SIGNORI BONAFEDE, PETRALIA E TARTAGLIA, PIANTATELA DI GIRARVI DALL’ALTRA PARTE! NEI PENITENZIARI SCORRE IL SANGUE INNOCENTE DEI POLIZIOTTI PENITENZIARI! VERGOGNATEVI SE AVETE ANCORA IL BUONSENSO DI FARLO

A questi tre soggetti, e al loro “collaboratore esterno” Mauro Palma, vogliamo dire che ne abbiamo i coglioni pieni! Il vostro straccionismo etico è tale che ogni detenuto può liberamente colpire uno dei nostri e farla franca. Come quel figlio di puttana che ha aggredito con violenza due colleghi in servizio nel carcere di Genova Pontedecimo. E voi, ministrello e capi (minuscoli) di un DAP senza più morale e senso di giustizia, dovete vergognarvi. Vergognarvi per aver imbrigliato la polizia penitenziaria, senza armi e tutele, in balia di questi vermi che umiliano – giorno dopo giorno – lo Stato, l’istituzione, la legge e l’ordine. Parole semplici quanto da voi tre dimenticate, finite nel cassetto di qualche archivio su ai piani del DAP, mentre il sangue dei vinti continua a scorrere nelle sezioni detentive, roba così lontana dal vostro fiato e dalla vostra visuale. Il marocchino bastardo addetto al vitto, tornando a Genova Pontedecimo, uno che meriterebbe la forca e nulla di più, condannato per reati di Violenza Sessuale, Rapina e Lesioni (e lo si fa lavorare? Andrebbe rinchiuso all’isolamento perpetuo), dunque addetto alla consegna del vitto ai detenuti, “stimolato” dai suoi “paria”, altri bastardi dentro, ha aggredito due dei nostri in servizio al piano terra della sezione. Aggrediti a colpi di mestolo e pugni. Con l’alibi (appunto) di una presunta scarsità del vitto destinato alle anime belle che abitano le celle dell’istituto alle porte di Genova. La faccenda crediamo abbia degli effetti, diciamo così, collaterali. Non essendo più ormai in discussione – perché la si dà per morta, inutile, quasi anacronistica – la sicurezza all’interno delle sezioni detentive, ci pare che i signori di cui sopra abbiano trasformato, come chi li ha preceduti, l’antropologia culturale dell’intero sistema da diritto dei detenuti a “delitto” dei carcerati. Delitti impuniti, ovviamente. Intanto ogni giorno, a inizio turno, sapendo di essere carne da macello, ci facciamo il segno della croce nella speranza di non subire ancora….grazie Petralia, grazie Tartaglia e ovviamente grazie al DJ di Mazara del Vallo.