LE CHAT DEI MAGISTRATI CONTRO L’EX MINISTRO DELL’INTERNO SALVINI

Ne abbiamo scritto ieri, raccontando le trame di diversi soggetti in toga, con il solito Palamara a dirigere il traffico. Pur ammettendo che Salvini aveva maledettamente ragione (migranti, sicurezza, ecc.), andava comunque fermato, abbattuto. Dunque l’ennesima prova di una magistratura (quella di sinistra) che ogni giorno che passa perde sempre di più credibilità e onore. Anche Giorgia Meloni ha pubblicato un breve ma chiaro commento sulla squallida vicenda. “Quello che abbiamo letto oggi sul quotidiano “La Verità”, che ha pubblicato delle chat di alcuni giudici e pm – afferma la Meloni – è un insulto allo Stato e alla stragrande maggioranza dei magistrati che ogni giorno servono fedelmente la Nazione, rispettano la separazione dei poteri e dedicano la loro vita a difendere la legalità e la giustizia”. Stragrande maggioranza, dice la Meloni. Sarà così?

“Inaccettabile che dei magistrati dicano che l’allora Ministro dell’Interno Salvini debba essere attaccato penalmente – aggiunge la leader di Fratelli d’Italia – per calcolo politico, anche se agiva correttamente. In uno Stato normale questi personaggi sarebbero già stati cacciati dalla magistratura”. Su questo non c’è dubbio. Altrove si sarebbe proceduto ad un repulisti di scorie (leggi magistrati politicizzati), di toghe che hanno frainteso del tutto la propria mission. Ecco che Giorgia Meloni sferra il colpo finale: “Mi aspetto un immediato intervento del CSM e del Presidente della Repubblica. Il premier Conte, nei suoi infiniti monologhi e discorsi, ha parlato anche di riforma della giustizia. Su questo siamo d’accordo: la prima riforma della giustizia da fare è liberare la magistratura dal cancro delle correnti, dal mercanteggiamento di poltrone e incarichi e dai giochi di potere della politica”. Siamo perfettamente d’accordo. A ciò aggiungiamo il lavoro, condotto da qualche settimana dalla redazione di Storie, per l’articolazione di una bozza di riforma del DAP, tra cui sbarrare ai magistrati l’accesso ai vertici dell’amministrazione, che consegneremo all’onorevole Meloni non appena il progetto sarà pronto.