IL TELEFONO CELLULARE, L’OGGETTO PROIBITO DEL DESIDERIO…..E QUELLI CHE PARTECIPANO AL SUFFRAGIO DEL DETENUTO ISLAMICO SCHIATTATO IN CELLA

Nonostante la legge, che ora c’è e si applica, ai detenuti non è passata la voglia di “giocare” con i telefonini. Lo fanno in più modalità: chi se li fa portare da casa, traghettandoli durante una visita in carcere del familiare, chi se li ingoia costringendo i colleghi a correre al pronto soccorso per cavarli dalle budella dello stronzo di turno che li ha “mangiati” (ben due, forse anche un terzo), e oggi vengono anche usati illecitamente dal gaglioffo per registrare audio e video aspettando di fottere la guardia e mandarla alla sbarra… o per esempio a Poggioreale per introduzione di due cellulari all’interno del penitenziario napoletano i colleghi hanno arrestato P. R. classe ’91, incensurata colpevole di aver passato 2 cellulari e un cavetto di alimentazione al compagno detenuto per spaccio. La donna è sottoposta agli arresti domiciliari in attesa della convalida del fermo. Sono in corso le indagini della Procura di Napoli. Saltando di palo in frasca, che ne dite del detenuto nordafricano schiattato mentre pascolava in un’altra cella, e alla cui “messa” in suffragio indetta dall’Imam di turno, ha partecipato anche la cosiddetta Autorità Dirigente dell’istituto? Ora abbiamo anche direttori convertiti all’Islam? Comunque cari colleghi, manteniamo tutti la calma. Abbiamo i riflettori puntati contro. Stampa, televisione, colleghi pavidi o corrotti moralmente e non solo, sindacalisti nullafacenti salvo compravendita di tessere, ruffiani e lecchini, insomma uno scenario ricco di imprevisti. Occhio alla penna!

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