CHE NE DITE DELL’IMMIGRATO CHE UCCISO UN GATTO, POI LO HA ARROSTITO SOPRA UN BARBECUE IMPROVVISATO?

E’ accaduto davvero a Campiglia Marittima, provincia di Livorno. Il soggetto immigrato, senza vergogna alcuna, ha stecchito il povero animale per poi cuocerlo davanti agli sconvolti viaggiatori della stazioncina di Campiglia. Lui è stato fermato dai Carabinieri e denunciato per per crudeltà e senza necessità, secondo quanto previsto dall’articolo 544 bis del codice penale in materia di maltrattamento degli animali. Forte lo sgomento di chi, purtroppo, ha dovuto assistere a quello scempio, inconcepibile per qualunque Paese civile. Inaccettabile che in Italia si possa perpetrare un simile atto di violenza. Chissà cosa ne pensa la Boldrini……

IL NOSTRO CREDO: DIFFERENZE TRA PERSONE DI DESTRA E DI SINISTRA

Abbiamo trovato in rete questo interessante post sulle differenze tra destra e sinistra. E dato che rispecchia anche il nostro pensiero, abbiamo deciso di ribatterlo anche sui nostri media:

– Quando uno di destra non è cacciatore e non gli piacciono le armi, semplicemente non va a caccia e non compra armi. Uno di sinistra, invece, chiede che sia proibita la caccia e la vendita di armi.

– Quando uno di destra è vegetariano, semplicemente non mangia carne. Uno di sinistra, invece, fa una campagna contro gli alimenti di carne e gli piacerebbe che si proibisse di mangiare carne.

– Quando uno di destra è omosessuale, fa una vita normale. Uno di sinistra, invece, fa apologia dell’omosessualità, va alle manifestazioni “gay pride” e accusa di “omofobia” tutti quelli che non la pensano come lui.

– Quando uno di destra perde il lavoro, pensa a come uscire dalla situazione e fa di tutto per trovare un nuovo lavoro. Uno di sinistra, invece, va a lamentarsi col sindacato, spende fino all’ultimo giorno e va a tutte le manifestazioni e scioperi sia contro la destra e sia contro gli imprenditori.

– Quando a uno di destra non piace un programma televisivo, cambia canale oppure spegne il televisore. Uno di sinistra, invece, se ne lamenta coi giornali, denunciandolo sui quotidiani, alle radio, alle televisioni, ai partiti politici di sinistra ed infine promuove un’associazione perché chiudano il canale televisivo che trasmette quel programma.

– Quando uno di destra è ateo, semplicemente non va in Chiesa. Uno di sinistra, invece, perseguita tutti quelli che credono in Dio, denuncia la scuola che esponga un crocifisso, protesta contro ogni segno di identità religiosa, chiede che si esproprino i beni della Chiesa, che si proibisca la settimana Santa e ogni processione o pellegrinaggio.

– Quando uno di destra ha problemi economici, cerca il modo di guadagnare di più e tende a risparmiare. Uno di sinistra, invece, ne dà la colpa alla destra, agli imprenditori, alla borghesia, al capitalismo, ai neoconservatori. Poi entra in un sindacato sperando di fare un salto in un partito politico, oppure entra nel PD, si candida a qualcosa e spera di poter vivere di politica.

– E per finire, quando uno di destra legge questo scritto, ride e lo manda per email ai suoi. Uno di sinistra, invece, si infuria e dà del fascista e del retrogrado a chi l’ha scritto e glielo ha mandato.

RITORNA LA PENA DI MORTE: LA CORTE SUPREMA APPROVA LA LINEA TRUMP

di Gerry Freda

La Corte suprema americana dà il via libera al ripristino della pena di morte a livello federale, appoggiando di fatto la linea dura varata lo scorso anno dall’amministrazione Trump in ambito giudiziario. Grazie all’avallo dei supremi magistrati, i nuovi protocolli per le esecuzioni capitali varati la scorsa estate dal ministro della Giustizia William Barr potranno trovare attuazione. Il governo americano, con l’iniziativa del ministro citato, aveva allora interrotto una moratoria della pena di morte a livello federale che durava dal 2003, ossia da quando l’allora presidente Bush Jr aveva congelato tale pratica.

Il via libera della Corte suprema alla ripresa delle esecuzioni è consistito nel fatto che, ieri, i magistrati in questione hanno confermato una sentenza, emessa ad aprile dalla Corte d’appello federale del Distretto di Columbia, che si era espressa a favore del ripristino delle prime.

— The Associated Press (@AP) June 29, 2020

Nei giorni scorsi, membri liberal del massimo organo giudiziario Usa, ossia Ruth Bader Ginsburg e Sonia Sotomayor, avevano lasciato intendere che avrebbero esaminato in maniera pacata e approfondita il ricorso sulla pena di morte federale, ma, alla fine, sembra sia nettamente prevalso l’orientamento rigorista dei giudici conservatori. Non opponendosi alle nuove disposizioni del ministro Barr sulle esecuzioni, la Corte ha di fatto legittimato l’eliminazione fisica dei condannati a morte presenti nelle carceri federali. Attualmente, i carcerati rinchiusi nei bracci della morte governativi sarebbero 62. I protocolli del ministro di Trump, adottati lo scorso anno in materia di esecuzioni, dispongono l’utilizzo, per quanto riguarda le iniezioni letali, dell’inoculazione ai condannati di un unico barbiturico mortale, il pentobarbital , al posto della miscela di sostanze tossiche impiegata finora dai boia. Con il nulla osta della Corte suprema, i primi detenuti federali a cui verrà applicato il nuovo protocollo saranno i quattro che avevano promosso la causa legale su cui si è pronunciato ieri, sfavorevolmente per i ricorrenti, il massimo tribunale Usa.

I promotori del ricorso contro il ripristino, dopo 17 anni di moratoria, delle esecuzioni federali sono tutti e quattro condannati per avere ucciso dei bambini e, per effetto del verdetto della Corte, saranno giustiziati a partire dal 13 luglio, uno dopo l’altro, nel carcere governativo di Haute, in Indiana.Secondo l’ong umanitaria statunitense Death Penalty Information Center, il via libera dei supremi magistrati alla riattivazione, promossa dall’amministrazione Trump, della pena di morte giunge in un periodo contrassegnato da sempre più entità federate e nazioni del mondo che mandano in pensione definitivamente i boia.

RIPRENDONO LE VISITE FISCALI?

Chi si mette in malattia qualche giorno durante l’estate 2020 può ricevere la visita fiscale del medico Inps? Resta l’obbligo di reperibilità nelle fasce orarie in base al tipo di lavoro? Visite fiscali sospese per il rischio contagio: quando torneranno operativi i medici Inps?

Il primo comunicato di sospensione delle visite fiscali per il contenimento del contatti risale all’8 marzo scorso ma, in un primo momento, riguardava solo le zone rosse. Due giorni dopo, con un aggiornamento, l’Inps ha disposto la sospensione delle visite fiscali in tutta Italia. Il provvedimento, si legge nel comunicato Hermes numero 1061 del 10 marzo 2020, ha validità fino a data da destinarsi. E la data di scadenza (e di ripresa delle visite di controllo a domicilio) non è ancora stata comunicata. Difficile, al momento, ipotizzare che succederà in estate. Di fatto, quindi, chi si assenta da lavoro non riceve la visita fiscale, né direttamente dall’Inps né su richiesta del datore di lavoro. Ad ogni modo la sospensione delle visite fiscali non esonera dall’obbligo di rispettare le fasce orarie di reperibilità. Al momento in cui riprenderanno, probabilmente, per un primo periodo almeno si tornerà alle regole di prevenzione fissate prima del lockdown e della sospensione.

Regole anti contagio per la visita fiscale

Prima della sospensione l’Inps aveva previsto:

analisi della patologia descritta a distanza (telefonicamente o via citofono);

per pazienti negativi al Covid-19 visita fiscale a domicilio ma con alcune regole di prevenzione fissate dal Ministero della Salute per ridurre al minimo il contatto;

per pazienti positivi al Covid-19 il medico non è tenuto ad effettuare l’accesso in casa.

Tutti i certificati di malattia dei lavoratori del settore privato per diagnosi che rimandano alle misure precauzionali dell’attuale emergenza (come può essere, ad esempio, il codice nosologico “V29.0” che indica la quarantena obbligatoria o volontaria, isolamento volontario, sorveglianza attiva, etc.) saranno contrassegnati come procedura gestionale CDM con “anomalia A – generica” e il medico dovrà apporre la dicitura “in fase di verifica” nello spazio compilabile. I pazienti per i quali è emesso questo certificato sono esonerati dalla visita medica (codice “E”).

Ricordiamo che, indipendentemente dalla visita fiscale, le fasce orarie di reperibilità restano invariate.

Vanno rispettate le seguenti fasce:

mattina: ore 09.00 – 13.00;

pomeriggio: 15.00 – 18.00.

MA CAZZO, PERCHÈ NON PROVIAMO TUTTI A SCENDERE IN PIAZZA E CHIEDERE IL RIPRISTINO DELLA LEGALITÀ NEL PAESE?

Nella cultura di chi è maggioranza nel Paese d’Italia, purtroppo non vi è la consuetudine di scendere in piazza per difendere ciò che è moralmente consono a quelli che sono i capisaldi di Dio, Famiglia & Patria. Sbagliando. Perché di contro, la solita minoranza ha le caratteristiche morali contrarie, ovvero quelle delle occupazioni di piazze, edifici e “pensieri” che con l’ausilio di compiacenti mezzi di comunicazione per sovvertire gli equilibri pacifici sociali ed un 20% di Deputati Parlamentari che Governano senza mandato del “voto” democratico, divulgando azioni, pensieri ed ideologie sempre minoritarie, ma che appaiono maggioritarie. E purtroppo quella parte maggioritaria dei Deputati mandati a Governare ma che non governano, per motivi strani, non hanno la volontà di sovvertire questo andazzo. E se sperano nel Popolo, quello sano e dedito al lavoro, al sacrificio ed alla famiglia, moriranno disperati. Mentre i sovversivi per professione si stanno mangiando tutto stravolgendo il senso logico del bene e del male. Dell’anarchia e delle regole. Del malvivente e dell’operatore di PS.

SCAMBIO DI “PRIGIONIERI” TRA ITALIA E ROMANIA….

Sono in totale 28 i latitanti arrestati che sono stati scambiati tra l’Italia e la Romania: l’operazione, condotta dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP) della Direzione Centrale della Polizia Criminale, guidata dal prefetto Vittorio Rizzi, sottolinea ancora una volta la stretta collaborazione operativa tra le polizie dei vari Paesi per una Europa più sicura. Con un volo charter Roma-Bucarest, partito da Fiumicino, sono stati consegnati alle autorità romene 12 uomini e 2 donne, che sconteranno il resto delle loro pene detentive in quelle carceri. La scorta è stata garantita dal personale della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Penitenziaria in forza allo SCIP. I 14 soggetti consegnati alla giustizia rumena erano detenuti in Italia in attesa di estradizione e hanno importanti curriculum criminali che comprendono furti, rapine, traffico di sostanze stupefacenti, sfruttamento della prostituzione, tratta e commercio di schiavi ed omicidio.

Tratta inversa, Bucarest-Roma, invece, per 14 ex latitanti, 13 uomini ed una donna, arrestati in Romania dove si erano rifugiati nel tentativo di sfuggire ai mandati d’arresto europei emessi da dieci Procure nazionali (Brescia, Chieti, Firenze, Foggia, Imperia, La Spezia, Matera, Milano, Napoli e Trento). I 14 che rientrano in Italia erano ricercati a livello internazionale e hanno profili criminali di notevole pericolosità. Ed ecco che in questo scenario di nani e ballerine, sopravvissuti al fetore del tempo dei garantismi e dei buonismi, la gioiosa macchina da guerra promette qualcosa di buono. E dato che occorre restaurare la sicurezza e la legge, in tutto il nostro paese, bisogna che questo circolo vizioso di criminali e leggi garantiste venga sottomesso al cappio di una giustizia che lo stringa ben bene al collo di delinquenti di tutte le razze e nazionalità. Per vederli iugulati e strabuzzanti, preoccupati che la pacchia stia davvero per finire.

IL “SUGGERIMENTO” ALL’AMMINISTRAZIONE RIGUARDO AI TELEFONI CELLULARI RINVENUTI NELLE “ABITAZIONI” DEI CAMMELLI…..

Nel distretto pugliese a colui che viene “accolto” in carcere (i cosiddetti nuovi giunti) viene comunicato che vige il divieto “di portare con sé, cedere, ricevere, disporre e utilizzare apparecchi per la comunicazione a distanza di qualsiasi tipo e tecnologia”. Il PRAP locale è impazzito? Ma no, fa bene (una volta tanto) e tale disposizione ha un precedente giurisprudenziale basato su una pronuncia della procura di Napoli. Ma di che si tratta? Di rinvenimento negli istituti penitenziari di telefoni cellulari nella disponibilità dei detenuti, dato che questi soggetti potrebbero essere incriminati del reato previsto e punito dall’art. 650 del codice penale. Cosa dice questo articolo? “Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato [337, 338, 389, 509], con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 206.” A quanto sembra l’articolo in esame disciplina un’ipotesi di norma penale in bianco, in cui cioè la norma di rango primario rinvia alla fonte regolamentare. Le fonti di rango sub primario descrivono il tipo di reato, ed il principio di riserva di legge risulta rispettato, in quanto la fonte secondaria si limita ad apportare una specificazione di tipo tecnico alla disciplina legislativa. Il bene giuridico oggetto di tutela è la polizia di sicurezza, in stretta correlazione con l’ordine pubblico generale. Soggetto attivo del reato può essere solamente il destinatario del provvedimento legalmente dato dall’autorità. La condotta incriminata consiste nell’inadempimento di uno specifico provvedimento, adottato per contingenti ragioni a tutela di interessi collettivi afferenti a scopi di giustizia, sicurezza, ordine pubblico ed igiene. Insomma vuoi vedere che finalmente si è trovato il modo di fare prevenzione e sanzionare pesantemente il detenuto e di contro, tra non molto, troveremo opposizione da parte del solito Garante?

… perché la politica urla ma non concretizza. Risolve, una volta ogni tanto, qualche solerte Dirigente Penitenziario e poi, dalla distrazione politica recupera chi della politica ne è “sentinella” nelle carceri, osteggiando ogni attività di repressione.

RIECCOLO, IL GARDASIGILLI DE NOANTRI, L’APOSTOLO DEL NULLA, L’UOMO DEI PROCLAMI E DELLE DISCOTECHE….

“Inquietanti le dichiarazioni del Ministro Bonafede che in un comunicato stampa di ieri annuncia la riforma e la revisione dell’art 4bis dell’Ordinamento Penitenziario mediante un “progetto” previsto per il mese di luglio.” Lo ha dichiarato Emanuela Piantadosi, Presidente dell’Associazione Vittime del Dovere, in un comunicato stampa diffuso dopo l’annuncio del Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede riguardo ad una imminente revisione del 4-bis dell’Ordinamento Peniteniziario, il cosiddetto ergastolo ostativo. “Non sono chiare le modalità di intervento ma l’unico interlocutore indicato pare essere il Garante dei detenuti. Nella stessa nota il concetto di “certezza della pena” viene allegramente usato accanto alla dichiarazione emblematica di voler rivedere un passaggio normativo fondamentale nella lotta alle mafie, costato la vita a Falcone, a Borsellino e a tanti servitori dello Stato. Questo accostamento appare un azzardo e un ossimoro non solo stridente, ma addirittura sconcertante. Rivedere il 4bis e, come sempre, tenere in considerazione solo le indicazioni di una parte della vicenda, quella dei detenuti, rappresenterebbe un vero e proprio attentato scellerato ad un sistema di tutela che invece permette, insieme al 41bis, di fare una reale azione di contrasto alla criminalità organizzata e una concreta difesa delle vittime da ritorsioni. Se l’obiettivo del comunicato del Ministro Bonafede è quello di tastare il terreno per capire quali sensibilità e reazioni ci siano in argomento, sappia che l’Associazione Vittime del Dovere resterà vigile a che non si realizzi un tentativo irresponsabile di distruggere anni di sacrifici e sangue delle Forze dell’ordine e della Magistratura, con tragiche conseguenze per la Nazione e per le Vittime. Questa dichiarazione appare ancora più pericolosa se si pensa al fatto che in questi mesi per l’emergenza Covid 19 sono stati scarcerati più di 500 boss di cui solo poche decine sono rientrati in carcere. Uno scandalo senza precedenti questo, che la nostra Associazione denuncia da mesi e che è stato evidenziato, dopo sollecitazioni, solo da poche voci del giornalismo televisivo, ma che di fatto non ha avuto un seguito concreto e fattivo nella soluzione del problema e nell’accertamento e sanzionamento delle gravi responsabilità che hanno causato un vero e proprio cataclisma penitenziario. “Confidiamo in una reazione decisa e ferma dell’opinione pubblica, perché mentre gli Italiani onesti combattono per la sopravvivenza e per risollevarsi dopo la prostrazione della pandemia, c’è chi approfitta della situazione e della distrazione generale per portare avanti azioni che potrebbero comportare impunità a sanguinosi assassini e malfattori. È ora di alzare la testa!”

ALÈ BECCATE ALTRE “RISORSE” DEDITE ALLO SPACCIO DI DROGA….

Arrestati a Udine per droga. 17 afgani 7 pakistani 2 algerini 2 marocchini. Scappavano dalla guerra inesistente e vendevano morte in Italia. E meno male che, stando alle fesserie di certa intellighenzia radical chic, questi criminali “ci arricchiranno culturalmente, socialmente e economicamente”. Come no.