NON CI MERAVIGLIANO PIÙ CERTI FATTI, ORAMAI E PURTROPPO IL DISINCANTO HA PRESO IL POSTO DELLA RABBIA

Un detenuto aggredisce qualche collega? Resta un fatto esecrabile ma non riusciamo neanche più a trovare parole adeguate per descrivere il nostro stato d’animo. Entri in sezione per il solito maledetto turno, alzi lo sguardo al cielo e c’è qualcuno di noi – credente – che ha ancora si fa il segno della croce. Speri insomma che il buon Dio ti faccia la grazia. Domenica scorsa, lo documentammo con un articolo, a Paliano, un collaboratore di giustizia belga, che da diverso tempo agitava le armi della violenza e intemperanza in carcere, aggredì due nostre colleghe devastando un’ala del vecchio penitenziario. Per le due colleghe ora c’è la CMO, commissione medico ospedaliera, e altri nostri colleghi intervenuti per bloccare il bastardo si sono fatti refertare a causa dell’aggressione del verme collaboratore di giustizia. Che nessuno, ovviamente, ha punito. Dunque se sei un collaboratore di giustizia godi della più assoluta immunità? Sei collaboratore e dunque puoi aggredire chiunque ti si avvicini, tanto non ti faranno nulla? Se le due colleghe lo avessero abbattuto a suon di legnate, sarebbero finite alla disciplinare? A parte la mancanza di adeguata formazione alla difesa personale (anche se del gentil sesso, una buona formazione ti può salvare dal finire al tappeto), perché tutta questa impunità? Le colleghe avranno denunciato il verme?

Ingresso carcere di Paliano

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