Altrove (polizie penitenziarie e forze di polizia degli altri paesi)

I SERVIZI DI SICUREZZA RUSSI BLOCCANO L’ATTIVITÀ DI UN GRUPPO CRIMINALE

A Tver, i dipendenti dell’FSB e del Ministero degli affari interni hanno identificato due organizzazioni illegali per la fabbricazione e l’ammodernamento di armi appartenenti allo stesso gruppo criminale.

RUSSIA, COME GESTIRE UN SOGGETTO FUORI DI TESTA E PIUTTOSTO AGGRESSIVO

I colleghi della polizia russa alle prese con un soggetto piuttosto poco collaborativo. All’inizio cercano di prenderlo con le buone, ma poi la situazione degenera e allora……allora con la polizia russa non si scherza!

PROPAGANDA E DIMOSTRAZIONI AI CITTADINI, QUESTA È LA POLIZIA PENITENZIARIA DELLA REPUBBLICA SLOVACCA

Noi al massimo qualche tragica comparsata in piazza del Popolo a Roma, loro invece organizzano a tutto tondo dimostrazioni e incontri con i cittadini, per raccontare il loro mestiere. Loro sono le donne e gli uomini della penitenziaria slovacca. Il prossimo 28 settembre – ci fa sapere l’ufficio stampa del Corpo – scenario l’aereoporto di Piest’any si svolgeranno diverse dimostrazioni delle attività operative come il movimento di un veicolo di scorta, l’intervento dei reparti speciali (loro ce l’hanno…), le unità cinofile ma anche alcune “prove” nelle quali potranno impegnarsi gli stessi cittadini, come far parte di una scorta detenuti, sorvegliare una cella di prigione, ma anche tentare di superare le prove psico-fisico-attitudinali per far parte del Corpo di guardia delle prigioni e della giustizia (così si chiama la penitenziaria slovacca).

I più piccoli, ma anche gli adulti, si divertiranno sicuramente con le varie attrazioni, oppure potranno visitare il Museo di storia militare e assistere a dimostrazioni di equipaggiamento militare e antincendio e intervento in elicottero dei reparti speciali del Corpo. E non è assolutamente tutto. Durante il giorno gli spettatori partecipanti all’evento saranno intrattenuti dai principali artisti di musica slovacchi e potranno godersi degli ottimi snack. Davvero un altro mondo.

LA REPUBBLICA CECA TENTA DI RABBONIRE I CAMOSCI CON I CUCCIOLI DI CANE, MA FU VERA GLORIA?

La Vezenska Sluzba ora prova a cambiare i destini dei carcerati con l’allevamento dei cuccioli destinati a diventare da grandi cani guida. Ma in realtà è la storia di un’amministrazione che funziona (diversamente dall’italico guazzabuglio di civili del nostro DAP), perché da una parte tutela il personale formandolo, addestrandolo e armandolo all’interno delle sezioni detentive, dall’altra cerca di diminuire la recidiva attraverso programmi di reinserimento dei detenuti che sembrano dare qualche risposta. Ultimo progetto è il “Paw in the Palm”, letteralmente zampa nel palmo (della mano), durante il quale i cuccioli di cane trascorrono nove mesi accuditi da detenuti che il servizio penitenziario ha formato per l’occasione. Secondo il Direttore Generale del servizio penitenziario, il Generale Petr Dohnal, questo progetto creerà un rapporto tra detenuto e cane, che poi inevitabilmente verrà interrotto nel momento in cui i cani dovranno incominciare la scuola per la formazione dei cani guida. Questo farà scattare nel detenuto la consapevolezza di una perdita, esattamente come è avvenuto durante un crimine, proprio perché la vittima del crimine ha subito una perdita a causa del reato commesso. Funzionerà? Chissà……nel frattempo i colleghi cechi ci segnalano che in una prigione è stato chiuso il parcheggio interno riservato al personale, al posto del quale verrebbe costruito un giardino per i camosci. Che il buonismo avanzi anche da quelle parti? Sarà, ma loro restano sempre più tutelati di noi, e dentro le sezioni detentive la polizia penitenziaria comanda davvero. E guai a fiatare. (qui sotto Petr Dohnal, direttore della VS)

SICUREZZA E IMMIGRAZIONE. PROBLEMI ANCHE IN SPAGNA CON GLI IMMGRATI

Nel cuore di Madrid, gli agenti della polizia nazionale fermano alcuni giovani, presunti ladri che hanno aggredito un coetaneo per rubargli il cellulare. Sembra sia stato un gruppo di persone di origine sudamericana e marocchina. Gli agenti procedono alla ricerca degli individui e dopo aver trovato diversi sospetti, la vittima li identifica.

CARCERI PER MINORI NEGLI USA, NESSUNA CONCESSIONE, DISCIPLINA E RIGORE. PROPRIO COME DA NOI

In questa breve sequenza ci viene mostrato il primo ingresso in carcere dallo stato di libertà di minorenni condannati a scontare la giusta pena per i delitti commessi. E in America un minorenne paga quanto un adulto. Anche in carcere. L’esatto contrario di quanto avviene nella nostra Repubblica delle banane e del politicamente corretto.

POLIZIA PENITENZIARIA POLACCA, UNITÀ CINOFILA PER L’INTERVENTO SU DETENUTI “PROBLEMATICI”

Guardate il collega della Wiezienna Sluzba, e soprattutto guardate il “collega” a quattro zampe con museruola. Perchè il conduttore non ha il cinturone con le solite dotazioni in uso al personale delle sezioni? Perchè la sua è un’arma forse ancor più letale per contrastare i detenuti poco rispettosi. Un pastore tedesco addestrato a fare lo spezzatino di camoscio in umido. O ad intervenire in caso di “rumours” in sezione. Grande Polonia che tutela gli operatori di polizia. Ora sovviene il solito drammatico confronto con le nostre carceri, dove a fare da spezzatino è qualcun altro, indovinate CHI?

BRASILE, STORIA DI UN GALEOTTO CHE SI TRAVESTÌ DA DONNA PER EVADERE. MA I COLLEGHI DEL PENITENZIARIO NON CI SONO CASCATI

E dato che i brasiliani di travestimenti femminili se ne intendono (ci siamo capiti), un pericoloso narcotrafficante “ospite” del carcere di Rio de Janeiro, ha tentato l’evasione travestendosi da donna e facendo credere di essere la figlia del trafficante di droga. Ma i colleghi della penitenziaria di Rio, dopo i controlli di routine, lo hanno tanato. Subito dopo l’ora delle visite, cercava di passare i controlli travestito da donna. Per farlo aveva indossato maschera, parrucca e i vestiti della figlia 19enne, che sarebbe dovuta rimanere al suo posto nel penitenziario.

Il travestimento non aveva però ingannato gli agenti penitenziari, che avevano bloccato da Silva e trasferito subito nella sezione di massima sicurezza del carcere, e naturalmente arrestato per complicità la figlia e altre sette persone. Il criminale si è poi impiccato. Povero, che pena ci fa!

MARETTA ANCHE A LONDRA. SCONTRI TRA POLIZIA E SOSTENITORI DI TOMMY ROBINSON

Le proteste che chiedono il rilascio dell’ex leader della English Defense League (EDL) Tommy Robinson sono finite nella violenza mentre i manifestanti si sono scontrati con la polizia e contro-manifestanti a Londra sabato. Il filmato mostra i sostenitori di Robinson che sono stati costretti a lasciare le porte di Downing Street da agenti di polizia armati di manganelli. Robinson, il cui vero nome è Stephen Yaxley-Lennon, è stato dichiarato colpevole la scorsa settimana di interferire con il processo di una banda di molestatori sessuali al Leeds Crown Court nel maggio 2018. L’Old Bailey ha stabilito che il suo video di imputati su Facebook Live aveva violato le restrizioni di segnalazione e ha messo a repentaglio il processo.

L’ex leader dell’EDL è stato inizialmente incarcerato per 13 mesi il giorno della trasmissione di Facebook, ma è stato rilasciato due mesi dopo la sua condanna dopo aver vinto il suo appello. Il caso è stato quindi deferito al procuratore generale Geoffrey Cox che ha deciso di avviare un nuovo procedimento nei suoi confronti, il che ha portato alla condanna di Robinson per altri nove mesi.

QUELLO CHE MANCA A NOI….

Le squadre di pronto impiego della penitenziaria polacca. Loro ce l’hanno……noi sempre a mani nude, in difesa “passiva”, se tocchi il camoscio vai dritto sotto processo…

LA POLIZIA RUSSA IN ATTIVITÀ DI RICERCA PER UNA GIOVANE SCOMPARSA

Siamo nella regione di Volgograd, e qui gli uomini del ministero degli affari interni hanno avviato un’operazione su larga scala per ritrovare un’adolescente scomparsa. Il 31 luglio, una ragazza di 16 anni ha lasciato una casa privata nel cortile nel piccolo villaggio di Razdorinsky nel distretto di Mikhailovsky ed è scomparsa. Inizialmente si sono mossi i parenti della giovane ma senza alcun risultato. La ragazza era sparita nel nulla. Dunque si sono rivolti alle autorità di polizia che subito hanno allertato il personale e avviato le ricerche. In totale, oltre 350 persone sono state coinvolte nelle ricerche. Dopo estenuanti giornate, proprio ieri, la ragazza è stata trovata nelle vicinanze del villaggio vicino al lago Bogatoe. Le urla della giovane sono state ascoltate dai pescatori, come riportato dalla polizia. Sul posto, un agente ha trovato e riportato a terra la 16enne, poi inviata in ospedale, dove è stata sottoposta a controlli medici.

L’IMPORTANZA DELLA COMUNICAZIONE E DEI SOCIAL NELLA POLIZIA RUSSA

“Buongiorno e una giornata meravigliosa, gli agenti del dipartimento di propaganda della polizia stradale del dipartimento di polizia del ministero degli affari interni russo a Togliatti augurano al maggiore Alexander Orlyanskaya e al tenente della polizia minore Andrei Saldaev. I dipendenti dell’ispettorato statale del traffico ricordano: quando acquistano un bambino in bicicletta, i genitori devono insegnargli non solo a guidare, ma anche a spiegare dove si può fare. Ad esempio, andare in bicicletta su una strada è consentito solo a partire dai 14 anni. Allo stesso tempo, i ciclisti dovrebbero spostarsi nella corsia di destra, più vicino al bordo della carreggiata, e dovrebbero attraversare la strada in un passaggio pedonale, come i pedoni accanto a una bicicletta. Al fine di evitare incidenti e varie lesioni che i bambini possono subire, la polizia stradale raccomanda di pedalare nei parchi e nelle piazze dei bambini e di utilizzare caschi speciali e altri dispositivi di protezione durante la guida. Cari genitori, non lasciare i bambini incustoditi e organizzare il tempo libero sicuro per i bambini, nonché posizionare elementi retroriflettenti sui vestiti dei bambini! Sii un esempio nell’osservare le regole della strada, perché sei tu che sei un degno esempio di comportamento”.

CAMOSCI STRANIERI ANCHE NELLE CARCERI POLACCHE. CON LA DIFFERENZA CHE LÌ SE AGGREDISCONO UN AGENTE SE LA VEDRANNO BRUTTA

E comunque gli stranieri rappresentano solo l’1,5% della popolazione generale dei prigionieri. Attualmente ci sono 61 stranieri nel distretto di Cracovia. Il gruppo più numeroso è costituito da cittadini ucraini e slovacchi, ma tra i prigionieri vi sono anche cittadini della Nigeria, Vietnam o Pakistan. Ovviamente non si segnalano aggressioni o atteggiamenti violenti. In Polonia, nelle carceri, sarebbero puniti con estrema durezza, non certo come da noi, la grande repubblica delle banane…

Nell’epoca delle fake-news, della post-verità e di chi più ne ha e più ne metta per screditare chi non è allineato all’estabilishment, spunta Il Fatto Quotidiano. Il giornale diretto da Marco Travaglio dovrebbe essere una realtà disallineata rispetto alla schiera dei media benpensanti e invece, spesso e soprattutto in politica estera, segue la stessa linea di Corriere, Stampa e Repubblica, prendendo posizioni banali e diffondendo notizie distorte. L’ultima puntata di quella che ormai possiamo definire una saga delle falsità è andata “in onda” ieri, con un articolo dal titolo emblematico (“Arroganza e diritti schiacciati: è la democratura”) sulla Russia di Vladimir Putin, firmato da Roberta Zunini. Ora, nessuno, nemmeno tra i maggiori sostenitori del leader del Cremlino, ha mai parlato di Russia come modello di democrazia da esportare, ma l’esasperazione della figura di Putin, descritto come un dittatore spietato e cinico, sembra davvero un’esagerazione tesa a giustificare e minimizzare le azioni dei mediocri leader occidentali allineati al sistema.

Il pezzo firmato dalla Zunini, con tutto il rispetto per il tempo che ha impiegato a scriverlo e il lavoro che ha svolto, è un concentrato di luoghi comuni e banalità su un paese, la Russia, che all’interno dei confini italiani è conosciuta in maniera superficiale dalla stragrande maggioranza della popolazione. Vediamo quali sono i punti sui quali sono cascati la Zunini e Il Fatto.

“Se i dati ufficiali sottolineano che il presidente Vladimir Putin gode ancora di un alto indice di popolarità, nonostante le crescenti difficoltà economiche affrontate dai 146 milioni di abitanti della Federazione causate dalle spese militari in continuo aumento, oltre alle sanzioni impostate dall’occidente per la questionieucraina assieme a ulteriori restrizioni dei diritti civili, è altresì vero che le stime vengono fatte da istituti e media controllati dal Cremlino”.

Messa così la situazione descritta sembra simile a quella di un paese africano in guerrra: la Russia è un paese dove la gente muore di fame perché al posto del cibo per la popolazione il governo compra armi. La realtà è un’altra. L’economia russa, dopo un periodo difficile, ammesso dallo stesso governo di Mosca, è in fase di stabilizzazione. Cosa confermata sia dal ministero delle Finanze russo, dal FMI e da diverse agenzie di rating. Precisato ciò, va anche detto che la crisi russa non è dipesa dalle sanzioni occidentali per la crisi ucraina (che hanno in realtà penalizzato l’occidente, più che la Russia), quanto dal calo del prezzo del petrolio (materia prima di cui la Russia è uno dei maggiori produttori ed esportatori al mondo), che ha messo in difficoltà il governo (il quale aveva fatto i bilanci con una stima diversa). Riguardo ai sondaggi fatti “da istituti e media controllati dal Cremlino”, non bisogna nemmeno scovare l’ultimo e meno sconosciuto istituto demoscopico russo per dimostrare che non è così. L’ultimo rilevamento di Levada Center, uno dei maggiori e più importanti in Russia, conosciuto anche a livello internazionale, dice che nel primo mese del 2017 il gradimento di Putin è arrivato all’85%, un punto in più rispetto a dicembre, cinque rispetto a sei mesi fa. Le ragioni di questo aumento sono profonde e non certo sintetizzabili con l’assenza “di una stampa libera” o con “un’opinione pubblica alla mercé della propaganda di stato”. Il punto è che i russi preferiscono essere più poveri e con meno diritti che soggiogati da un popolo straniero. Lo dimostra il cattivo ricordo che i russi conservano di Eltsin e Gaidar, delle loro riforme economiche che negli anni ‘90 hanno consegnato il paese nelle mani di pochi oligarchi turbocapitalisti. Lo dimostra un sondaggio dello scorso anno, sempre di Levada, secondo il quale il 34% dei russi vede ancora Stalin di buon occhio, nonostante gli errori e i crimini che gli vengono attribuiti, perché “la cosa importante è che sotto la sua leadership la Russia è uscita vittoriosa dalla seconda guerra mondiale”. Ad ogni modo, il Levada Center, come sicuramente pensa la Zunini, non è un istituto demoscopico controllato dal Cremlino, con il quale negli scorsi mesi ha avuto più di qualche frizione. Da sempre sospettato di legami con gli Stati Uniti, il Levada è stato pesantemente multato dal Ministero della Giustizia russo e invitato a registrarsi come “agente straniero” a causa delle donazioni ricevute dall’estero. La legge russa che riguarda le ONG, infatti, prevede che tutte le organizzazioni non-profit o che svolgano attività politica e ricevono fondi esteri, si iscrivano in un apposito registro. Cosa che il Levada si rifiuta di fare e che ha spinto Lev Gudkov, direttore del centro, a parlare di “censura politica”, costringendolo peraltro a sospendere la raccolta fondi all’estero. La Russia ha sempre giustificato la legge sollevando l’esigenza di difendersi da influenze esterne a casa propria. Dunque, nonostante i numerosi scontri con il Cremlino, Levada continua a rilevare il gradimento di Putin all’85%. E’ la semplice realtà o anche questa è una fake-news?

“Ci sono poi le modifiche alla legislazione anti-estremismo (il “pacchetto Jarovaja”) del 7 luglio scorso, che obbligano per esempio i fornitori di tecnologie informatiche a conservare le registrazioni di tutte le conversazioni per 6 mesi e i meta-dati per 3 anni”.

Il pacchetto Jarovaja non è altro che una serie di norme sul controllo di internet che in Russia ha generato molte critiche e polemiche. Lo scontro in atto è tra l’amministrazione presidenziale e il parlamento, con la prima convinta che la memorizzazione dei dati non serva a nulla. Al centro dellos contro c’è il sistema di decrittografia DPI (Deep Packet Inspection) che verrà usato per controllare potenziali minacce. Il DPI consente la gestione avanzata della rete, funzioni di sicurezza, ma anche intercettazioni e censura. E’ un sistema non introdotto solo in Russia, ma anche in Cina (non certo una grande democrazia) e negli Stati Uniti (dove evidentemente non fa così scandalo). Peraltro il DPI è a forte rischio incostituzionalità.

“Sono le 22 repubbliche e 63 i distretti amministrativi che fanno parte della Federazione presieduta da Putin, tra queste le più note sono la Crimea, annessa unilateralmente da Mosca nel 2014 …”

La storia della Russia che “annette” la Crimea è sempre viva e presente sui media occidentali. E nonostante sia recente, forse la pena fare un ripasso. Sergio Romano nel suo ultimo libro, “Putin e la ricostruzione della Russia”, ha ripercorso i fatti che hanno portato la Crimea a unirsi alla Russia. Eccoli qui: “Non appena costituito, il nuovo governo ucraino, presieduto da Arsenij Yatsenyuk, abrogò una legge sulle minoranze linguistiche voluta da Yanukovich nel 2012. La legge prevedeva che la lingua parlata in una regione da una percentuale della popolazione superiore al 10% divenisse, in quella regione, lingua ufficiale. Grazie a quella norma il russo era diventato una lingua ufficiale della Crimea: dopo l’abolizione, il russo sarebbe stato soltanto una parlata locale. E’ molto probabile che altri piani per l’annessione della Crimea alla Russai esistessero da tempo. Ma la nuova legge sulla lingua, per coloro che volevano la operazione il più rapidamente possibile, fu una giustificazione perfetta. Il Parlamento della penisola anticipò al 16 marzo 2014 il referendum previsto per una data più lontana e gli abitanti furono chiamati alle urne per rispondere a due domande:«Sei a favore del ricongiungimento della Crimea con la Russia come soggetto federale della Federazione russa?» «Sei a favore del ripristino della Costituzione del 1992 e dello status della Crimea come parte dell’Ucraina»? I votanti furono 1.536.290. Alla prima domanda risposero Sì 1.495.043 (97,32%), alla seconda 41.247 (2,68%)»”.

C’è un enorme differenza tra “annettere unilateralmente” e organizzare un referendum per chiedere di unirsi a un’altra nazione.

“Il blog di Alexej Navalny, il più famoso oppositore di Putin, si può leggere sul sito della piattaforma LiveJournal. Dopo l’assassinio del politico Boris Nemtsov sotto le mura del Cremlino all’inizio del 2015, l’avvocato quarantenne è praticamente l’unica voce di spicco rimasta in patria ad alzarsi contro la corruzione della nomenklatura e i metodi antidemoratici dello “zar” che ha deciso di sfidare nelle elezioni presidenziali previste l’anno prossimo”.

Navalny è sicuramente famoso per essere uno dei maggiori oppositori di Putin. All’estero e non in patria. L’ultima rilevazione di Levada (istituto che come abbiamo visto poco fa non è certo controllato dal Cremlino) dice che in patria i politici di opposizione più conosciuti sono nell’ordine Vladimir Zhirinovsky (68%), Gennady Zyuganov (62%), Mikhail Kodorkovsky (45), Grigory Yavlinsky (42%), con Navalny che raccoglie una percentuale pare al 32%. Dunque, solo un terzo dei russi conosce Navalny e non è detto che tutti votino per lui. Anche perché in termini di fiducia il blogger-avvocato raccoglie solo il 3% dell’apprezzamento, superato dal decano Zhirinovsky (12%) e dal comunista Zyuganov (17%). La verità, dunque, è che Navalny piace, ma a quelli che non abitano in Russia, probabilmente perché è giovane, filo-occidentale e sicuramente spinto dai media internazionali nemici di Putin. La morale è che i russi vogliono ancora Putin, che piaccia o meno all’occidente e ai suoi detrattori. A novembre Levada aveva condotto un sondaggio sul dopo Putin in vista delle presidenziali del 2018. Il presidente russo non ha ancora sciolto la riserva su una sua eventuale ricandidatura, ma i sondaggi sono dalla sua parte. Il 63% degli intervistati lo vuole presidente anche dopo il 2018, mentre il 49% non si immagina una leadership capace di sostituire Putin alla scadenza del suo attuale mandato. Autocrate o meno è così. I numeri dicono molto più di quattro semplici parole.

LE FAKE NEWS SULLA RUSSIA E SULLA SUA POLIZIA

Un’impalcatura di disinformazione ben orchestrata da parte di Europa e America: Putin dittatore, i gay oppressi, la Crimea invasa, il caso Skripal, ecc. Ora anche le manifestazioni dei “libertari” a Mosca, per le comunali. Con l’avvento del nuovo governo Conte, c’è una parte dell’Occidente che trema al pensiero di una ventilata apertura dell’Italia nei confronti della Russia, specialmente per una possibile rimozione delle sanzioni economiche. Tuttavia esse si reggono su un’impalcatura di disinformazione ben orchestrata. La Russia è una democrazia, dove chiunque si può candidare, fare la campagna elettorale, e farsi eleggere. Nelle ultime elezioni presidenziali, Putin aveva ben otto avversari, e gli spot elettorali che andavano in onda sulla televisione erano in prevalenza di questi ultimi (del resto gli spazi erano in vendita a chi pagava). Gli avversari di Putin, inoltre, hanno condotto un’agguerrita campagna elettorale con comizi nelle piazze, conferenze stampa, e interviste ai telegiornali. Nessuna intimidazione o marginalizzazione. Tra di essi, c’era anche Xenja Sobčak, dichiarata simpatizzante di Alexej Navalnij, al quale era stata rifiutata la candidatura in quanto pregiudicato. Nonostante l’intensa campagna della Sobčak, e il suo richiamarsi al “perseguitato” Navalnij, ha ottenuto attorno al 2% dei voti, non abbastanza neppure per il rimborso statale delle spese della campagna elettorale. Del resto sono stato io stesso ad un seggio elettorale per accompagnare dei conoscenti, e ho potuto constatare come fosse proprio un normale seggio dove si votava tranquillamente con voto segreto. Putin è stato regolarmente eletto a grande maggioranza, ed è anche amato dalla popolazione, cosa per la quale molti nostri leader, in crisi di consensi, sono divorati dall’invidia. La gente di solito parla di lui con l’appellativo “il nostro presidente”. Del resto è stato Putin a strappare il paese dalle mani degli oligarchi che lo detenevano da dopo la fine dell’Unione Sovietica, e a risanarlo passo dopo passo. Ora la Russia non è più un carrozzone cigolante, una nazione disastrata e alla fame (com’era negli anni ’90), ma un moderno paese dove si vive sempre meglio. E questo in gran parte grazie a Putin, che infatti è stato rieletto più volte.

SICUREZZA E IMMIGRAZIONE IN GERMANIA

La falla della polizia tedesca sull’assassino con la katana.

Mohammed Issa, siriano con piccoli precedenti penali, era arrivato in Germania nel 2015. Ha atteso la vittima sotto casa e l’ha uccisa a colpi di katana. Si aggirava per le strade di Stoccarda con una katana in mano. Poi ha preso di mira un cittadino tedesco. Diversi colpi al collo e al torace della vittima, una violenza spaventosa. L’arma, impugnata con due mani, ha ferito l’uomo steso a terra in una pozza di sangue. Poi l’aggressore è scappato. Ma la fuga è durata poco. Mohammed Issa, un siriano con piccoli precedenti penali, arrivato in Germania nel 2015 come rifugiato, è stato fermato poco dopo dalla polizia.

Il violento delitto, ripreso in due filmati, si è consumato nel tardo pomeriggio di giovedì nel quartiere Fasanenhof, a Stoccarda. L’aggressore ha colpito la sua vittima (un tedesco 36enne di origini kazake) sotto gli occhi della figlia e di diversi passanti. Come spiega La Verità, Mohammed ha aspettato che la vittima rientrasse a casa. L’uomo è arrivato con la figlia di 11 anni e ha parcheggiato a poca distanza dalla sua abitazione. Poi tra i due è scoppiata la lite. Così Mohammed ha estratto la spada e colpito una prima volta il 36enne. L’uomo ha cercato una via di fuga, ma il siriano lo ha raggiunto, tirato fuori dall’auto e iniziato a pugnalarlo con violenza. Secondo una ricostruzione dei fatti fornita dalla stampa tedesca, pare che i due si conoscessero e che avessero avuto una discussione molto animata nelle ore precedenti. Il siriano avrebbe preso in affitto uno degli appartamenti che la vittima metteva a disposizione dei migranti in un palazzo alla periferia della città. Gli investigatori sono ora al lavoro per ricostruire le interazioni tra i due uomini e accertare il movente. Il siriano, considerato dalle forze dell’ordine non particolarmente pericoloso, era in Germania da quattro anni e aveva già collezionato diverse piccole condanne. Per questo, spiega ancora il quotidiano, non era stato espulso.

Vi ricordate del verme eritreo che ha spinto un bimbo sotto un treno in corsa nella stazione di Francoforte?

L’assassino eritreo di Francoforte

Il piccolo è morto sul colpo, travolto da un convoglio, mentre la madre, coinvolta nell’accaduto, si è salvata per miracolo. Habte Araya, 40enne eritreo residente in Svizzera, ha tentato di lanciare sui binari anche un’altra persona prima di venire fermato e arrestato. Ora Araya dovrà rispondere delle accuse di omicidio volontario e di due tentati omicidi. Siamo davvero sicuri di voler tenere questa gentaglia in Europa? Lo capite o no che ci odiano a noi europei?

REPARTI ANTITERRORISMO DELLA POLIZIA POLACCA

SAN PIETROBURGO, LITE E RISSA PER QUESTIONI DI CODICE DELLA STRADA

Per ordine di Alexander Bastrykin, direttore del comitato investigativo della Federazione Russa, il comitato investigativo nella città di San Pietroburgo ha investigato sulle circostanze di una rissa e degli attacchi ad un passante e ha avviato un procedimento penale per i reati previsti dal paragrafo «e» h. 1 Articolo. 213 del codice penale (teppismo). Ieri, sul canale televisivo federale è stata trasmessa la vicenda di un conflitto stradale a San Pietroburgo, a causa del quale un pedone ha subito alcune violenze. Il direttore del comitato investigativo della Federazione Russa ha ordinato di identificare tutti i complici nel crimine e consegnarli alla giustizia. L’inchiesta ha stabilito che il 29 luglio 2019, un uomo nato nel 1993, infrangendo l’ordine pubblico, stava guidando un’auto in violazione delle regole del traffico sul marciapiede a Komendantsky Prospekt. Quindi, dopo aver ricevuto un commento da un passante in questa occasione, insieme ad altre persone ha provocato una rissa e spruzzato una bomboletta spray addosso a un cittadino. Attualmente è in fase di attuazione un complesso di misure volte a chiarire tutte le circostanze dell’incidente, in particolare per identificare tutte le persone coinvolte nella commissione di detto reato e condurle alla responsabilità penale.

I MICIDALI SPETSNAZ DEI SERVIZI DI SICUREZZA DELLA RUSSIA CELEBRANO IL 45° ANNIVERSARIO

Spetsnaz FSB, il leggendario “Alpha”, oggi compie 45 anni.

L’unità speciale “Alpha” è stata creata il 29 luglio 1974 su iniziativa del presidente del KGB dell’URSS Yuri Andropov. La decisione di crearla è stata presa dopo l’atto terroristico alle Olimpiadi del 1972 a Monaco, che ha ucciso 11 membri della squadra nazionale israeliana. Alla vigilia delle Olimpiadi estive del 1980, a Mosca divenne necessario disporre di un’unità antiterroristica pronta a risolvere problemi di maggiore complessità. Inizialmente, l’unità era chiamata semplicemente “A”, “Alpha” soprannominata dai giornalisti durante il putsch dell’agosto 1991. Nel redigere una disposizione sul gruppo russo Alpha, un nuovo nome fu approvato con decreto presidenziale. I compiti principali affrontati dal gruppo A erano la lotta contro le manifestazioni terroristiche, il rilascio di ostaggi, veicoli e strutture governative catturati sul territorio dell’URSS e oltre. Dagli anni ’70, modelli unici di armi e equipaggiamenti speciali sono stati utilizzati dal gruppo Alpha. Molti dipendenti di “Alpha” sono in grado di guidare tutti i tipi di veicoli corazzati, hanno addestramento a combattere in qualsiasi scenario operativo. Sulla base del mondo e della propria esperienza nella divisione speciale, sono state sviluppate e applicate le tattiche appropriate (piano “Nabat”), garantendo il successo nelle situazioni più difficili. Gli ufficiali delle forze speciali hanno partecipato alla guerra in Afghanistan, in due campagne militari nel Caucaso settentrionale, conflitti locali nel territorio dell’Unione Sovietica e della Federazione Russa, in oltre mille operazioni speciali e attività operative. Il gruppo Alpha prese parte all’uscita di ostaggi a Budennovsk nel giugno 1995, al Theater Center su Dubrovka a Mosca nell’ottobre 2002, alla scuola n. 1 a Beslan nel settembre 2004, e altri. Nell’adempimento delle loro funzioni, sono morti più di 30 membri delle forze speciali. Per il loro eroismo, ai combattenti del gruppo Alpha sono stati assegnati i titoli di Eroi della Russia, onorificenze e altre decorazioni.

MOSCA, LA POLIZIA INTERVIENE E ARRESTA DECINE DI MANIFESTANTI DAVANTI AL MUNICIPIO DELLA CAPITALE RUSSA

Manifestazione non autorizzata, militanti ultranazionalisti e di formazioni politiche come l’Open Russia (finanziato da Mikhail Khodorkovskij, l’ex oligarca del petrolio che vive in esilio tra la Svizzera e Londra dopo aver trascorso dieci anni in carcere), si sono asserragliati davanti al municipio moscovita…..

Non potranno partecipare alle elezioni comunali il prossimo settembre, a causa delle firme insufficienti per potersi presentare alle consultazioni. Per questo le forze di polizia sono state mobilitate davanti all’ufficio del sindaco per la manifestazione di protesta contro la decisione delle autorità di vietare la candidatura dell’opposizione alle elezioni comunali di settembre. Prima ancora dell’inizio del raduno, diversi attivisti sono stati arrestati. La decisione di escludere i candidati per firme insufficienti nelle petizioni ha scatenato diversi giorni di manifestazioni a Mosca a luglio.

Ad organizzare la protesta stato l’oppositore del Cremlino Alexei Navalny, il quale sostiene che continuerà a convocare i raduni fino a quando ai dissidenti non sarà permesso di presentarsi alle comunali. Mercoledì scorso, Navalny è stato condannato a 30 giorni di carcere proprio per aver organizzato la protesta di ieri. Questi imbecilli non hanno ancora capito che il popolo russo non li segue, salvo poche centinaia di sostenitori, mentre la stragrande maggioranza segue – e giustamente – il presidente Putin, un grande presidente che i russi amano e stimano.

REPUBBLICA CECA, AUTOMOBILISTA – FORSE UBRIACO O SOTTO L’EFFETTO DI DROGA – COMPIE UNA SERIE DI STRANE MANOVRE PER POI FINIRE ADDOSSO AD UN’AUTO DELLA POLIZIA

E come vedrete, la polizia ceca non si fa tanti scrupoli ad arrestare un tale soggetto, che oppone resistenza e si rifiuta di parlare con gli agenti.

FRANCIA, ATTIVITÀ DELLA POLICE NATIONALE A MARSIGLIA

SPAGNA, LA GUARDIA CIVIL NON BUSSA…..ENTRA E BASTA!

OGGI IN POLONIA SI CELEBRA LA GIORNATA DELLA SICUREZZA SU STRADA….

Anche nelle carceri, all’interno delle quali i colleghi forniscono ai detenuti che si sono macchiati di omicidio stradale o hanno, durante la libertà, causato molti incidenti, presidi e “letture” istruttive sul codice della strada e sulla prevenzione dei sinistri sulle strade.

IL SERVIZIO PENITENZIARIO CECO COMMEMORA IL 200° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DI FRANTISEK JOSEF REZAC, RIFORMATORE DEL SISTEMA CARCERARIO NELLA SECONDA METÀ DEL XIX SECOLO

František Josef Řezáč (1819-1879) era un prete cattolico, ma allo stesso tempo un insegnante appassionato con un forte sentimento sociale e patriottico, che in seguito lo condusse alla vita politica. Considerava il crimine un male sociale che deve essere superato diffondendo il bene. Tuttavia, queste categorie filosofiche non sono rimaste termini vuoti nel suo lavoro. Come il suo predecessore J. A. Comenius, vide la promozione del bene nel rimedio della società umana attraverso l’educazione e l’educazione morale dell’individuo. Ha cercato di dare al sistema carcerario una dimensione pedagogica con un’enfasi sull’applicazione dei principi didattici ed etici nel trattamento dei detenuti. Dr. Ales Cyrus.

František Josef Řezáč costruì le sue riforme carcerarie sugli stessi principi che funzionano ancora oggi e divenne un modello non solo per la tradizione penitenziaria ceca, ma ispirò anche molti riformatori all’estero. Per il penitenziario ceco contemporaneo, František Josef Řezáč è stato riscoperto nei primi anni ’90 dal dott. Aleš Kýr e doc. Jan Uhlík assicurando così un dignitoso rinascimento e il ritorno di questo importante patriota ceco, umanista, revivalista, politico, sacerdote e penitenziario di stampo europeo alla consapevolezza degli esperti carcerari e dell’opinione pubblica.

25 LUGLIO, IN RUSSIA SI CELEBRA LA GIORNATA DEGLI ORGANI INVESTIGATIVI E DI SICUREZZA DELLA FEDERAZIONE RUSSA

Il giorno dell’investigatore della Federazione Russa è una celebrazione professionale per dipendenti e impiegati del Comitato investigativo, dei dipartimenti investigativi del Ministero degli Interni e del Servizio Federale di Sicurezza della Federazione Russa.

POLONIA, ALTRO TENTATIVO DI INTRODURRE DROGA DESTINATA A CAMOSCIO IN CRISI DA SBALLO

E’ accaduto nella prigione di Łowicz, dove un soggetto ha tentato di passare al parente camoscio ben 66 pezzi di compresse di colore bianco di origine sconosciuta. Li aveva nascosti nelle mutande. L’esperienza pluriennale, la vigilanza e la percettività dei colleghi che prestano servizio all’ingresso dell’unità penitenziaria hanno consentito di bloccarne l’introduzione. Il comportamento innaturale dell’improvvisato pusher di famiglia era già visibile durante le fasi di monitoraggio video prima di entrare nella sala d’attesa per i visitatori. Pertanto è stato deciso di sottoporre s controllo personale tale soggetto. Trovato dai colleghi un contenuto di 66 compresse di colore bianco nelle mutande della persona controllata. I test successivi hanno mostrato la presenza di un derivato cannabinoide. Il direttore dell’unità penitenziaria (che in Polonia è un ufficiale della penitenziaria) ha avviato azioni esplicative. Una persona che tenta di portare sostanze tossiche in un penitenziario può avviare una denuncia di possesso di stupefacenti. Il reato è punibile con la reclusione fino a tre anni.

AUSTRALIA, NEW SOUTH WALES. FURGONE SBANDA E DISTRUGGE MEZZI DELLA POLIZIA…..

E guardate che succede poi…..

Ecco, il furbacchione aveva un carico di sostanze stupefacenti. Ora ripagherà la polizia dei mezzi incidentati e si beccherà una bella condanna per detenzione di sostanze stupefacenti. E in Australia la legge non scherza.

DIPENDENTI DELLA COLONIA PENALE IK-5 UFSIN DELLA RUSSIA NELL’AREA DI TAMBOV BLOCCANO LA CONSEGNA ILLEGALE DI 9 TELEFONINI TRAMITE DRONE

RUSSIA, LA POLIZIA SCOPRE E BLOCCA UN LABORATORIO DI DROGA

A Samara (si trova nella parte centro-orientale della Russia europea, conosciuta come il Distretto Federale del Volga, nella confluenza tra il fiume Volga e il fiume Samara) è stato aperto un procedimento penale a carico di due uomini: un residente locale e un cittadino di uno dei paesi vicini. I due soggetti hanno organizzato una grande rete di vendita di droga nei distretti federali centrale e del Volga.

In un garage hanno organizzato un intero laboratorio di droga. Durante la ricerca, sono stati trovati più di 20 chilogrammi di droghe sintetiche e 120 chilogrammi di precursori per la loro fabbricazione. Gli ordini degli uomini venivano ricevuti via Internet, il pagamento attraverso sistemi di pagamento elettronici.

POLONIA, LA POLIZIA PENITENZIARIA STRONCA UN TENTATIVO DI INTRODUZIONE DELLA DROGA NEL CARCERE

Quasi 113 grammi di anfetamine sono stati scoperti dai colleghi polacchi dopo un tentativo di introduzione nel carcere di Strzelce Opolskie. La droga era contenuta in 11 sacchetti, che sono stati scoperti all’interno di un pacco nero gettato attraverso il muro dell’unità carceraria.

EPISODIO DI CORRUZIONE SCOPERTO E PUNITO DAL COMITATO INVESTIGATIVO DELLA FEDERAZIONE RUSSA

Gli organi investigativi del Comitato investigativo della Federazione Russa nel Territorio del Trans-Baikal hanno arrestato Ivan Pimenov, vicecapo del FGKU “3 distaccamento dei vigili del fuoco federali nel territorio del Trans-Baikal”, nonché il direttore e capo contabile di una ditta. Sono sospettati di aver commesso un reato, ai sensi della Parte 4 dell’Art. 159 del codice penale (frode commessa da un gruppo di persone in una cospirazione preliminare; da una persona che utilizza la sua posizione ufficiale, su larga scala). Secondo l’indagine, nel 2018, durante l’esecuzione di un contratto statale per la diagnosi, la manutenzione e la riparazione di attrezzature antincendio, i sospetti hanno rubato fondi di bilancio per un valore di oltre 1,5 milioni di rubli. Nel maggio 2018, FGKU 3 distaccamento del servizio antincendio federale nel territorio del Trans-Baikal ha concluso un contratto statale con una delle società per la fornitura di diagnostica, manutenzione e riparazione di attrezzature antincendio per un importo di 3,7 milioni di rubli. Pimenov, che, in virtù della sua posizione ufficiale, era responsabile del funzionamento delle attrezzature antincendio, concordò con il direttore della società il furto di parte del denaro destinato al pagamento del contratto. In conformità con l’accordo, il direttore della società ha fornito solo una parte dei servizi specificati nel contratto: la fornitura di pezzi di ricambio per le attrezzature. Il resto del lavoro sul contratto statale – manutenzione e riparazione delle attrezzature – sotto le istruzioni illegali di Pimenov è stato svolto dai suoi subordinati. Il denaro destinato a questo tipo di lavoro è stato rubato dalle persone coinvolte nel caso. Oggi, gli investigatori del TFR hanno arrestato Pimenov con l’accusa di aver commesso il crimine. Sono state condotte perquisizioni nelle case e negli uffici degli imputati. Attualmente sono in corso azioni investigative volte a stabilire tutte le circostanze del reato commesso. Le indagini sulla causa penale continuano. # SKRF # Comitato investigativo # SKR # SKRussii # SKR75 # SKRvideo # ZabaykalskyKray # fraudolento # MES

NELLA COLONIA DI CORREZIONE A REGIME DI ALTA SICUREZZA N. 5 UFSIN DELLA RUSSIA NELL’AREA DI TULA ENNESIMO TENTATIVO DI CONSEGNARE UNA GRANDE PARTITA DI OGGETTI “PROIBITI”

Che sono poi sempre quelli, i telefonini. Un soggetto di trentanove anni è stato arrestato dagli agenti del dipartimento operativo dell’istituto correzionale, perché scoperto nel tentativo di introdurre ben 33 telefoni cellulari nella colonia.

Telefoni sotto sequestro dell’autorità giudiziaria e soggetto dietro le sbarre.

SERVIZIO PENITENZIARIO DELLA FEDERAZIONE RUSSA, DOVE I TENTATIVI DI CREARE CALL CENTER CLANDESTINI ALL’INTERNO DELLE COLONIE PENALI VENGONO SEMPRE STRONCATI

Anche in Russia, tra i camosci soggiornanti nei “resort” dello Stato, va di moda il telefonino cellulare. Ma da quelle parti ogni tentativo viene bloccato sul nascere, cioè prima che l’agognato oggettino finisca nelle manine dei prigionieri. Lo scorso 18 luglio, la polizia penitenziaria di IK-63 GUFSIN della Russia nella regione di Sverdlovsk ha impedito due di questi tentativi di consegnare oggetti proibiti ai condannati. Durante il giorno sono stati trovati e sequestrati 36 telefoni cellulari, 24 schede SIM, 11 caricabatterie e 6 cavi USB. Un tentativo è stato impedito grazie all’utilizzo di un cane di servizio. Un cane, direte voi? Si cari colleghi e lettori, in Russia le unità cinofile sono addestrate persino a “fiutare” i telefoni. Mica siamo in Italia!

MOSCA, INTERVENTO DELLA POLIZIA SU MANIFESTAZIONE NON AUTORIZZATA

Come altrove, anche in Russia le manifestazioni non autorizzate non sono consentite, specie se organizzate dai nazionalisti o dalle frange degli antagonisti, che purtroppo sono una disgrazia anche per la Russia. La polizia interviene, ma come vedete dalle immagini, si lascia riprendere, perché in Russia è consentito e addirittura vediamo un agente che su richiesta di una donna (forse uno degli organizzatori della protesta) mostra senza alcuna difficoltà tesserino di riconoscimento con nome e cognome (non si fa neppure in Italia), mentre una telecamera inquadra l’intera scena. Dimostrazione di un paese democratico, di un paese che fa della trasparenza istituzionale il suo credo. Anche se poi continuano a circolare le solite fake sui russi e la Russia.

INSIDE SULLA POLIZIA DELLA FEDERAZIONE RUSSA

REPARTI SPECIALI DELLA POLIZIA DELLA MALESIA, I GGK CREATI SUL MODELLO DEL GIGN FRANCESE DEGLI SAS BRITANNICI….

POLIZIA A PARIGI, IN PRIMA LINEA CONTRO IL CRIMINE

In tutte le principali città della Francia, come qui a Parigi, la Prefettura di Polizia è in prima linea per combattere la violenza sui bambini. A pochi passi da Montmartre, nel 18° arrondissement, è stata creata un’unità speciale: la brigata di protezione locale della famiglia. In totale, 7 investigatori specializzati, e tra loro questa donna che sta attualmente lavorando su un caso straordinario, un incredibile caso di racket.

POLONIA, CONTROLLI CON UNITÀ CINOFILA PRIMA DEL COLLOQUIO FAMILIARI-DETENUTO

POLONIA, QUANDO LA SCORTA AL DETENUTO TI COMPORTA QUALCHE INTOPPO….

Intoppo nelle forme di un incidente stradale, che ha costretto la scorta con il detenuto a bordo, a fermarsi e intervenire. Gli agenti del gruppo di intervento del servizio penitenziario di Danzica, sulla superstrada, hanno visto una autovettura colpire le barriere protettive e fermarsi dall’altra parte della strada. Gli agenti, dopo una rapida valutazione della situazione del traffico e il controllo dello stato di salute della vittima dell’incidente, hanno immediatamente chiesto aiuto, hanno messo in sicurezza il luogo dell’incidente e hanno ripulito la strada consentendo la ripresa del traffico veicolare. Quindi sono ripartiti e hanno portato il detenuto a destinazione. Gente con le palle i colleghi della Sluzba Wiezienna.

BRAVI !!!

POLONIA, CAMOSCI LAVORANTI SOTTO IL CONTROLLO DEI COLLEGHI DELLA SLUZBA WIEZIENNA

RUSSIA, LA POLIZIA INTERROMPE LE ATTIVITÀ ILLECITE DI UN PRESUNTO CENTRO DI RIABILITAZIONE PER TOSSICODIPENDENTI E ALCOLISTI

A Omsk interrotte le attività illegali di un centro di riabilitazione per persone che soffrono di alcol e tossicodipendenza. Le autorità inquirenti del comitato investigativo della Federazione russa nella regione di Omsk, in base ai materiali delle attività investigative dei dipendenti del Ministero degli affari interni della Russia nella regione di Omsk, hanno avviato un procedimento penale nei confronti dei dipendenti del Centro di assistenza psicologica e riabilitazione di Ochag LLC sospettati di aver commesso un crimine sulla base dell’articolo 127 del codice penale della Federazione russa (privazione illegale della libertà commessa da un gruppo di persone). Secondo gli inquirenti, nel 2017, nel villaggio di Chernoluchye della regione di Omsk e nel villaggio di Kamyshlovskiy, nel distretto di Lyubinsky della regione di Omsk, il centro di riabilitazione Ochag, i cui responsabili non avevano istruzione medica e licenze per attività mediche, nè metodi per trattare l’alcol e tossicodipendenza, tuttavia, ha attivamente promosso il lavoro del centro e, insieme al suo partner e ad altre persone che avevano precedentemente sofferto di tossicodipendenza, ha trattenuto contro la volontà delle persone nei locali dei centri. Allo stesso tempo, per isolare i cittadini dipendenti dall’alcol e dalla droga dalla società e limitare la loro libertà di movimento, i dipendenti del centro usavano serrature, sbarre di metallo alle finestre, manette che incatenavano al letto e pesi attaccati alle gambe dei pazienti. Risulta anche che i pazienti siano stati picchiati, escludendo le chiamate ai parenti. Per tali “servizi”, i sospetti hanno ricevuto un pagamento mensile di 15-20 mila rubli dai familiari delle persone ospitate in questo centro illegale.

LA VISITA IN UN CARCERE DELLA REPUBBLICA CECA (traduzione dal ceco di un articolo del magazine ceco Tydeniz.cz)

Molti successi di Hollywood e serie che godono di popolarità hanno luogo nell’ambiente carcerario. E i redattori di TÝDEN.CZ erano anche interessati a come vanno in una prigione così reale. Sebbene non abbiamo esplorato gli angoli del culto di Alcatraz, un giorno al carcere di prigione di Praga-Ruzyně, ci ha aiutato a rivelare per un po ‘cosa si prova ad essere nella pelle di una guardia. Sono le sette e mezza del mattino e vengo a Praga, nella prigione di Ruzyně. Apro una pesante porta viola e presento la mia carta d’identità. Devo rinunciare al mio cellulare per alcune ore. Sto attraversando un rilevatore come un aeroporto. Anche la cintura dei bagagli sembra simile. Jana Kubátová si impadronisce di me e mi accompagna. Ci sono alte recinzioni e fili spinati ovunque. Certo. Veniamo al cortile, su cui edifici con sbarre alle finestre.

Immediatamente, solleva un disagio in me. Non posso immaginarlo qui a gennaio. Stiamo andando in un centro di detenzione dove trascorro parte della giornata con le guardie. Mi trovo in un lungo corridoio dipinto di verde, rivestito da celle individuali. Al momento della mia visita, c’erano un totale di 38 prigionieri. Solo 14 di loro sono cechi, il resto sono ucraini, bulgari, nigeriani, tunisini, vietnamiti, tedeschi o spagnoli. I detenuti hanno diritto a una chiamata di 20 minuti al giorno. “È amministrativo e richiede tempo per noi: c’è un telefono nel corridoio di fronte al nostro ufficio, dove i colleghi cambiano continuamente e uno di noi deve essere lì con loro. Inoltre, devono fare domanda per una telefonata per iscritto, come indicato nel Decreto. “I telefoni funzionano in modo digitale e registrano tutto”, spiega il capo unità. Siamo nel corridoio e passiamo da un signore in uniforme bianca da cucina con un berretto bianco. Sembra un elfo triste. “Questo è un” corridore “condannato che porta fuori dalla cucina un carrello per il cibo e lo distribuisce ai prigionieri, viene addestrato e ottiene un salario”, afferma V. Š. “A volte il lavoro è doloroso, sono ancora in piedi, almeno sette chilometri al giorno vado”, dice il detenuto lavorante, aggiungendo che il lato psicologico non è risolto troppo. Chiedo se il lavoro è ancora divertente. “Sorprendentemente, sì,” ammette con un sorriso. Nel frattempo, V. Š. Apre una cella dopo l’altra e chiede se il personale è interessato a una passeggiata. C’è un forte tintinnio di chiavi, un sonaglio nella serratura e l’apertura di una pesante porta attraverso un lungo corridoio. Se è così, il prigioniero esce. Successivamente, un forte sbattere della porta e un rantolo nella serratura suonano di nuovo. Se la prigione ha il suo tipico suono, allora si sta sbloccando, chiudendo e sbattendo la porta. La mia attenzione è attirata da un ragazzo in pantaloncini sportivi e una maglietta. Sembra che si stia allenando a calcio. Sono fortunato, le vendite sono mercoledì. Due signore con una sedia a rotelle arrivano fino alla fine del corridoio, dove in pochi minuti viene creato un piccolo negozio di alimentari di fortuna.

Per rimanere indietro e non parlare con nessuno, si trovano le istruzioni del sovrintendente V. Š. Apre la prima cella e ripete un processo simile come nel caso delle passeggiate. “Shopping”, dice in una cella aperta. Un uomo con una grande borsa esce e si affaccia al muro. V. Š lo perquisisce e lo porta a “commerciare”. Vado con loro. La gamma è abbastanza ampia. Vedo perfino frutta esotica come il mango. Non mi aspetterei frutti esotici qui. Vedo arrivare uomini con tatuaggi e teste nude. Tutta l’attenzione è attirata da un uomo piccolo con gli occhiali, i capelli corti e un look modificato. Parla con voce calma e usa frasi di brevi periodi. Sembra un professore. “Beh, vedi, e questo è ciò che assomigliano alla maggior parte degli assassini e degli assassini”. Il lavoro durante le passeggiate e gli acquisti è notevolmente ostacolato dal fatto che alcuni prigionieri non possono incontrarsi. Come complici, potrebbero interferire in modo significativo con le indagini. Tuttavia, la misura è almeno strana. “Arriverà un avvocato, parlerà a uno e poi a un altro”, dice la guardia. Inoltre, le persone che sono condannate per crimini violenti con un movente sessuale e coloro che hanno un cosiddetto livello mentale ridotto non devono incontrarsi. Rappresentano un potenziale oggetto di assalto. Veniamo a un laboratorio di ceramica che confina con la palestra e la palestra. Due uomini sulla trentina sono sorridenti e disponibili con me. “Ho vinto il concorso”, si vanta uno di loro, sfogliando avidamente una rivista. Indica un esilarante drago di argilla, e nei suoi occhi è lieto di presentare il suo lavoro a qualcuno dall’esterno. “La capacità del laboratorio di ceramica è troppo piccola, dobbiamo espanderla”, lamenta il responsabile. Continuiamo in cucina dove cucinano i prigionieri condannati. All’improvviso, circa sette “elfi tristi” – camminatori – appaiono sulle scale. I cancelli si aprono, i prigionieri uno ad uno vanno verso le guardie. E il controllo inizia. “Dobbiamo ispezionare il cibo, spiega V. Š. Il cibo ha un buon profumo. Sorprendentemente, apprendo anche che i musulmani possono aderire al Ramadan qui. La sera ricevono solo un pacco di pasti quando lo chiedono. Dopo pranzo, il supervisore D. H., che inizialmente si è rifiutato di dire che stava per finire, mi ha parlato anche in ufficio. “Lavorare con i detenuti è impegnativo”, spiega, aggiungendo che per quanto riguarda le forze di sicurezza statali, il servizio carcerario sarà sempre il peggiore. Inoltre, come in altri campi, qui c’è una disperata mancanza di personale. C’è un dibattito sulla presunta idea di prigione.

LA POLIZIA PENITENZIARIA RUSSA E I CODICI GENETICI DEI DETENUTI

Sono diversi anni che il Servizio penitenziario della Federazione Russa ha avviato con successo una banca dati dei codici genetici per monitorare i carcerati e prevenire nuovi crimini al momento del loro rilascio. La polizia penitenziaria russa raccoglie regolarmente campioni di dna a tutti i detenuti. A tal proposito il Ministero ha già provveduto a installare 190.000 apparecchi per la raccolta delle analisi del sangue, distribuiti nelle colonie penali. Inizialmente la polizia penitenziaria ha raccolto le analisi di quei detenuti giudicati per crimini gravi, e successivamente quelle di tutti gli altri. Secondo le ultime statistiche ammonterebbero a circa oltre un milione in Russia. I campioni di dna dovrebbero essere utili alla polizia per trovare i criminali: ogni anno ne vengono rilasciati 300.000, di cui un quinto si rivela recidivo.

BRACCIALETTO ELETTRONICA, REALTÀ OPERATIVA PER I COLLEGHI DELLA PENITENZIARIA POLACCA. E IN ITALIA?

Il sistema di sorveglianza elettronica è il più moderno e non isolato sistema di reclusione. Alla fine di maggio già 5000 prigionieri (domiciliari, permessi premio, lavori esterni) lo hanno potuto sperimentare. Non è solo un grande risparmio, ma soprattutto, la capacità per i condannati a pene extramoenia di condurre una vita normale sotto un controllo discreto ma costante #sluzbawiezienna #prisonservice #sde #bezpieczenstwo

I COLLEGHI DELLA SLUZBA WIEZIENNA, IL QUOTIDIANO DEL SERVIZIO NELLE CARCERI DELLA POLONIA

Un giorno come un altro …. controlli, passeggi, spostamenti, telefoni …

USA, CONTEA DI SPOKANE. LA POLIZIA INTERVIENE SU SOGGETTO MOLESTO

Ubriaco perso, piuttosto molesto, un soggetto viene affrontato da un agente intervenuto sul posto dopo la segnalazione di alcuni cittadini al 911. Inizialmente l’agente si limita a contenere il delirio del giovane ubriacone. Che poi si allontana, ma la polizia decide comunque di intervenire, data la probabile pericolosità dell’uomo in evidente stato di alterazione. Alla fine il soggetto verrà ammanettato e condotto al dipartimento di polizia. La professionalità e la formazione delle polizie americane, a tutti i livelli, è al primo posto nel mondo.

USA, CONTEA DI EL PASO, STATO DEL TEXAS

Un’agente di polizia arriva sulla scena di una rissa tra soggetti di colore, forse appartenenti a gangs cittadine. Uno di loro potrebbe essere armato…..

ROMANIA, UN PERICOLOSO CRIMINALE VIENE PORTATO DALLA POLIZIA ALL’OSPEDALE DI TIMISOARA

FEDERAZIONE RUSSA, SGOMINATA UN’ASSOCIAZIONE A DELINQUERE FINALIZZATA AL GIOCO D’AZZARDO

Le autorità inquirenti del comitato investigativo della Federazione russa per la regione di Irkutsk hanno completato le indagini sul caso penale riguardante 8 residenti della città di Irkutsk. Sono accusati di creare, guidare una comunità criminale dedita al gioco d’azzardo con l’uso di attrezzature da gioco non autorizzate, con illecito profitto su larga scala (paragrafi “a, b” h 3 dell’articolo 171.2 del codice penale della Federazione russa, parti 1, 2 dell’articolo 210 del codice penale della Federazione russa). Gli investigatori dell’IC della Russia, in collaborazione con i dipendenti dei dipartimenti regionali del Ministero degli Interni e del Servizio Federale di Sicurezza della Russia, hanno scoperto che la comunità criminale organizzata ha condotto attività illegali nel periodo compreso tra aprile 2012 e novembre 2016 organizzando illegalmente giochi d’azzardo in 7 stabilimenti illegali di gioco d’azzardo situati a Irkutsk . Come risultato dell’attività criminale, i leader e i partecipanti dell’organizzazione criminale hanno ricavato un reddito di oltre 190 milioni di rubli. Secondo i risultati delle prove raccolte, tra cui testimonianze di testimoni, conclusioni di contabilità, esami tecnico-informatici, è emerso che gli imputati agivano come parte di una comunità criminale, che comprendeva un totale di 22 persone.

IL SERVIZIO PENITENZIARIO RUSSO BLOCCA IL TENTATIVO DI INTRODUZIONE DI TELEFONINI NELLA COLONIA PENALE N.1 E N.7

Bisogna dire che anche in Russia i “visitatori” dei camosci sono assai creativi. Pensate che tra i capelli di una donna in visita ad un detenuto, sono state nascoste una batteria per un telefono cellulare e un caricabatterie. Gli oggetti proibiti sono stati trovati al “checkpoint” all’ingresso della colonia penale. Di conseguenza, la riunione non ha avuto luogo e la donna è stata punita come previsto dal regolamento. In questo caso si è trattato di una sanzione amministrativa, mentre l’introduzione di stupefacenti (considerata alla stessa stregua dello spaccio) è reato punibile con il carcere (con l’aggravante dell’introduzione in luogo proibito). Altro tentativo è stato bloccato nella colonia penale n.7 tre giorni prima, colonia a regime di alta sicurezza. Agenti del reparto investigativo della polizia penitenziaria della Federazione Russa, hanno intercettato un camion con materiali da costruzione che entrava nel territorio della colonia. Durante la ricerca, due sacchetti di tredici telefoni cellulari sono stati trovati in due secchi di plastica. Su questo fatto, è stato redatto un protocollo relativo a un illecito amministrativo in relazione all’autista del veicolo per il reato di cui all’art. 19.12 del codice amministrativo.

RUSSIA, LA DROGA VIAGGIA SOTTO MENTITE SPOGLIE….

I colleghi del servizio penitenziario di Krasnodar hanno bloccato l’ennesimo tentativo di introduzione di sostanze stupefacenti all’interno dell’area riservata del penitenziario locale. Le sostanze destinate ad un detenuto sono state scoperte in seguito ad un lavoro di intelligence, dopo un’attività di ricerca scaturita da alcuni sospetti su un familiare del recluso, da tempo sotto osservazione. L’incontro avvenne in una struttura medica correzionale, e qui gli agenti hanno scoperto due convoluzioni polimeriche nascoste in un pacchetto di tè, presumibilmente con sostanze narcotiche: colori bianco e verde cristallino. L’esame ha confermato che la sostanza cristallina rimossa appartiene aalla gamma dei narcotici e la sostanza verde è hashish, il cui peso è superiore a 100 grammi. Il familiare del detenuto è stato arrestato in base all’art.228 del codice penale russo che prevede una pena particolarmente alta nei confronti di chi introduce sostanze e oggetti proibiti all’interno di una colonia penale.

L’FSB RUSSO “LIQUIDA” UNA CELLULA TERRORISTICA ISLAMICA NELLA REGIONE DI ROSTOV

L’operazione speciale è stata effettuata vicino al distretto di Glinka Rodionovo-Nesvetai della regione di Rostov. Sulla richiesta inascoltata di fermare il mezzo, dove viaggiavano alcuni soggetti legati alla cellula terroristica, le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco da una mitragliatrice. Il leader del gruppo terroristico è morto sul colpo. Le forze di sicurezza hanno poi individuato alcuni suoi complici, che sono stati arrestati a Rostov-sul-Don.

Durante la perquisizione di un alloggio gli operatori del FSB hanno trovato esplosivi, detonatori e munizioni. La cellula stava preparando attacchi contro agenti di polizia, e anche pianificato di effettuare attacchi terroristici in luoghi affollati. ⠀

CAMBIO DI VERTICE NELLE FORZE SPECIALI DEL FSB, I SERVIZI DI SICUREZZA, L’EX KGB

Con decreto presidenziale firmato da Putin, le rinomate unità antiterrorismo “ALPHA” hanno un nuovo comandante. Si tratta del colonnello Kirill Kurnosov ora diventato capo della sezione “A” del centro di forze speciali del FSB di Russia.

IN RUSSIA LA RIEDUCAZIONE DEL CONDANNATO SI FA ANCHE CON LA TELEVISIONE

Il servizio penitenziario della Russia è sempre all’avanguardia nei sistemi e le attività di “trattamento” dei detenuti. Nella colonia correzionale n. 6, pochi mesi fa, è stato organizzato uno studio televisivo via cavo in cui i condannati mettono in pratica le loro idee creative. Alcuni giornalisti e i tecnici di un canale regionale hanno spiegato ai reclusi il funzionamento di uno studio televisivo, mostrando l’equipaggiamento e la sala. Principalmente vengono realizzati programmi relativi a competizioni sportive, attrazioni locali e, naturalmente, notizie sulla vita della colonia. Per il personale dell’istituto, questo è un grande aiuto per lo svolgimento di attività educative, perché con l’aiuto di uno studio televisivo via cavo si ha l’opportunità di portare varie informazioni ad un numero massimo di detenuti, che a sua volta semplifica notevolmente il lavoro educativo condotto con loro. I corrispondenti di “Kuban 24” hanno tenuto una master class sulle basi del giornalismo televisivo e del video.




I colleghi della Repubblica Slovacca

I colleghi della Repubblica Ceca

I colleghi della Polonia

Il servizio penitenziario russo