IL GOVERNO SNOBBA LA SICUREZZA. FORZE DELL’ORDINE DIMENTICATE

Il contratto per le forze di polizia è scaduto da due anni. Non c’è dialogo politico, le risorse sono poche, gli investimenti inesistenti e il Governo sembra aver rimosso completamente la Sicurezza dalle priorità di uno Stato civile. L’attuale governo mostra di non di impegnarsi attivamente per il personale in divisa, nonostante la vergognosa situazione in cui migliaia di donne e uomini che servono lo Stato si trovano: con due anni di arretrato nel pagamento degli straordinari obbligatori per migliaia e migliaia di ore, senza un degno contratto di lavoro, senza un adeguato riordino, senza una previdenza complementare. È il caso di ricordare che con il ‘contratto elemosina’ del gennaio 2018, arrivato dopo nove anni di blocco, sono stati riconosciuti aumenti di circa 35 euro. Chiaramente va fatto di più, ma a quanto pare le espressioni di vicinanza alle Forze dell’Ordine sono solo parole di circostanza: anche questo Governo ha deciso di non prestare la dovuta attenzione alla sicurezza del Paese. Chiediamo al Presidente del Consiglio Conte e al Ministro dell’Interno Lamorgese di chiarire quali impegni intendano assumere per garantire la dignità del lavoro quotidiano delle donne e degli uomini che si occupano della sicurezza dei cittadini. Detto questo, vi lasciamo all’articolo firmato da Elena Ricci dalle pagine de “il Giornale.it”. Buona lettura.

Sono le parole di Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato, all’indomani dell’approvazione della Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza. “Ancora nessuna notizia a proposito del reperimento dei soldi che servono per interventi non più procrastinabili, – continua Mazzetti – e che con la nuova manovra devono necessariamente essere messi in campo per garantire almeno il rispetto della dignità personale e professionale degli operatori, e scongiurare gli effetti del sentimento di pesante e profonda delusione che ormai regna sovrano fra i lavoratori delle Forze di Polizia”.

Un’ora di straordinario di un poliziotto o carabiniere, come da ipotesi nuovo contratto, vale all’incirca quanto un panino: 5 euro e 95 centesimi. Sembrerà assurdo, ma è quanto viene fuori se si analizzano le cifre stanziate dal governo relativamente al rinnovo contrattuale per il comparto sicurezza e difesa. E (forse) questo è il male minore, se pensiamo invece al fatto che questo governo non avrebbe colto la possibilità del Recovery Plan, per prevedere investimenti sulla sicurezza. “Completamente assenti dai piani del governo – ci rivela raggiunto telefonicamente da IlGiornale.it il deputato della Lega Nicola Molteni, ex sottosegretario al Ministero dell’Interno – I temi importanti relativamente al comparto sicurezza sono: contratto, assunzioni, dotazioni e strutture. Tutti argomenti sui quali avremmo previsto investimenti, ma a quanto pare non interessano a questo governo. Basti pensare che in commissione qualche giorno fa, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte non ha nemmeno sfiorato l’argomento sicurezza e immigrazione. D’altronde – continua – cosa ci si può aspettare da un Governo che ha smantellato due decreti sicurezza?”.

L’ultimo contratto è scaduto il 31 dicembre 2018, due anni fa. Le trattative per il rinnovo relative al triennio 2019/2021, sono state avviate lo scorso ottobre con l’apertura del tavolo politico. Nonostante il difficoltoso periodo e la pandemia in atto che ha visto uomini e donne delle forze dell’ordine in prima linea, diversi dei quali morti in seguito al contagio, le risorse attuali prevedono poco più di 40 euro nette sullo stipendio e la retribuzione di un’ora di lavoro straordinario pari a circa 6 euro nette. Una cifra talmente irrisoria che un sindacalista di Polizia, Domenico Pianese, segretario generale del Coisp, ha definito in sede di trattativa “misura da caporalato”.

Milano, 26 marzo 2020 – Carcere di San Vittore

Il precedente contratto, scaduto due anni fa e arrivato dopo ben 9 anni di blocco, prevedeva circa 35 euro di aumento sulla parte stipendiale. Le cifre stanziate per questo nuovo sarebbero superiori solo del 13%, nonostante la pandemia e nonostante e le gravi difficoltà che attanagliano l’intero comparto. “Le somme destinate alla parte stipendiale – dice Pianese a IlGiornale.it – non coprono neanche l’inflazione degli ultimi 12 anni”.

E non solo: bisogna considerare che queste 40 euro nette in più sullo stipendio, non riguardano le cosiddette indennità accessorie, relative ai servizi più delicati come quelli di ordine pubblico, turno notturno, festivi e servizi esterni, tutte indennità fondamentali che non subiscono aumenti da addirittura 19 anni. Allo stesso modo, non riguardano la cosiddetta parte normativa che, pur non incidendo sugli stipendi, incide però sulla qualità della vita del personale, se pensiamo ad esempio a congedi straordinari, ferie solidali, maternità. Insomma, i diritti di chi veste una divisa sono sospesi a causa di un contratto che, oltre a non essere rinnovato, prevede pochi spicci per far fronte ad una serie di problematiche irrisolte oramai da anni, per non parlare del disinteresse di chi ci governa.

Per i carabinieri invece, oltre il danno anche la beffa. Nonostante condividano gli stessi problemi con i colleghi poliziotti, relativamente alla questione contratto, non possono godere di una rappresentanza sindacale in fase di trattativa: i sindacati militari, infatti, non sono ad oggi ammessi al tavolo di contrattazione in quanto la normativa vigente, prevede invece la presenza al tavolo delle rappresentanze militari.

“Il nostro è un problema politico di rappresentatività non riconosciuta – ci spiega Marco Moroni, segretario generale aggiunto del Nuovo Sindacato Carabinieri – Non siamo stati convocati all’apertura del tavolo di contrattazione pur rappresentando un ampio numero di appartenenti”. Così come per la Polizia di Stato, anche per i carabinieri il nuovo contratto prevedrebbe lo stesso risicatissimo aumento. I fondi a favore delle forze dell’ordine sono scarsissimi, eppure la sicurezza, come invece sottolinea Fabio Conestà, segretario generale del Movimento Sindacale Autonomo di Polizia “è una priorità sulla quale investire in quanto ha inevitabili ripercussioni anche sul benessere dei cittadini e sulla ripresa economica, in questo periodo così delicato in cui si rischiano seri problemi di ordine pubblico”. Occasione ghiotta per stanziare fondi a favore delle forze dell’ordine, sarebbe stato il Recovery Plan che, ad oggi, non contempla la sicurezza tra le priorità, portandola di fatto, lontana dalle prerogative del Governo. Nonostante la richiesta del sindacato Coisp di includere investimenti relativi alla sicurezza, ad oggi, come ci ha raccontato Pianese, non vi è stata alcuna risposta.

“La straordinarietà di questo momento – continua l’onorevole Molteni – deve essere colta per rilanciare sull’intero comparto sicurezza: dalla formazione, alle dotazioni, parco mezzi, equipaggiamenti. Ma non solo: occorrerebbe investire sulle specialità, come la Polizia Postale che i governi di sinistra stavano smantellando e che noi abbiamo rafforzato con Matteo Salvini Ministro dell’Interno. Ad oggi non c’è nulla, l’attuale Governo ha dimenticato che abbiamo la migliore polizia al mondo, ed è inammissibile che uomini e donne in divisa rischino la vita per poco più di 1500 euro al mese”. Ancora, l’onorevole Molteni insiste sull’importanza di investimenti sul piano dell’edilizia: “Ci sono caserme, uffici e commissariati fatiscenti. Mentre la criminalità investe su sé stessa, la sinistra smantella i presidi”. Dello stesso avviso anche l’onorevole Emanuele Prisco di Fratelli d’Italia: “Un governo poco attento alla sicurezza e concentrato a investire sull’immigrazione clandestina. Il governo – dice Prisco a IlGiornale.it – dovrebbe fare degli sforzi in più. Ciò che chiedono i sindacati è giusto, non si può pensare allo sviluppo e alla ripartenza dell’Italia senza pensare all’ordine pubblico e agli investimenti sulla sicurezza interna. A quanto pare però l’attuale esecutivo, come dimostrano i correttivi al decreto Sicurezza, ha più a cuore gli investimenti sull’immigrazione clandestina che sulle forze dell’ordine”.

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