IL VERO QUOTIDIANO DELLA NOSTRA PRIMA LINEA: LE AGGRESSIONI CHE SUBIAMO DAI FIGLI DI PUTTANA DEI BESTIARI SPARSI IN TUTTA ITALIA

Questa volta è toccato ad alcuni colleghi in servizio nel penitenziario di Paola, autore un detenuto straniero (ma va?). Questo pezzo di merda (perdonate il linguaggio crudo, ma ne abbiamo le palle piene) prima ha tentato l’autodafè con una lametta (voleva sgozzarsi?), poi ha reagito con bestiale violenza (appunto da bestiario) scagliandosi contro i colleghi che peraltro erano intervenuti per evitare che si facesse male. Un ingrato, un altro ancora. La verità è solo una: nelle carceri – all’indomani dell’improvvida chiusura degli OPG, che andavano ammodernati non chiusi – ora stipano anche i cammelli fuori di testa, gestiti alla meno peggio. A Paola ce ne sono circa una trentina, sempre piuttosto nervosetti. Celle sfasciate, personale di polizia costretto a fare una parte che non sarebbe prevista dal proprio ordinamento. Manca lo psichiatra, pochi infermieri, alla fine la gestione di questi stramaledetti resta in capo alla polizia penitenziaria. Ogni “sussulto” equivale al ferimento di uno o più colleghi. Circa il 32% dell’intera popolazione detenuta è oggetto di disturbi psichiatrici. Prima gli OPG, ora le articolazioni della salute mentale, praticamente la stessa cosa.

E chi affronta questi scenari? La polizia penitenziaria, of course. Come pensa di risolvere la nostra “classe dirigente” uno scempio del genere? Tranquilli ragazzi, non gliene fotte un cazzo di noi, ormai ci hanno declassati a carne da macello, o peggio, a legna da ardere. Chissà se il Basentini e tutta la cricca dei dirigenti civili hanno in mente qualcosa? Voi che dite?

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