LA STORIA DEL DETENUTO MAROCCHINO EL ALI MBAREK, PREGIATISSIMO “UTENTE” DEL CARCERONE A FORMA DI GIGLIO DELLA CITTÀ DI FIRENZE

Potremmo dire che siamo alle solite. Gli ingredienti ci sono tutti: il detenuto, ovviamente nordafricano e quindi pericoloso già di suo, un reparto del “manicomio” alle porte di Firenze, pieno di gentaglia rissosa e poco incline alle regole e al rispetto dei colleghi che operano nei padiglioni detentivi, cuscini e materassi dati alle fiamme, il fumo denso e acre che si sparge lungo i corridoi, i soliti “ubiqui” in uniforme blu che fanno fronte per come possono alle emergenze quotidiane, rischiando la pelle e l’onore. Dunque El Ali Mbarek, tutto meno che un carcerato modello, appicca il fuoco a materasso e cuscini. Fiamme e fumo, quel maledetto fumo grigiastro che ti abbraccia in una stretta mortale, che ti entra dappertutto. I nostri intervengono con una lancia antincendio. Ma la cella è lontana, e la lancia non arriva. C’è poco tempo, bisogna domare le fiamme prima che avvenga l’irreparabile. Il tubo viene allungato con un’altra lancia, sottratta ad un altro reparto. Fuoco domato, ma marocchino barricato all’interno del bagno della cella. I nostri entrano nella cella, il Mbarak è sbroccato perso, li accoglie a suon di bastonate e lanci di suppellettili, tra cui anche qualche calcinaccio. Non passa tempo che al luogo del disastro si avvicinano un agente e l’infermiera per la somministrazione delle terapie. Anche loro diventano bersagli del marocchino, un calcinaccio colpisce l’agente appena arrivato ad un piede. Bisogna farla finita. Un vice-ispettore prende la situazione in mano e in pochi attimi arrivano altri poliziotti in tenuta antisommossa, che bloccano Mbarak e consentono agli altri colleghi di evacuare una cella attigua a quella del marocco violento. Che non cessa di creare scompiglio neppure dopo la chiusura del blindo. Ecco cosa succede a Sollicciano, altro che le fandonie raccontate dai detenuti bugiardi su presunte violenze e torture. Ma quali violenze? Ma quali torture? Qui gli unici “torturatori” sono i detenuti come El Ali Mbarak…..qualcuno forse non è d’accordo?

P.S. A Solly la direzione proibì l’uso delle maschere chirurgiche….. Ora che sono finite le ffp2…. Vengono distribuite regolarmente le chirurgiche…..

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