MORTE DI UN GRANDE DIRETTORE: CRESCENZIO DI BLASIO, SEMPRE IN PRIMA LINEA CONTRO IL CRIMINE ORGANIZZATO AL FIANCO DEL MITICO GIOVANNI FALCONE

I grandi direttori di una volta. Altra tempra, altra consapevolezza, ben lungi dalla “sindrome del badante” che affligge i dirigenti penitenziari dei giorni nostri. E’ stato trovato senza vita in casa Crescenzo Di Blasio, 70 anni, l’ex direttore del carcere di Santa Scolastica e, tra gli anni 80 e 90, diretto collaboratore del giudice Giovanni Falcone a Palermo prima e poi a Rieti, durante il periodo in cui nel penitenziario reatino furono ospitati alcuni pentiti di mafia, tra i quali Totuccio Contorno e Antonino Calderone. A trovare il corpo di Di Blasio sono stati i vigili del fuoco, allertati da un amico che non aveva più notizie di lui da cinque giorni. I pompieri hanno fatto irruzione all’interno dell’abitazione di via Morro dove l’ex direttore viveva da solo, e hanno potuto solo constatare il decesso che, secondo i primi accertamenti svolti dopo l’arrivo del 118, sarebbe stato provocato da cause naturali legate al suo stato di soggetto cardiopatico. Figura di primo piano dell’amministrazione penitenziaria, Di Blasio aveva diretto altri carceri di massima sicurezza, come quello di Ascoli Piceno durante la detenzione di Totò Riina. Per la sua attività, durante gli anni del terrorismo, fu anche lungamente scortato perché in un covo fu scoperto un piano delle Brigate Rosse per ucciderlo.

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