OTTOBRE, TEMPO DI TESSERE, TEMPO IN CUI QUALCUNO SI ACCORGE CHE LA PENITENZIARIA È NEI GUAI

Eccolo, ripigola, il combat sindacalista Francesco Laura, casacca USPP, il vestito buono della domenica (d’altronde è tempo di tesseramenti), lingua appuntita, parole dirette e coincise. Sguardo alla Clint Eastwood della Trilogia del dollaro del grande Sergio Leone, e solita intemerata:

Laura potrebbe essere un autentico combattente (da poliziotto lo era davvero), ma anche lui si è pigliato la qualifica di dirigente sindacale di un’organizzazione che del sindacato di LOTTA non ha alcun connotato. Caro Laura, il sindacalismo di oggi in seno alla polizia penitenziaria, quello della concertazione, quello degli accordi con i vertici civili, quello della non conflittualità, quello della delazione ddi chi denuncia le vostre malefatte, quello degli accordi bidone sia nazionali che di comparto, quello che si fa carico dei problemi dell’amministrazione e persino dei detenuti (purtroppo è anche così), non porterà a nulla, e in questi ultimi decenni nulla ha dato. Quando chi ti rappresenta, chi dovrebbe tutelare i tuoi diritti, chi dovrebbe difenderti dalle malefatte dei civili, quello a cui paghi lo stipendio attraverso la trattenuta in busta paga, diventa il referente del “padrone”, va da se che ti ritroverai in ginocchio alla mercè dell’amministrazione, costretto ad accettare qualunque condizione lavorativa ti viene prospettata. Questi sindacalisti di mestiere, questi agenti dell’amministrazione in seno alla prima linea, nella stragrande maggioranza dei casi, tradiscono non tanto perché hanno una visione sbagliata del mondo, questi traditori sono tali perché si fanno corrompere e comprare, così come loro stessi corrompono e vendono fumo. Noi ci impegneremo fino alla morte per combattere tutto questo.

Lascia un commento