AGGRESSIONI, RIVOLTE, SICUREZZA A PEZZI. COSA FARE? ESISTE LA “TERAPIA D’URTO” APPLICATA CON SUCCESSO ALL’ESTERO

La terapia con le onde d’urto è una metodica invasiva molto utilizzata nei sistemi penitenziari seri, poiché possiede un’azione antalgica davvero efficace (che dipende anche dalla validità dell’apparecchiatura utilizzata e dalla preparazione ed esperienza dell’operatore), consentendo di ridurre l’uso dei rapporti di servizio; essa ha una vasta applicazione all’estero, e non presenta controindicazioni di rilievo. Le “onde d’urto” sono indicate per “patologie” aggressive dell’utente, sia in fase acuta sia cronica, prevalentemente legate alla carenza di sicurezza e all’eccessivo garantismo verso i delinquenti. L’efficacia della terapia con onde d’urto è oggetto di studio per la grande varietà dei “trattamenti” su utenti diversi, per i diversi sistemi di applicazione, per le diverse densità di energia applicate, per la scarsa comprensione da parte dei prigionieri dei meccanismi di legge e ordine. Le tecniche di utilizzo della terapia con “onde d’urto” per problemi di aggressione e violenza in genere, non sono ancora state standardizzate e non sono stati studiati esattamente i dosaggi precisi e la frequenza ottimale di applicazione. In Italia invece si fa l’esatto contrario: si cercano palliativi e sollazzi per la tranquillità degli “utenti”, incominciando dal dialogo, alle aperture in regime dinamico, alle profusioni di merendine e dolcetti….e alle tante sberle che prendiamo in prima linea. Nelle foto a sinistra cane antisommossa (Polonia), a destra “operatore specializzato” nel trattamento per detenuti violenti (Repubblica Ceca).