SECONDO STEP DELLE LUNGAGGINI SUL FESI. E C’È CHI FA COME SEMPRE LA SOLITA DEMAGOGIA

Lo scorso 19 novembre, con modalità remota (videoconferenza) sono ripresi i lavori per la stipula della nuova intesa sul FESI 2020, per il Personale non dirigente della Polizia penitenziaria.

Naturalmente sempre in ritardo, come lo scorso anno in cui gli accordi vennero stipulati soltanto a inizio 2020. Ormai, ahinoi, è prassi, la Grande Meritrice si muove come un pachiderma. Nella precedente riunione del 28 luglio qualcuno (correttamente) chiese due distinte previsioni d’indennità per chi aveva operato in contatto con detenuti positivi covid e per chi aveva fronteggiato le rivolte di febbraio-marzo in varie Sedi; su questo l’Amministrazione ha inteso unificare una unica indennità (per noi deve essere al di fuori del FESI, che è altra cosa e non dovrebbe riguardare le indennità da Covid e i disordini dello scorso marzo) che non prevede un massimo indennizzo annuo ma assegnerà – invece – 30 euro per ogni turno. Le Sedi che hanno fronteggiato queste criticità facendo svolgere turni doppi vedano remunerata, appunto, doppia indennità ai colleghi che operarono in quei contesti, e nei penitenziari che registrarono gli episodi più gravi, come il Sant’Anna di Modena.

L’Amministrazione riformulerà una nuova Bozza d’Accordo e riconvocherà una riunione che speriamo possa essere utile per siglare la Pre-intesa (è chiaro che l’accordo deve passare comunque dalla sottoscrizione con il Ministro della Giustizia). Vediamo cosa accadrà con il prossimo incontro.

Per ora sospendiamo ogni giudizio in attesa della bozza definitiva. Segnaliamo soltanto il solito lancio di demagogia del SAPPE che “ritiene dunque compensare, almeno in parte, tutto ciò prevedendo una nuova indennità operativa. Ha quindi proposto di individuare uno sdoppiamento di indennità cui destinare la somma di circa 2 milioni di euro stanziata per compensare i servizi ed i disagi connessi in relazione alle recenti e note rivolte di marzo e al Covid-19. La proposta è dunque quella di prevedere una indennità di rischio sanitario ed una indennità per eventi critici, sì da distinguere le due fattispecie e sollecitare lo stanziamento di ulteriori fondi, essendo state ed essendo le due previsioni significative sul servizio svolto”. Ma scusate, il SAPPE chiede di compensare l’alto numero di eventi critici con il FESI ?????????????????????? Come dire, fai servizio a Bolzano e ti spetta l’assegno di bilinguismo se parli il tedesco…..

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