ECCOLI, QUELLI DELLA TRIPLICE, ORA SI ACCORGONO CHE A REGGIO EMILIA LA PRIMA LINEA FA I BOTTI

Già, ma come reagiscono? Proclamando lo stato di agitazione che, in questo caso, vale meno di zero ed è solo uno specchio per le allodole. Che in tal guisa sono i nostri colleghi del carcere di Reggio Emilia. Stiamo parlando della famigerata triplice, CGIL-CISL-UIL. Che scopre d’antan aggressioni, danneggiamenti, tentati suicidi di cammelli, incendi e ribellioni. Allora cosa aspettano a denunciare l’amministrazione penitenziaria? Perchè non la portano in tribunale. In un nostro articolo a inizio pagina spieghiamo in che modo si può fare. Ma loro, da quest’orecchio non ci sentono.

E si lamentano dell’affollamento della sezione destinata a detenuti pericolosi e problematici. Dicono: distribuiteli in altre carceri. Non serve. La realtà è un’altra: bisogna costruire uno o due carceri punitivi (ma sul serio), di quelli davvero duri, la cui gestione deve essere affidata a personale altamente preparato e formato, nonché adeguatamente “armato”. Così in Francia, così in Polonia, in Russia, negli USA. Altro che stato d’agitazione…..

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