PUNIRE I DETENUTI CON DUREZZA, CHIUDERLI IN ISOLAMENTO, MA QUELLO VERO, IN PENITENZIARI SPECIALI

Ogni detenuto che si macchia di un grave delitto, come l’aggressione ad un nostro collega, va punito, senza sconti, senza pietà, interrompendo ogni forma di garanzia, lasciandolo marcire in un inferno nel quale capisca il significato di rispetto, di legge, di regole. Come quel bastardo dentro, straniero, che nel penitenziario di Castrovillari ha aggredito un nostro collega. Un assistente capo, responsabile del magazzino detenuti, si è beccato un pugno in pieno volto, senza un motivo. Consegnava i pacchi postali ai gaglioffi, e invece si è ritrovato a terra, testa e schiena doloranti per l’impatto con il suolo. Ai detenuti violenti occorre somministrare carcere duro e regole stringenti. Come al Black Dolphin della Russia, un penitenziario di massima sicurezza che ospita i peggiori criminali, quelli che non si possono riabilitare.

Dunque un carcere di massima sicurezza più rigido ed efficiente, per nulla sovraffollato (700 detenuti su una capienza di più di 1000 posti letto). La prigione di Alcatraz, al confronto, può essere considerata un luogo di svago. I criminali russi infatti sono molto spaventati del trattamento che ricevono al suo interno e molti dichiarano che se avessero saputo come sarebbero stati trattati, non avrebbero mai commesso crimini. La Black Dolphin prison è situata nella contea di Sol-Iletsk, a 77 km dalla città di Orenburg in Russia. La struttura si trova nei pressi del confine con il Kazakistan e al suo interno sono rinchiusi i criminali più pericolosi di Russia. Tutti sono accusati di crimini terrificanti come cannibalismo, pedofilia, omicidio e terrorismo. E detenuti che nelle carceri ordinarie hanno commesso infrazioni gravi al regolamento interno. Un esempio da tenere in considerazione….