NIENTE RATEIZZAZIONI DEL CANONE ARRETRATO DEGLI ALLOGGI IN CASERMA. LA RAGIONERIA DI STATO HA RISPOSTO PICCHE

Molto bene, anzi male, malissimo. Lo Stato, qui impersonato dalla Ragioneria di Stato di Firenze ha dato un bel calcio sugli stinchi di quei disgraziati che alloggiano nella (fatiscente) caserma del penitenziario fiorentino. Un calcio sugli stinchi, e pure un altro nel culo. La ragione della tenzone tra Ragioneria e colleghi di Sollicciano sono le rate che i colleghi si vedranno conteggiare in busta paga, sotto forma di ritenuta, per la corresponsione degli arretrati del canone d’affitto di stanze fatiscenti, degradate e indegne di un corpo di polizia che meriterebbe ben altro. Arretrati che in un primo momento vennero sospesi, poi ripresi, per la gioia di chi è costretto a vivere in caserma lontano da affetti e familiari. Lo Stato che si bastona da solo, dato che, sarebbe utile ricordare, la polizia penitenziaria è un pezzettino di questo cosiddetto Stato. Ma gira che ti rigira, c’è uno Stato di serie e un altro di serie B. A quest’ultimo apparteniamo noi, i poliziotti penitenziari. Nel frattempo – sempre lo stesso Stato di cui sopra – con l’alibi del Covid-19, regala appartamenti ai detenuti scarcerati, si quelli che non hanno fissa dimora, e naturalmente gratis, invece i servitori dello Stato possono andare tranquillamente a farsi fottere. Sapete? Abbiamo quasi l’impressione che il morbo della delinquenza si sia infiltrato nel debole e marcio tessuto della giustizia e poi volato anche verso il DAP, la cui gestione di un corpo di polizia regala emarginazione, isolamento, silenzio. Alloggi a pagamento, senza più vestiario, senza mezzi ma anche senza sindacati, perché quelli che vediamo nelle fantastiche segreterie nazionali sono soltanto avvoltoi e parassiti.