I COLLEGHI LO PORTANO IN INFERMERIA PER UNA VISITA, MA LUI TENTA DI FOTTERLI…

Altra storia, altro figlio di puttana che, dopo una visita psichiatrica all’interno dell’infermeria del penitenziario di Reggio Calabria – Arghillà, ha tentato la fuga verso l’esterno. Il cretino però è stato immediatamente intercettato e bloccato a terra dai colleghi in servizio. Ora viene il bello: questo soggetto, bugiardo come sono bugiardi i detenuti, ha dichiarato ai nostri colleghi di non aver voluto tentare un’evasione ma di essere caduto a terra perché colpito da un malore.

Ci sono due categorie di stolti che dilagano nel nostro comprensorio, vale a dire i civili da una parte e i detenuti dall’altra. In mezzo ci siamo noi. Due categorie, civili e detenuti, altamente pericolose per i poliziotti penitenziari. Le bravate dei detenuti sono sotto gli occhi di tutti, solo per rimanere ai fatti più recenti, come non definire deficienti coloro che hanno fiancheggiato le malefatte dei detenuti, tra evasioni, aggressioni e rivolte. Due lati barbari della stessa medaglia, la conferma che serve un giro di vite colossale, denunce penali e risarcimenti danni nei confronti di queste teste calde. Ma ci sono anche altri stolti che fanno danni. Parliamo dei civili che snocciolano commenti e giudizi sui detenuti pur non essendo nemmeno in grado di allacciarsi le scarpe autonomamente. Sono le teste vuote che accusano ila polizia penitenziaria di propalare bugie quando loro non sanno nemmeno distinguere un apostrofo da un accento. Sono quella massa di imbecilli che Umberto Eco aveva già identificato in tempi non sospetti. A tutti questi stolti ribadiamo ancora una volta la stessa richiesta: andate a farvi fottere, insieme ai “vostri” detenuti.

Lascia un commento