PENA DI MORTE. USA, INDIANA, DETENUTA E ASSASSINA GIUSTIZIATA CON L’INIEZIONE LETALE

Noi di Storie non siamo né a favore né contrari alla pena capitale. Per il momento sospendiamo ogni giudizio. Ma vi raccontiamo una storia. La detenuta omicida Lisa Montgomery è stata uccisa con l’iniezione letale nel carcere di Terre Haute, nello stato dell’Indiana. È la prima donna a essere messa a morte in 70 anni a livello federale, l’ultima era stata Bonnie Haedy, nel 1953. Una perizia psichiatrica sulla donna aveva ritardato l’esecuzione e qualcuno sperava nell’annullamento della pena capitale. Ma non è andata così. Il delitto di cui si è macchiata Montgomery è raccapricciante. Nel 2004, infatti, ha strangolato una donna di 29 anni incinta e, dopo averle tagliato il ventre, ha rapito la neonata che si chiama Victoria e oggi vive con suo padre. Lisa viene arrestata subito. Nell’ottobre del 2007 la giuria di un tribunale federale del Missouri pronunciò un verdetto unanime, la condanna a morte. La sentenza venne poi confermata in appello, ma per anni è rimasta sulla carta: i governi di George W. Bush prima e di Barack Obama poi avevano deciso di sospendere le esecuzioni. La moratoria viene spezzata il 25 luglio 2019 dall’allora ministro della Giustizia, William Barr, su ordine di Donald Trump.

Lisa Montgomery

Sui social ha iniziato a circolare l’immagine della lettera con cui il Dipartimento di Giustizia – in particolare il “Federal Bureau of Prisons” – ha avvertito la condannata del giorno fissato per la sua esecuzione. “Gentile Miss Montgomery – si legge – la informiamo che è stato deciso il giorno in cui verrà giustiziata in base alla sua condanna (…) il 13 gennaio 2021 con iniezione letale”.

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