24 SUICIDI NELLE CARCERI DALL’INIZIO DELL’ANNO. E IL GARANTE DEI DETENUTI DICHIARA GUERRA ALLA POLIZIA PENITENZIARIA

Cinquantamila euro annui di “indennità” (a spese del contribuente) al Garante dei Detenuti, per istigare le Procure ad indagare sul reato di Tortura per 25 suicidi tra le file dei detenuti. Bene… Dall’inizio dell’anno nelle carceri italiane si sono tolti la vita 24 detenuti. E’ il garante nazionale a comunicarlo nella sua relazione annuale sulla situazione negli istituti di pena. “Occorre segnalare – spiega – che ben cinque suicidi hanno coinvolto persone che in libertà erano senza fissa dimora e che in più di un caso si è trattato di persone che avevano appena fatto ingresso in Istituto e, conseguentemente, erano state collocate in isolamento sanitario precauzionale Coronavirus, come avviene per tutti i nuovi giunti”. Il garante ha anche comunicato che tre procure italiane (Napoli, Siena e Torino) hanno aperto ognuna un procedimento penale ravvisando il “delitto di tortura in atti di violenza e di minaccia compiuti da operatori della polizia penitenziaria nei confronti di persone detenute”. Il solito mondo alla rovescia, le solite bugie dei detenuti a cui abboccano prima il Garante nazionale, poi le procure. L’effetto della sostituzione della verità dei fatti con la menzogna non è solo che le bugie vengono accettate come verità e la verità considerata una bugia, ma che il senso con cui ci orientiamo nel mondo…e la differenza tra vero e falso è uno degli strumenti mentali che utilizziamo, viene distrutto. Colui che mente, cioè il detenuto, ha preparato la sua storia per il pubblico consumo, ben attento a renderla credibile, mentre la realtà ha la sconcertante abitudine di metterci di fronte all’imprevisto.