quelli che già sta scontando. E’ così anche in altri paesi. In Italia no. In Italia questi comportamenti non vengono sanzionati con durezza. Ecco che, giocoforza, i bravi ragazzi ospitati dallo Stato nelle patrie galere fanno il comodo loro, tanto……..