ER FATTACCIO DER MAMMAGIALLA…….DOBBIAMO TORNARE A COMANDARE NOI NEI PENITENZIARI, POTERE ALLA POLIZIA PENITENZIARIA!

Detenuti in “prova” evasione di massa… ebbene si, dopo lo sconcertante ultimo evento di poche ore fa dove un detenuto in espiazione pena per tentato omicidio, in piena notte ha aggredito il personale medico di turno, dopo esser uscito di cella, essere venuto in possesso del cordless del reparto, aver chiamato (conoscendone stranamente anche il numero interno della locale infermeria) l’infermiera di turno, averla convinta a recarsi dall’infermeria al reparto e contestualmente il detenuto dal reparto verso l’infermiera, aver percorso indisturbato (il detenuto) scale, smistamenti e corridoi per poi a metà strada aggredire l’infermiera, convinta che fosse l’agente addetto al servizio di vigilanza al reparto. Bene, ma chiediamoci, perché non ha ucciso? perché non ha eventualmente recuperato le altre chiavi del reparto per far uscire dalle celle gli altri detenuti, sequestrare il restante (ed esiguo) personale in servizio di notte, e mettere in atto una evasione di massa? Semplice… perché questo gesto è stato solo una prova. Una prova dove i detenuti hanno acquisito certezze. Certezza che probabilmente hanno acquisito riscontrando che ormai l’attenzione del Personale di Polizia è scesa sotto gli ormai livelli minimi di tolleranza, non per negligenza ma per assuefazione nei confronti di un sistema “carcere” ormai in mano ai detenuti, alle associazioni pro-detenuti, ai garanti dei detenuti dove sono buoni solo per la caccia al collega ligio al dovere, ovvero restrittivo e che applica il regolamento penitenziario, mentre i vertici sposano le linee garantiste radicali e spazzano via quelle sulla “PRIMA LA SICUREZZA” demandata ad un ormai Corpo di Polizia Penitenziaria svilito e snaturato che, però, attende auspicabilmente l’agognato “via” del recupero integrale del “SISTEMA CARCERE” per avere il giusto modo per riscattarsi. Chiediamoci, visto l’evento PERICOLOSISSIMO, come mai nelle alte stanze dei bottoni nulla ancora si è mosso. Chiediamoci come mai dalla stanza dei bottoni non è stato dato l’ordine alla Polizia Penitenziaria di recuperare in tutte le carceri il sistema di “reclusione” a celle chiuse e sospensione di ogni attività sociopedagocica. Chiediamoci come mai, però, il RISCATTO del CORPO è atteso e richiesto solo da una parte del Personale, quello che è esposto in prima linea, di quel personale che avrebbe bisogno di una pacca sulle spalle e di un supporto tecnico-operativo dai superiori gerarchici. Quegli stessi superiori che mandano il personale di prima linea a prendersi gli sputi, le minacce e le aggressioni dai detenuti mentre loro rimangono nei propri caldi e riparati uffici e che nello stesso tempo sanno solo dire “non lo toccate”… “lasciatelo stare”…No, basta… CHIUDIAMO LE CELLE h24 e ALLE 21 CHIUDIAMO pure I BLINDI fino alle 7 del mattino successivo… si è sempre fatto così e così si ritornerà a fare… prima o poi ritorneremo a COMANDARE NOI, forse!!!

NOTTE DI FUOCO, URLA IL KALASHNIKOV

Scene da far West questa notte a Forlimpopoli dove una banda di rapinatori ha prima fatto saltare in aria un bancomat per poi darsi alla fuga sparando ai Carabinieri con un kalashnikov. Tutto è avvenuto attorno alle 2 di notte presso lo sportello della Banca Romagna Cooperativa, in piazza Trieste. I banditi hanno fatto esplodere il distributore automatico per poi tentare di prelevare il contante. Il boato ha fatto scattare l’allarme e svegliato gran parte dei residenti della zona. In pochi minuti sono arrivati gli uomini dell’Arma. A quel punto i ladri si sono dati alla fuga con la propria auto, non senza aver prima sparato alcuni colpi di mitra contro i militari. I proiettili hanno colpito la ruota di una vettura dei carabinieri e alcuni negozi adiacenti. Non si segnalano feriti. Nel frattempo i criminali hanno fatto perdere le proprie tracce.

MATTEO SALVINI ANCORA IN VIAGGIO TRA I PENITENZIARI DELL’UMBRIA…

Come ogni politico che si rispetti anche l’ex ministro dell’Interno fa la sua bella campagna elettorale, in vista delle amministrative per la regione Umbria. E dove cercare voti, se non anche tra i colleghi che fanno servizio nei penitenziari di questa regione?

“Non solo Spoleto – detto Salvini – ho ritenuto mio dovere visitare tutte le carceri umbre per vedere come lavorano poliziotte e poliziotti. Bisogna rivedere completamente l’approccio- ha sottolineato – perché non è normale che i detenuti abbiano più diritti rispetto agli agenti della penitenziaria”. Molto giusto, spero che per lui sia così all’indomani dell’esito delle elezioni in Umbria.

C’È UN CERTO PERSONAGGIO CHE PRETENDE DI INSEGNARCI IL MESTIERE E CI DEFINISCE UNA BRUTTA PAGINA. SAPPIAMO CHE ORA AVRÀ BEN ALTRO DA LEGGERE, PUR TUTTAVIA LA SUA PRESUNZIONE NON CI SCUOTE PIÙ DI TANTO

Le persone molto presuntuose, a cui si sono mostrati segni di considerazione inferiori a quelli che si aspettavano, cercano a lungo di ingannare in proposito se stesse e gli altri, e diventano sottili psicologi per dimostrare che l’altro li ha tuttavia onorati sufficientemente: se non raggiungono il loro scopo, se il velo dell’illusione si strappa, allora il disappunto le assale con forza tanto maggiore.

E naturalmente si rivolge al prossimo con la denigrazione, sperando di fare breccia. Invece noi la pensiamo così:

ANCORA UN PERMESSO RIEDUCATIVO TRASFORMATOSI IN EVASIONE O MANCATO RIENTRO. PROTAGONISTA UN DETENUTO EGIZIANO EVASO DAL CARCERE DI IMPERIA

Il soggetto avrebbe dovuto scontare la galera ancora fino 2020. Evidentemente ha deciso di farlo prima. Dopo essersi recato al lavoro nel campo dell’Imperia Rugby, come previsto dal trattamento rieducativo che stava scontando. Che dobbiamo dire? Diciamo grazie, da poliziotti e cittadini, a quegli imbecilli che regalano al primo bastardo che viene i cosiddetti permessi rieducativi. Allora grazie soprattutto agli educatori, grazie alla direzione, che come sempre evitano di pari passo di ascoltare la polizia penitenziaria della prima linea, unica “banca dati” seria ed attendibile dei profili dei soggetti detenuti. O cambiamo rotta, o a periodi regolari dovremo scrivere ancora pagine di “utenti” scappati da permesso premio o “rieducativo”. Amen.

POTREBBE SEMBRARE LA SCENEGGIATURE DI UN JAIL MOVIE AMERICANO, PURTROPPO È ACCADUTO DAVVERO AL MAMMAGIALLA DI VITERBO

Sono le 2 della notte, i detenuti dormono, tranne UNO. Un delinquente, chiuso al Mammagialla per omicidio, uno di quelli pericolosi. Ma non è in cella. Gira libero per la sezione, mentre tutti dormono. Come mai? Il criminale, il bastardo, ha tra le mani un telefono di quelli in dotazione ai colleghi. Come mai? Dove lo ha trovato o chi gliel’ha dato? Il bastardo contatta l’infermiera di turno, alla quale chiede un farmaco, sembra un analgesico. L’infermiera, credendo si tratti di un agente, prende il farmaco e sale al secondo piano del padiglione D2. Giunta sul posto la donna viene improvvisamente assalita dal criminale. Presa e sbattuta a terra, il delinquente le monta addosso, tenta di aprirle la bocca. La donna è in preda al panico, ma riesce ad urlare. Le urla richiamano l’intervento di uno dei nostri, che salva la donna e rincorre il detenuto lungo i corridoi del padiglione. L’infermiera con ecchimosi varie e alcune ferite a labbra, lingua, mani e ad un orecchio, alcune costole incrinate. 20 giorni di prognosi in tutto. Ora restano gli interrogativi: come ha fatto un detenuto, alle due di notte, ad uscire dalla cella? Non era stata chiusa? Il blindo era aperto o chiuso? Con quante mandate era stato chiuso il cancello della cella? E quel telefono il detenuto dove l’ha trovato? Oppure chi gliel’ha dato? Interrogativi che si dovranno chiarire, data l’estrema gravità di quanto accaduto. Qui non c’entrano le carenze d’organico, il sovraffollamento e altri alibi. Qui qualcuno ha dato la possibilità al detenuto di uscire dalla cella e di fare quello che ha fatto.