TESTIMONIANZA DALLA PRIMA LINEA DI UN PENITENZIARIO DELLA LOMBARDIA

“Buongiorno, sulle analisi del carcere di Reggio Emilia devo dire che non è lontano da altri istituti. In questo carcere della Lombardia per esempio ci sono tante attività per i camosci, ma senza personale. Un agente addetto alla sala regia, lascia il suo posto di servizio per smistare i detenuti in palestra, alla sala PC, quando c’è anche la messa, immissione passeggi da solo e senza preposto. Quando va bene ci sono altri colleghi che naturalmente lasciano scoperto il box passeggi per dare una mano al collega. I passeggi vengono mandati per via telefonata: ” colle’ manda”, e i detenuti senza essere perquisiti scendono giù, ma prima si salutano, si prendono il caffè in altre celle e si fanno i cazzi loro, mentre tu aspetti come un coglione. I detenuti che vanno ai colloqui o nei vari uffici vagano per il carcere da soli, come fossero in piazza e a volte si incontrano con altri, anche con quelli per i quali vige il divieto d’incontro giudiziario. Direttore e educatori promuovono attività per i camosci senza sapere se c’è il personale per farle, e alla fine viene meno la sicurezza del carcere”.