IL “SUGGERIMENTO” ALL’AMMINISTRAZIONE RIGUARDO AI TELEFONI CELLULARI RINVENUTI NELLE “ABITAZIONI” DEI CAMMELLI…..

Nel distretto pugliese a colui che viene “accolto” in carcere (i cosiddetti nuovi giunti) viene comunicato che vige il divieto “di portare con sé, cedere, ricevere, disporre e utilizzare apparecchi per la comunicazione a distanza di qualsiasi tipo e tecnologia”. Il PRAP locale è impazzito? Ma no, fa bene (una volta tanto) e tale disposizione ha un precedente giurisprudenziale basato su una pronuncia della procura di Napoli. Ma di che si tratta? Di rinvenimento negli istituti penitenziari di telefoni cellulari nella disponibilità dei detenuti, dato che questi soggetti potrebbero essere incriminati del reato previsto e punito dall’art. 650 del codice penale. Cosa dice questo articolo? “Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato [337, 338, 389, 509], con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 206.” A quanto sembra l’articolo in esame disciplina un’ipotesi di norma penale in bianco, in cui cioè la norma di rango primario rinvia alla fonte regolamentare. Le fonti di rango sub primario descrivono il tipo di reato, ed il principio di riserva di legge risulta rispettato, in quanto la fonte secondaria si limita ad apportare una specificazione di tipo tecnico alla disciplina legislativa. Il bene giuridico oggetto di tutela è la polizia di sicurezza, in stretta correlazione con l’ordine pubblico generale. Soggetto attivo del reato può essere solamente il destinatario del provvedimento legalmente dato dall’autorità. La condotta incriminata consiste nell’inadempimento di uno specifico provvedimento, adottato per contingenti ragioni a tutela di interessi collettivi afferenti a scopi di giustizia, sicurezza, ordine pubblico ed igiene. Insomma vuoi vedere che finalmente si è trovato il modo di fare prevenzione e sanzionare pesantemente il detenuto e di contro, tra non molto, troveremo opposizione da parte del solito Garante?

… perché la politica urla ma non concretizza. Risolve, una volta ogni tanto, qualche solerte Dirigente Penitenziario e poi, dalla distrazione politica recupera chi della politica ne è “sentinella” nelle carceri, osteggiando ogni attività di repressione.