NE SENTIVAMO LA MANCANZA, ARRIVANO I ROSSI A PRESIDIARE IL CARCERE DELLE GUARDIE BRUTTE E CATTIVE

Un presidio, messo in atto sotto le mura del carcere di Sollicciano a Firenze. Un altro passo verso l’inferno nel quale sono finiti alcuni nostri colleghi del penitenziario fiorentino.

Slogan, urla, ecco gli antagonisti di tutto e tutti, cervelli vuoti e lingue biforcute. Come sempre dalla parte sbagliata, quella dei criminali. Senza sapere che a Sollicciano già comandano i detenuti, i colleghi faticano a mantenere il controllo, le aggressioni alla prima linea non si contano. Poi i “coristi” dell’antagonismo di piazza trovano appoggio nelle voci adatte al vaffanculo dei detenuti, che non aspettano altro che qualcuno si metta dalla loro parte contro la polizia penitenziaria.

Prima ti massacrano….poi ti allisciano

Tralasciando le boiate scritte dai giornalai per descrivere il presidio rosso, ecco gli esponenti dell’antipolizia, acronistici ma fastidiosi. Sono sempre dalla parte di chi devasta le carceri, le celle e le sezioni. Sempre dalla parte di quei detenuti che picchiano duro, infieriscono sui “nemici”, gli agenti, impediscono di mantenere l’ordine e la disciplina nei penitenziari. Di quelli che picchiano i poliziotti nascondendosi poi sotto la gonna di garanti, direttori d’istituto buonisti quanto compiacenti, magistrati. E non mollano mai. Riscendendo per le sezioni con la loro brutalità. Ecco l’alleanza tra gli antagonisti e i detenuti.

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