PROCEDURE CONCORSUALI BLOCCATE, SUCCEDE SOLO DA NOI, LE ALTRE FORZE DI POLIZIA VANNO PIÙ SPEDITE….LA TESTIMONIANZA DI UN ASPIRANTE AGENTE

“Le scrivo a nome dei tanti idonei al concorso 754/938 . Mi può spiegare com’è possibile che siamo così dimenticati ? Che non viene spesa una parola per noi ? Dopo i tanti sacrifici fatti! Ancor prima di entrare siamo sfiduciati è ormai sconcertati da questo modo di fare! Il concorso è ormai in fase di stallo da più di un anno, polizia di stato che è un concorso uscito dopo il nostro, il 15 giugno incomincerà il corso di formazione presso le scuole e noi ad oggi, dopo più di un anno, non abbiamo avuto manco una comunicazione ufficiale. Sono consapevole che ci sono tanti problemi da illustrare, ma siamo più di 1000 ragazzi che ormai non sanno più che pensare”.

Una delle cento, forse mille storie di burocrazia demenziale: alcune comiche, altre tragiche, altre ancora ordinariamente ripugnanti. La voce di questi aspiranti agenti unisce all’indignazione civile la rabbia di vedersi allontanare una propria aspirazione. Una cosa accomuna queste disfunzioni. L’enormità, il senso d’ impotenza che trasmettono a questi giovani: i ritmi normali dell’uomo annichiliscono: non valgono la saggezza, la pazienza, la tenacia. Le leggi della fisica, i cicli naturali della vita e della morte, diventano feroci alleati dei bubboni purulenti della burocrazia malata della nostra amministrazione, l’amministrazione penitenziaria. Di pagina in pagina, di concorso in concorso, il bestiario burocratico, abbandona i caratteri comunque rassicuranti della farsa e assume quelli atroci del dramma.