DETENUTI DA RECUPERARE? MA COME? MA CERTO FACCIAMOLI DIVENTARE ESPERTI PRODUTTORI DI FORMAGGIO

Carcere di Barcaglione, Ancona

La promozione di stili di vita sani per la prevenzione delle malattie passa certamente attraverso una maggiore conoscenza dei cibi, delle loro proprietà, dei benefici e delle controindicazioni. Il formaggio è stato a lungo demonizzato, come fosse la causa di tutti i nostri mali attuali. E ora? Ora è una parte della nostra economia, un’attrazione gastronomica per i turisti. E per essere attenti alla salute va consumato consapevolmente, come il vino. Una o due volte la settimana 50 gr di formaggio stagionato o 100 gr di formaggio fresco. E allora ecco i detenuti che salveranno l’umanità con il formaggio di pecora! Pensate che la reclusione anconetana di via Colle Ameno sarà l’epicentro produttivo dei salvatori della patria, ovvero i detenuti che sono attualmente impegnati nella produzione agroalimentare. E c’è anche la gioia di una nascita: un agnellino che guarda caso….è stato dato il nome di BOSS. Eh già…..l’agnello perde il vizio, ma non il pelo. Dunque al Barcaglione di Ancona, resort alla periferia del capoluogo marchigiano, quasi un agriturismo, si recuperano i detenuti con il formaggio. Diventeranno tutti provetti mastri caseari? Ma certo che si……e poi? Poi avranno acquisito competenze. Giusto, ma poi? Qualcuno li assumerà, all’uscita dal carcere? Provate a chiederlo alla solita cooperativa (Tre Valli-Cooperlat) che “affianca” i prodi “utenti”. E poi? L’azienda agroalimentare si è occupata finora di fornire gratuitamente il latte per consentire di provare a produrre formaggio: l’obiettivo è di far crescere questa attività, affiancando agli utenti del carcere le proprie maestranze esperte nelle produzioni casearie di qualità della controllata Fattorie Marchigiane. Si punta così a formare operatori in grado di produrre latte di pecora da trasformare in formaggio di fossa certificato Prodotto Agroalimentare Tradizionale. Si, ma poi? Non si sa…..

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