COME VOLEVASI DIMOSTRARE, PIANO PIANO SI SGONFIA IL TEOREMA DEI PESTAGGI NEL CARCERE DI SAN GIMIGNANO

Da subito Storie di P.P. ha preso le parti degli sfortunati colleghi dell’istituto toscano, finiti nel tritacarne giudiziario e mediatico a causa delle infami bugie di alcuni detenuti. Ora quattro colleghi – tra cui un ispettore e due assistenti capo – che erano stati sospesi dal servizio a seguito di una misura interdittiva emessa dal GIP, sono tornati al lavoro. Ora i legali dei nostri colleghi ingiustamente accusati si aspettano un intervento da parte dei vertici dell’indecente amministrazione. Intanto la procura ha dissequestrato i cellulari presi a tutti i colleghi indagati per effettuare una maxi-perizia e valutare in particolare le conversazioni.

I nostri hanno sempre negato le torture che contesta il pm, e noi gli crediamo. Lo dicemmo a suo tempo. La macchina del fango è usata dal “nemico” per gettare discredito e mettere nelle mani dei magistrati i colleghi più rigorosi, quelli che insomma non abbassano la testa, quelli che fanno rispettare i regolamenti. E’ l’oggi della polizia penitenziaria: da una parte chi va avanti a testa alta, anche rischiando (perché guai a punire un cammello), cercando di mantenere l’ordine e la presenza dello Stato nelle sezioni, e quelli che invece hanno abbassato le braghe e si girano dall’altra parte, riscuotendo come ovvio l’approvazione dei delinquenti in cella, dei vertici del carcere sempre inclini a coccolare il detenuto, e di garanti e garantismi.

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