MESSAGGIO PER CHI VORREBBE SMANTELLARE IL 41 BIS: SECONDO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA QUESTO REGIME PENITENZIARIO “DEVE ESSERE POTENZIATO E MAI ATTENUATO”

E la Direzione Nazionale Antimafia ha meriti e autorevolezza per poterlo affermare. Gli affiliati alle cosche, i loro boss e tutto ciò che gravita intorno alle vite infami di questa gentaglia va colpito e affondato con la massima durezza, come ci insegnarono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Dunque nella relazione annuale la DNA spiega che il regime “deve essere potenziato e mai attenuato, atteso che sul fronte della lotta alla mafia si può solo avanzare e non arretrare e che, in tale contesto, il ruolo dell’istituto previsto dall’articolo 41bis è imprescindibile”.

IL 41BIS VA POTENZIATO – E NON ATTENUATO

Il 41bis va potenziato – e non attenuato – anche con nuovi investimenti per la creazione di strutture adatte. Nel report della DNA si legge che tale regime carcerario “deve essere potenziato e mai attenuato, atteso che sul fronte della lotta alla mafia si può solo avanzare e non arretrare e che, in tale contesto, il ruolo dell’istituto previsto dall’articolo 41bis è imprescindibile”. Quindi “si tratta pertanto di un ruolo che va potenziato con nuovi investimenti per la creazione di strutture adatte allo scopo e non certo depotenziato o rispetto al quale si possa addivenire ad una limitazione dei soggetti sottoposti per ragioni diverse dal venir meno della loro capacità di comunicare in maniera efficace con l’organizzazione criminale nella quale continuano ad avere un ruolo di vertice”.

COVID E SISTEMA CARCERARIO

Parlano poi di Covid e sistema carcerario la DNA ha evidenziato come “il sistema penitenziario, già appesantito dalla cronica situazione di sovraffollamento degli istituti penitenziari, non ha retto all’impatto con la grave pandemia che ha colpito il Paese, né le misure emergenziali adottate per contenere il rischio di contagio epidemiologico tra i detenuti e tra gli addetti alla custodia si sono rivelate adeguate alla gravissima compromissione degli standard di sicurezza all’interno delle carceri”. Ricordando poi che “l’applicazione generalizzata di una interpretazione della disciplina dettata dagli articoli 146 e 147 codice penale, sganciata dalla sussistenza effettiva e attuale dei presupposti normativi, ha determinato la contemporanea scarcerazione e/o detenzione domiciliare di centinaia di detenuti di elevatissima pericolosità, alcuni anche sottoposti al regime del 41bis, cui ha fatto seguito il concreto rischio di una gravissima compromissione dell’ordine e della sicurezza pubblica”. Ancora, “i provvedimenti di accoglimento adottati nei confronti di condannati per gravissimi delitti di criminalità organizzata non hanno nemmeno valutato le conseguenze devastanti di una detenzione domiciliare nella località di origine, dunque, nel territorio di operatività dell’organizzazione mafiosa di appartenenza vanificando totalmente e irrimediabilmente le esigenze di prevenzione che sono alla base del regime speciale previsto dall’articolo 41bis e del regime di Alta sicurezza”.

AD OGGI RISULTANO ANCORA PRESENTI SUL TERRITORIO CENTINAIA DI ‘MAFIOSI’, APPARTENENTI ALLE DIVERSE ORGANIZZAZIONI CRIMINALI

I fatti “sono troppo recenti per una valutazione complessiva della vicenda che richiede un’analisi approfondita delle ragioni e delle conseguenze di quanto accaduto nel contesto della pandemia in atto”, ma “certo è che nonostante i provvedimenti governativi che hanno tentato di porre rimedio alla conseguente gravissima situazione di pericolosità e il costante aggiornamento che questo ufficio assicura alle Dda in ordine ai detenuti AS3 e 41bis per i quali non è stata ripristinata la detenzione in carcere”, si rileva nel documento, “ad oggi risultano ancora presenti sul territorio centinaia di ‘mafiosi’, appartenenti alle diverse organizzazioni criminali (cosa nostra, ‘ndrangheta e camorra) ai quale è stato consentito di riallacciare relazioni e contatti che indiscutibilmente rafforzeranno il potere della criminalità”. In questo senso, si legge ancora nel documento, “diviene sempre più pressante l’esigenza di individuare nel piano carceri nuove strutture idonee, nate esclusivamente per l’assolvimento della funzione di prevenzione prevista dall’articolo 41bis, e da destinare in via esclusiva a tale scopo”.

(fonte: Direzione Nazionale Antimafia)

Lascia un commento