FATECI CAPIRE PER QUALE MOTIVO SIA STATA RESA PUBBLICA LA NOTIZIA DETTAGLIATA DEL TRASFERIMENTO DI UN BOSS DALLA SICILIA A VITERBO? PER QUALE MOTIVO? A CHI INTERESSA? E PERCHÈ?

Gesuela Pullara

La notizia, riportata stranamente dall’organo ufficiale d’informazione online del Ministero della Giustizia (che invece trattandosi di un capomafia avrebbe dovuto mantenere il riserbo), racconta dettagliatamente la vicenda che riguarda Vincenzo Di Piazza, 80 anni, a cui è stata revocata dal tribunale di Sorveglianza di Milano la concessione della detenzione domiciliare e per lui è stato quindi disposto il ritorno in una struttura detentiva. Il gran bastardo mafioso è stato trasferito nell’Unità ospedaliera di medicina protetta dell’ospedale viterbese Belcolle. Il Ministero riferisce che Di Piazza è stato prelevato dai Carabinieri dal proprio domicilio in provincia di Agrigento e condotto nel carcere cittadino. Il giorno successivo è stato trasferito a Viterbo dagli agenti del Nucleo Traduzioni e Piantonamenti di Agrigento, diretto dalla dottoressa Gesuela Pullara. “Il trasferimento – dichiara Pullara – è stato realizzato in tempi estremamente rapidi. Con il coordinamento da parte dell’Ufficio Sicurezza e Traduzioni del Provveditorato regionale, ci siamo subito attrezzati per portare a termine l’operazione nel rispetto delle normative anti-contagio”. “Per il trasporto del detenuto dal carcere di Agrigento all’aeroporto di Palermo – aggiunge Pullara – sono stati utilizzati due automezzi radiomobile della Polizia Penitenziaria e c’è stato l’ausilio di un’ambulanza. Gli agenti hanno indossato mascherina e guanti analogamente al detenuto. All’interno di ogni automezzo è presente anche un erogatore di gel igienizzante in ossequio alla disciplina anticontagio da Covid-19″. Di Piazza, che dall’inizio di maggio stava scontando la pena (18 anni per ‘associazione mafiosa’) ai domiciliari in base a una sentenza del tribunale di Sorveglianza, all’aeroporto di Palermo è stato preso in consegna dagli uomini del Gruppo Operativo Mobile (GOM) della Polizia Penitenziaria. Da qui un aereo è volato alla volta dell’aeroporto militare di Pratica di Mare, alle porte di Roma. Infine, come ultima tappa, il detenuto è stato trasferito nell’Unità ospedaliera all’interno della Casa Circondariale di Viterbo. Questo è il comunicato del Ministero con le dichiarazioni della Pullara. Chi ha autorizzato Gesuela Pullara a rendere pubblica una traduzione così delicata? Ora, ci si chiede, questa dettagliata “relazione di servizio”, dove mancano solo i dati relativi agli orari di partenza, arrivo, soste tecniche, resa spudoratamente pubblica, a chi doveva interessare? Chi si è dovuto tranquillizzare? O peggio, a chi si è dovuto dar conto? Ma è inutile, oggi il senso della riservatezza, del trattamento delle Operazioni con cognizione di causa senza megafonare movimenti, tipologie di azioni, coordinamenti, soste tecniche, NON esistono più. Oggi ci fanno la pelle dentro le carceri, per le inefficienze degli “uffici superiori”; fuori le carceri per megalomanie di Funzionari che per un po’ di notorietà sul loro operato pubblicano ai quattro venti dati, modus operandi e attività operative mentre dovrebbero farne a meno di renderle pubbliche. Per la malavita ogni minimo indizio, ogni piccola informazione che ottiene, è un punto in più di vantaggio per combatterci ed indebolirci. Tra manette troppo strette, Garanti, Associazioni e magistratura credulona, aggiungiamo le megalomanie di ingenui Funzionari.

Il boss Vincenzo Di Piazza