DOVE LA POLIZIA SI FA RISPETTARE…

America Latina, agenti della polizia fermano alcuni ragazzi appartenenti ad una gang giovanile. I delinquenti fanno resistenza, ma gli agenti non si fanno mettere i piedi in testa…

ALFONSO BONAFEDE, FRANCESCO BASENTINI, SENTITE CON ATTENZIONE DI COSA SONO CAPACI I POLIZIOTTI PENITENZIARI, E VERGOGNATEVI SE AVETE ANCORA UN MINIMO DI DIGNITÀ

Le esequie e il saluto dei colleghi di Milano Opera a Nazario Giovanditto, stroncato dal Covid-19. L’ottimo e sentito intervento del Comandante Amerigo Fusco, un vero comandante di reparto, uno dei pochissimi del nostro Corpo, uno che dovrebbe essere a capo della penitenziaria, al posto dei magistrati che da sempre “arraffano” lo scranno dell’amministrazione e della polizia penitenziaria. Onore a lui, onore al collega Giovanditto, onore alla Polizia Penitenziaria.

L’EUROPA NON ESISTE, L’EUROPA COSÌ NON LA VOGLIAMO

Perdonateci anche oggi una fugace virata sulla politica, tuttavia asse portante delle questioni legate al sistema carcere. Lasciamo un momento le carceri per dare un’occhiata alle vicende di questa accozzaglia di Stati che qualcuno definisce “Unione Europea”. Il Vicepresidente della Camera Fabio Rampelli rimuove la bandiera europea dal suo ufficio, così come tanti sindaci ed esponenti di Fratelli d’Italia stanno facendo, spontaneamente, in questi giorni. Un forte messaggio a quest’Europa che abbandona l’Italia nel momento di maggiore bisogno. È la fotografia di un sentimento diffuso in Italia, di gente che chiede all’Europa di esistere ora, perché l’alternativa sarà dissolversi, sotto il peso di una Germania che non vuole rinunciare ai privilegi con i quali ha piegato le altre nazioni in questi anni.

VERONA MONTORIO, LA BAGARRE SUI TAMPONI AI COLLEGHI CONTAGIATI…

Se un collega già positivo ti nomina, tutto bene, arrivano e ti infilano in bocca il tampone. Se viceversa, nessuno si ricorderà di te, nonostante ci sia già il nemico ben oltre che alle porte. E dato che, a quanto pare, in quel di Montorio i sindacati già sono in “quarantena”, dopo aver accennato una noticina rimasta nel vuoto, la cui carta della stampa non è buona neppure per pulirsi il culo, tutto è affidato alla buona sorte, nella speranza che un giorno finisca questa maledizione. Ma gli idioti non solo solo tra le mura del penitenziario di Verona. I nostri colleghi li hanno trovati anche sotto le spoglie di sanitari della ASL locale: “se facciamo il tampone a tutti – ha detto una sanitaria – chi va a lavorare in carcere, il vostro è un lavoro particolare…..” Ma è normale una risposta del genere? Intanto, tornando all’interno di Montorio, negli uffici si accede solo su prenotazione, mentre per i disgraziati colleghi della prima linea non esiste pericolo di contagio, evidentemente “qualcuno” ha pensato bene di dichiararli “immuni” per grazia ricevuta. Pregare è l’unica via d’uscita, ammesso che poi le preghiere a qualcosa possano servire. Unica precauzione per la prima linea, la distanza di un metro tra soggetti. Dentro le sezioni? Già, ma chi scrive certe cose una sezione non sa neppure come sia e come vada gestita. Poi la ciliegina sulla solita torta (in faccia ai colleghi): il problema vero è il fatto che non avrebbero dovuto comandare in servizio i colleghi rientrati da Modena (quelli che andarono in rinforzo ai nostri di Modena, durante la rivolta). Quarantena subito, ma la situazione invece è stata gestita con la solita appiccicosa incapacità e superficialità. Il tampone andava esteso a tutti i colleghi di Verona. Ma non è andata così, purtroppo. Insomma, non hai i sintomi? Vai a lavorare, proprio l’esatto contrario dei protocolli adottati all’esterno del carcere. La confusione sarà il mio epitaffio, gridano i colleghi di Verona.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

“Con lo stesso spirito di servizio col quale siamo abituati a gestire la nostra missione sindacale, improntata alla ricerca di risposte certe e rapide, alla condivisione disponibile e costruttiva, sempre rispettosa dei ruoli e delle competenze, oggi abbiamo voluto offrire al Prefetto di Siracusa la nostra piena disponibilità a collaborare per diffondere serenità circa la reale consistenza del pericolo coronavirus a Siracusa. Nell’occasione, abbiamo chiesto a Sua Eccellenza di intercedere per noi, con gli organi competenti, per l’attuazione di pratiche di prevenzione più efficaci, che arrivino a prevedere l’accertamento strumentale del tampone rinofaringeo alla ricerca dei cosiddetti “positivi asintomatici”, ampliando quanto già determinato dal Presidente della Regione Musumeci per gli operatori del servizio sanitario regionale a tutto il personale delle Forze di Polizia e dei Vigili del Fuoco, altrettanto impegnati in prima linea nella lotta a questo subdolo nemico”.

Massimo Boscarino ADP-Autonomi di Polizia Siracusa

TORNA IL CAMPIONATO NAZIONALE DI TIRO OLTRE IL MURO DI CINTA…

La prima giornata del campionato si è svolta a Brindisi, nelle adiacenze del penitenziario. E, se non fosse stato per l’efficienza dei nostri colleghi in servizio, il lanciatore avrebbe occupato il podio più alto della classifica del torneo di lancio al cammello. Tanto che il ricevente, ovviamente un detenuto, stava quasi per farla franca. I nostri bravi colleghi, ormai adusi a qualsivoglia nefandezze dei camosci e dei loro fiancheggiatori esterni, insospettiti da alcuni movimenti strani sotto il muro di cinta in corrispondenza del reparto infermeria, hanno beccato il destinatario con le dita nella marmellata, un pacchetto contenente un cellulare e droga. Il detenuto, vista la mala parata, ha consegnato subito l’involucro ai nostri colleghi.

MISTER DJ MALAFEDE CIANCIA DI TUTTO, FUORCHÈ DI POLIZIA PENITENZIARIA

Ieri il minuto di silenzio con le bandiere a mezz’asta. Dunque il Malafede ci dice che “sono un modo per ricordare e onorare chi ha perso la vita a causa dell’emergenza coronavirus. Oggi ci stringiamo, come un’unica grande comunità, alle famiglie che hanno perso un proprio caro. L’Italia unita ce la farà!”

“L’Italia unita ce la farà”…. Totò disse : ma mi faccia il piacere… Cerchi di unire il suo ministero, il dipartimento ed il pianeta carcere, che è più disgregato di quanto il termine stesso possa significare.

E troviamo anche questo, nel profilo FB dello pseudo-guardasigilli: “Tra i fronti aperti dall’emergenza che stiamo vivendo occorre prestare grande attenzione alla protezione delle donne e dei minori esposti al rischio di subire violenze, come ha giustamente sottolineato la Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio”. E poi ci dice del numero verde istituito per fronteggiare i femminicidi. Ancora silenzio su carcere e polizia penitenziaria. Quasi che non siano argomenti di sua (in)competenza. Domanda: ed il personale di polizia penitenziaria che è vittima delle incompetenze dei civili superiori uffici, viste le continue AGGRESSIONI e i quotidiani contagi da Covid-19 per palesi negligenze dipartimentali, a quale numero devono chiamare, a quale numero si devono rivolgere?

LE CIFRE DEL DAP SUI DETENUTI E SUI NOSTRI COLLEGHI CONTAGIATI DAL COVID-19. MA SARANNO REALISTICHE?

Vi proponiamo in toto il comunicato ufficiale del DAP:

“A più di un mese dalle prime direttive emanate dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, lo scorso 22 febbraio, sono 19 i detenuti positivi su una popolazione, ad oggi, di 58.035 unità. Di questi, due sono ricoverati in strutture ospedaliere, gli altri si trovano in isolamento sanitario in camere singole dotate di bagno autonomo all’interno di apposite sezioni detentive, dove vengono effettuati tutti i controlli disposti dalle autorità sanitarie. Fra il personale di Polizia Penitenziaria sono 116, su quasi 38mila unità, i positivi al tampone: 17 sono ricoverati in ospedale, mentre la maggior parte si trova in isolamento fiduciario domiciliare o nel proprio alloggio in caserma. Proprio per prevenire al massimo la possibilità di contagi dall’esterno, sono state predisposte 145 tensostrutture davanti agli ingressi degli istituti penitenziari per il triage. Negli istituti dove non è presente la tensostruttura sono stati individuati appositi locali isolati”.

CHE CAZZO DI PAESE E CHE CAZZO DI AMMINISTRAZIONE…SQUILLI DI RIVOLTA MEZZO SOCIAL….MA NESSUNO FA NIENTE PER BLOCCARE QUESTE VOCI EVERSIVE

Siamo al grottesco, degno di un’opera teatrale di Samuel Beckett, o al grandguignol in stile “grand macabre”, a cui dovremmo essere abituati, ma a cui non ci abitueremo mai. C’è su Facebook una paginetta dedicata (e gestita) dai familiari dei detenuti del penitenziario napoletano di Secondigliano, Napoli. Oggi è il primo di aprile, e questi “familiari” (ma davvero familiari o voci manovrate dal crimine organizzato?) annunciano una “battitura” per protestare contro le carcerazioni in tempi di Covid-19. Ma è un pretesto. Un teatro del grottesco, appunto. “Oggi, 1 Aprile 2020, ore 18.00 Battitura dai nostri balconi per chiedere #Amnistia e #Indulto!! Facciamo sentire alle persone detenute che non sono sole!!”

I “NICchisti” avranno informato chi di dovere per prevenire, contenere, a garanzia di ordine e sicurezza? Opsss ah già, loro (ministro, capo DAP ed entourage) collaborano con i GARANTI non con la Polizia Penitenziaria.