UCCIARDONE: CHI STA BENE E CHI STA MALE. E’ L’UCCIARDONE ANCORA UN CARCERE DELL’OTTOCENTO. L’ UCCISIONE DI ATTILIO BONINCONTRO, CAPO DELL’UFFICIO MATRICOLA.

di Maurizio MEZZATESTA

Per non dimenticare Attilio Bonincontro, Brigadiere degli Agenti di Custodia (Noto 27 gennaio 1924 – Palermo, 30 novembre1977). In servizio alla Casa circondariale “Ucciardone” di Palermo.

Era il 30 Novembre del 1977, alle ore 20:30 il brigadiere Attilio Bonincontro, responsabile della matricola della Casa Circondariale “Ucciardone”, lascia l’istituto per recarsi a casa. Presta servizio nel vecchio carcere Borbonico dal 1954 , a fine turno esce dalla carraia per prelevare la sua macchina, una matra simca, parcheggiata all’esterno dell’istituto, mette in moto e si dirige nella vicina via Sampolo, in prossimità della sua abitazione trova posto, parcheggia esce dall’abitacolo e chiude l’auto, sta per varcare l’androne di casa quando due giovani armati, di una P.38 con cartucce ad espanzione ed una 7,65, gli esplodono numerosi colpi d’arma da fuoco. Bonincontro, era un esperto matricolista tanto da essere definito la memoria dell’Ucciardone, per amore del lavoro che faceva con zelo ed alta professionalità, aveva rifiutato più volte il grado di Maresciallo. Alle ore 20:55, mentre ancora gli investigatori sono nel luogo dell’agguato, nel centralino di un quatidiano arriva una telefonata di rivendicazione dell’efferato omicidio, per un problema tecnico il centralinista riesce ad ascoltare parte della rivendicazione trascrivendo il seguente testo: “Abbiamo rivendicato uno degli aguzzini”. Le indagini a 360 gradi, furono indirizzate anche sulla pista del terrorismo interno, poichè almeno a caldo, gli investigatori trovarono strano che i killer erano a volto scoperto, e uno dei sicari era armato di pistola calibro 7,65 arma non utilizzata da sicari mafiosi, così come confermato da una donna di 60 anni portiera dello stabile, che non ha però visto in faccia i sicari, unica testimone unitamene a un bambino di 6 anni. L’omicidio di Attilio Bonincontro è da subito un rompicapo per gli investigatori, l’omicidio del Brigadiere resterà fino ai nostri giorni senza un colpevole, purtroppo anche Attilio Bonincontro sarà inserito nella lunga lista delle vittime del dovere senza Giustizia. Perchè tanta violenza, tanto dispiegamento di sicari, tanto fuoco nemico, tantissime male lingue, per uccidere un uomo delle istituzioni che camminava non armato poichè amava sempre dire: che non aveva bisogno di camminare armato, poichè aveva la coscienza a posto. Perchè uccidere Attilio Bonincontro, con una modalità estremamente violenta, eppure si vedeva a occhio nudo che Attilio era molto miope tanto da portare degli occhiali con dei vetri abbastanza spessi, bastava un sicario solitario, eppure si organizzò un vero e proprio gruppo di fuoco. Quale messaggio doveva arrivare dentro e fuori dalle mura del vecchio Carcere Borbonico? Chi uccise Attilio?

La mafia, il terrorismo o le male lingue!

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