NOI DELLA VECCHIA GUARDIA, QUANTA ACQUA SOTTO I PONTI ABBIAMO VISTO PASSARE…..PURTROPPO ACQUA MELMOSA, SPORCA….E NESSUNO SI VUOLE ASSUMERE LE PROPRIE RESPONSABILITÀ

Quando l’errore di ieri era la chiave per imparare a lavorare oggi. Si, era.

Perché oggi, invece, arrivano superiori ordini da eseguire nella consapevolezza di agire ed indurti in errore (coprire più posti di servizio o uscire in traduzione sotto scorta) per poi sentirti dire, nel verificarsi dell’errore: collé è ovvio che ne paghi personalmente le conseguenze, che ti aspettavi una pacca sulla spalla!? In verità, però, intorno al termine e alla realtà dell’errore si consuma una vera e propria contraddizione nella nostra realtà lavorativa. Da una parte, ti trovi il Responsabile di turno o del servizio che ti spinge a lavorare sempre con l’ossessione della “performance” a tutti i costi per garantire risultati fini a se stessi, ma senza garanzia di riuscita se non solo grazie alle professionalità acquisite del Personale in servizio; dall’altra, invece, gli stessi Responsabili del servizio o del turno che ti hanno ordinato di agire e portare a termine un servizio, nella consapevolezza che l’incorrere in errore per un sottodimensionamento delle risorse umane è dietro l’angolo, si lasciano guidare, vigliaccamente, da una cultura punitiva dell’errore stesso, che determina una scarsissima considerazione del Superiore Gerarchico nonché del proprio Essere. Pertanto sarebbe ora che Responsabili di Servizio o di Turno riconoscessero i propri errori assumendosi la responsabilità di impartire ordini senza alcuna logica di sicurezza lavorativa. Questa presa di coscienza innescherebbe il giusto processo di conversione gerarchica, mettendo al riparo, tutelandolo, tutto il Personale che nonostante tutto esegue gli ordini.

Una via certa per recuperare l’accettazione, la stima ed il rispetto da parte degli stessi esecutori… a prescindere e nonostante tutto come nei tempi in cui gli Appuntati erano i Sovrintendenti di oggi, i Marescialli erano i Sovrintendenti di oggi e gli Ispettori/Comandanti di ieri erano i Commissari/Comandanti di oggi. Ma la generazione di servizio anni 90 è l’ultimo baluardo delle Gloriose Origini del Corpo di Polizia Penitenziaria.

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