LA FOLLE GIORNATA DI UNO STRAMALEDETTO DETENUTO OSPITE DEL BESTIARIO DI BARCELLONA POZZO DI GOTTO

Davvero una giornata di merda. Una delle tante che sono costrette a vivere i nostri colleghi in servizio nell’ex OPG “riadattato” a casa circondariale. Solita storiaccia di aggressioni senza alcuna conseguenza per chi le mette in scena, solito via vai di colleghi al pronto soccorso. La rabbia è tanta, specie nei confronti dei sindacati che si limitano a scrivere innocue noticine a destra e manca, senza prendere il toro per le corna. “Queste merde di sindacati – scrive un collega di prima linea – nessuna protesta, nessuna manifestazione unitaria, sono delle merde. Tanto montiamo noi – aggiunge – all’interno, tanto le prendiamo noi, e siamo fortunati – sottolinea il collega – se riportiamo la pelle a casa. Ma come cazzo dobbiamo fare per farci sentire, non possono continuare a girarsi dall’altra parte”. Tornando a Barcellona, un delinquente italiano, recluso nella sezione “casa lavoro”, in poche ore è stato capace di due diversi episodi di violenza ai danni dei nostri. Nel primo caso il soggetto ha finto un malore in cella. Intervengono i nostri colleghi. Sono in due. Il soggetto è a terra. Improvvisamente, nel momento in cui i colleghi si sono avvicinati, costui ha dato luogo al solito animalesco teatrino aggredendoli a calci e pugni, infine lanciando a entrambi tutto ciò che si trovava a tiro. Il delinquente pretendeva di essere portato in ospedale, ma senza ragione, dato che la visita medica in infermeria aveva dato esito negativo. Passa qualche ora, la belva feroce ricomincia. Ingredienti noti: lametta, tagli in tutto il corpo, bomboletta di gas, minaccia di incendio. Stavolta e per fortuna i colleghi sono autorizzati ad un intervento in tenuta antisommossa. Fine dei giochi. Non è la prima volta che il detenuto, questo detenuto, commette azioni del genere. C’è solo un dato che tragicamente ci porta ad alcune considerazioni: va inasprito il sistema punitivo verso questo figli di puttana. L’ordinamento penitenziario attuale e le fin troppe garanzie e tutele di cui godono questi soggetti, rendono impossibili le giuste sanzioni. Soggetti che abbiano alle spalle un trascorso di violenze nei confronti del personale vanno rinchiusi all’isolamento perpetuo, lasciati marcire in una cella dalla quale si potrà uscire solo un’ora, passeggi in solitudine, nessun contatto con altri reclusi, contenzione e sedativi nei momenti in cui si scatena la ferocia. Insomma, il metodo USA. Negli USA un detenuto del genere viene “accompagnato” da squadre specializzate e addestrate, e se tenta di aggredire viene preso e legato ad una sedia di contenzione a rotelle e così scortato e sedato fino all’infermeria per la visita; in Polonia viene ammanettato mani e piedi e accompagnato da almeno tre agenti. Solo due dei tanti esempi che vi potremmo fare. Ma siamo in Italia, la culla del rinascimento e la tomba per la polizia penitenziaria.

Amen….