QUANDO SI È BUGIARDI E IMPREPARATI, LA BOCCA SI APRE SOLO PER DIRE FESSERIE. COSÌ È L’INCAPACE GUARDASIGILLI DELLA REPUBBLICA DELLE BANANE

Così è, quando a dirigere il Paese ci finiscono gli improvvisati e la narrazione ci ha già mostrato ciò che si rivela il punto chiave dell’azione di governo dei grillini: l’occupazione a tappeto del potere.

Uno di questi è il DJ di Mazara del Vallo. Non importa se chi metti a capo di un dicastero è un imbecille. Farà danni, ma non più di quanto gli italiani si meritino. Importa che hai messo alla testa di un dicastero un tuo uomo che ti obbedirà sino alla morte o quasi. Fin quando gli converrà, a lui senza arte né parte, di godere di uno stipendio elevato e di uno status invidiabile. Insomma, passare da perdutamente invidiosi a invidiati. Ecco dunque l’ennesima puttanata firmata Bonafede. Avete presente il concorso in magistratura palesemente “truccato”? In aula, a Montecitorio, il ministro ridens ne ha sparata una nuova: “La funzione di vigilanza assegnata al ministro della Giustizia sulla regolarità degli esami – si legge sulla Verità – si traduce nella costante verifica della regolarità delle operazioni svolte dalla commissione esaminatrice rispetto alle modalità procedurali indicate dalla legge, ma non può in alcun modo includere il sindacato sul merito delle singole deliberazioni relative alle valutazioni dei candidati, soggette solo al sindacato di legittimità del giudice amministrativo”. In pratica Alfonsino, ministro “malgré lui”, ci dice che può farci ben poco. Peccato che sia una balla. Ma forse lui non lo sa, magari è convinto di quello che dice. Ma non è così, il ministro ha il potere di annullare un concorso. Che Bonafede abbia paura della magistratura (corrotta)? In effetti sulla vicenda Palamara non si è mai sbilanciato, né ha ragionato a fondo sulla nomina al DAP di Dino Petralia, magistrato che in passato si servì di Palamara per tentare l’abbordaggio della poltrona di procuratore a Torino. E allora? Allora, in chiusura di intervento, torniamo sul concorso per magistrati truccato. La questione era stata sollevata in seguito ad una denuncia presentata da due aspiranti magistrati bocciati. Dalle indagini effettuate erano risultati promossi allievi non meritevoli: tra gravi errori di diritto, schemini al posto delle parole e vistosi segni di riconoscimento sui fogli, qualcuno aveva anche scritto tutte le risposte in stampatello. Poveri noi, povera giustizia.

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