RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. IL PRESIDENTE DEL SIPPE ALESSANDRO DE PASQUALE CI COMUNICA CHE……

Calcolo base pensionabile: “Si.P.Pe. scrive al Sottosegretario al Ministero del Lavoro Claudio Durigon”.

On. Claudio Durigon

L’articolo 54, comma 1, del DPR 1092/1973, rubricato “Misura del trattamento normale”, prevede al comma 1 che “La pensione spettante al militare che abbia maturato almeno quindici anni e non più di venti anni di servizio utile è pari al 44 percento della base pensionabile…”

……A PROPOSITO DI PIANO FERIE, TORNIAMO ALLA RECLUSIONE DI AUGUSTA

di Salvatore GAGLIANI (SAPPE)

Piano Ferie di Luglio e Agosto proposto dal SAPPE e dalla Uil….bocciato, leggetevi i verbali e avrete il nome e cognome dei responsabili del fatto che andrete in ferie a Giugno e Settembre.

Ieri prima di chiudere la riunione, senza verbalizzare il Sappe e la Uil avevano lanciato la proposta a tutti gli altri, facendo un passo indietro dalla posizione iniziale di 15 giorni con una proposta UNITARIA di 16 giorni, proposta non accettata da LORO, adesso, attenzione alle cazzate che vi diranno, ….tipo….siamo scontenti……non era quello da noi proposto. Tutti sapevano che se non si trovava un accordo a maggioranza, ci sarebbe stata una maggioranza relativa, per cui la Direzione poteva fare quello che voleva, cosa puntualmente fatta, tutto quello che si dirà o scriverà non potrà annullare quello che abbiamo messo a verbale e l’intelligenza del personale saprà valutare quanto verbalizzato e firmato da taluni.

Non potevamo accettare il Piano Ferie proposto e condiviso da Cisl, Uspp e Osapp e anche dal Sinappe rappresentato dal Sippe, che finiva l’8 settembre, era simile alla proposta della Direzione, così come nemmeno potevamo condividere quello del Cnpp che era quello proposto dalla Direzione, la Cgil non si è espressa, per cui il nulla in un tavolo negoziale, non me ne vogliate, ma la verità paga sempre.

VOLETE LE FERIE? ALLORA BECCATEVI I TURNI DI OTTO ORE! SI SCRIVE SCEMPIO, SI PRONUNCIA DIRETTORE DELL’ISTITUTO DI PESCARA

Se non andiamo errati il direttore nonché autore di questo ennesimo scempio ai danni dei colleghi del San Donato dovrebbe essere Lucia Di Feliciantonio. Ebbene, questa signora, ora mette tutti con le spalle al muro. La querelle nasce e si sviluppa intorno al piano ferie estivo. Scrive un nostro collega da Pescara: “Salve ragazzi , mi aiutate a divulgare questo documento per fermare questo scempio che stanno facendo a Pescara? Ci hanno fatto tornare alle 8 ore nel giro di una settimana senza avvertire nessuno e fregandosene altamente della vita dei poliziotti e delle loro famiglie!” Qui sotto la denuncia a reti unificate delle organizzazioni sindacali.

I PROCLAMI DEL SORRIDENTE, CHE ESALTA LA POLIZIA PENITENZIARIA LASCIANDOLA MASSACRARE NELLE PRIME LINEE DI TUTTA ITALIA

Il Sorridente non si smentisce mai, e ne spara una dopo l’altra, perdendo sempre di vista il nocciolo della questione. Partecipa alla pagliacciata di Piazza del Popolo a Roma, dove si mostra una PolPen da Minculpop, cioè finta, mostrando tutto e il contrario di tutto, con l’eccezione della vera mission del Corpo. La gestione della criminalità all’interno delle carceri. In pagliacciate di regime come quella di Roma, si nascondono il dolore e la sofferenza di chi lavora nelle sezioni detentive, costretto a subire il disprezzo dei criminali e quello dei superiori, specie i direttori. Ma no, l’insulso guardasigilli con il suo codazzo di servi e imboscati parla di “bellissima giornata”. Ebbene durante la bellissima giornata ci sono state ben tre aggressioni alla prima linea. Ma lui non lo sa, e anche se lo sapesse farebbe spallucce, come sempre. E poi ha parecchio coraggio, forse più sfacciataggine nel dire che “la giornata di oggi vuole essere anche un modo per dire grazie a tutti gli agenti, per i loro sacrifici, per il loro prezioso lavoro svolto spesso in condizioni difficili”. Parole che dimostrano che si ricorda della PolPen sono in queste occasioni di marketing politico, di pura facciata, di finzione, perché parlano di un Corpo che non c’è, anche per colpa dell’ennesimo guardasigilli che se ne frega. Il Sorridente ha poi assistito anche alle dimostrazione sportive, raccontando di un’altra polizia penitenziaria, perché i VERI poliziotti penitenziari sono a schiattare nelle carceri, senza uno straccio di tutela.

SIGNORE E SIGNORI IL CARCERE DI IMPERIA È “SOLD OUT”……

E il DAP se ne frega, lasciando sempre le questioni alla polizia penitenziaria, come dire “tanto ci pensano loro”….. Ormai i vertici civili dell’amministrazione penitenziaria hanno un tale disprezzo per la PolPen che la lasciano al proprio destino, a gestire una prima linea che pare diventare ogni giorno che passa un oceano dove si naviga a vista e peraltro senza scialuppe di salvataggio. Il caso di Imperia fa testo. 105 i detenuti, a fronte di una capienza di 68 unità. Ma non è tutto. Non ci sono più posti letto e i nuovi arrestati devono per forza essere trasferiti alla casa circondariale di Sanremo. Ora un sindacalista (in preda alla disperazione, si tratta di Fabio Pagani della UIL) scrive un accorato appello al prefetto di Imperia chiedendo un intervento. Cosa possa fare il prefetto, è difficile dirlo. Certo è che Imperia avrebbe oramai bisogno di una maggiore capienza, data anche la cospicua presenza di stranieri, che inevitabilmente ingrossano le fila delle truppe cammellate. Infatti i dati così alti dei detenuti sembrano in qualche modo rispecchiare l’allarmante dato divulgato ieri dal Viminale, con la provincia di Imperia, che nei primi tre mesi del 2019 ha fatto registrare un aumento del 10,8 per cento del numero di reati, a causa della presenza degli stranieri immigrati. Si tratta dell’unica provincia in Liguria ad avere un segno positivo. Nel resto della regione, infatti, i reati sono diminuiti, in media, dell’11,7 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, con Genova che ha fatto registrare un meno 18 per cento.

NEI PROGRAMMI DELLA TELEVISIONE CECA I DIRETTORI DEGLI ISTITUTI SONO SPESSO PRESENTI PER RACCONTARE ALL’OPINIONE PUBBLICA COME VA IL SISTEMA CARCERARIO…..

In questa fotografia ne vediamo due (ma guarda, hanno l’uniforme….), mentre rispondono alle domande dei conduttori del programma. Questa si che si chiama trasparenza. La Vezenska Sluzba offre costanti aggiornamenti sullo stato delle carceri nazionali, spiegandone il funzionamento, le attività dei detenuti e naturalmente il lavoro degli agenti penitenziari.

LE DOTAZIONI SPAZIALI DELL’APPUNTATO CAPUTO

di Giovanni Battista De Blasis (SAPPE)

Giovanni Battista De Blasis

Avevo poco più di diciannove anni quando Goldrake comparve per la prima volta in televisione. Per essere più precisi, il cartoon giapponese in Italia assunse il nome di Atlas Ufo Robot ed era il capostipite di una lunga serie di anime, da Jeeg Robot a Mazinga Z, che sono andate in onda fino al 1998. Questo genere di cartoni animati ebbe un successo strepitoso, in particolare nella fascia pomeridiana, quella che una volta si chiamava la TV dei ragazzi. E ancora più strepitoso fu il successo che ebbero le sigle televisive, con in testa proprio quella di Ufo Robot che vendette più di un milione di copie. “Si trasforma in un razzo missile, con circuiti di mille valvole, tra le stelle sprinta e va…”, tutti quelli che hanno più di venticinque anni, ma anche meno, ricorderanno le prime strofe di questo motivetto. Vi starete sicuramente domandando che c’azzecca la storia di Atlas Ufo Robot con la Polizia Penitenziaria e come mi sia passato per la testa di parlare di cartoni animati giapponesi. Ebbene, ve lo spiego. Poco prima di Pasqua, ci è arrivata una convocazione da parte del Capo del Dap per un incontro sindacale. In allegato alla lettera di convocazione, ci è stata inviata una nota informativa con un carteggio “utile ai fini della discussione”. Tra le altre cose, nel carteggio era compreso un breve appunto sullo stato di applicazione delle linee programmatiche del Capo dipartimento e, in tale contesto, un “Programma degli acquisti per la sicurezza dei beni e strumenti per la sicurezza degli istituti”. L’appunto diceva: “Ammonta a quasi 3,5 milioni di euro per il 2019 il totale degli acquisti programmati dal Dap per migliorare la sicurezza degli istituti penitenziari …Nella scelta degli investimento e delle spese da effettuare si è data netta preferenza alla strumentazione e alla tecnologia in grado di inibire ovvero isolare gli apparati telefonici mobili, introdotti abusivamente negli istituti.” Nel dettaglio, gli acquisti riguardano una serie di apparecchi ed apparecchiature per l’individuazione di frequenze telefoniche (jammer, rilevatori manuali, IMSI, black box), metal detector, kit per ordine pubblico, caschi antiproiettile, giacche e guanti antitaglio e scudi tondi girevoli. Per associazione di idee, proprio quest’ultima dotazione mi ha riportato alla memoria il famoso scudo rotante di Goldrake, e tutti gli altri robot spaziali. Robot che avevano tutta una serie di armamenti per combattere i malvagi: l’Alabarda spaziale, l’Uncino spaziale, il Maglio perforante, la Pioggia di fuoco, le Lame rotanti e, appunto, lo Scudo rotante… E da qui il passo è stato breve per la mia fantasia, fino ad immaginare il nostro Eroe, l’Appuntato Caputo, nell’armatura di Atlas Ufo Robot. Così è nata l’idea della copertina e della vignetta, realizzate poi dalla magica matita di Mario Caputi. E così è venuto fuori questo editoriale col quale, andando a pescare nelle reminiscenze giovanili, ho voluto raccontare del famoso Goldrake, che qualcuno forse aveva dimenticato e qualcun altro non aveva mai conosciuto. Chiedo perdono a tutti per le stupidaggini che ho scritto. Ciò nondimeno, oggi è l’Appuntato Caputo che si trasforma in un razzo missile, con circuiti di mille valvole e fra le sezioni sprinta e va…

INCENDIATA AUTO DI UN COLLEGA DI TRENTO, QUASI CERTA L’ORIGINE DOLOSA

L’auto, a quanto ci viene riferito, era parcheggiata nel seminterrato della circondariale di Trento. I primi rilievi sembrano confermare l’ipotesi di incendio doloso. Intorno al veicolo distrutto dal fuoco sono state trovate tracce di combustibile. Non era mai accaduto prima d’ora. A questo punto sorgono spontanei gli interrogativi: atto intimidatorio diretto al singolo collega proprietario dell’auto o verso tutto il personale che opera a Spini? E questo fatto è legato alla rivolta dello scorso dicembre, che portò all’individuazione di 85 detenuti quali autori dei disordini? Il 22 dicembre 2018 circa 300 detenuti avevano organizzato una rivolta dopo il suicidio di un tunisino, dando fuoco ad alcuni cassonetti e materassi e distruggendo il 60% delle celle e degli spazi adibiti ai detenuti, oltre ai letti, alle telecamere di sorveglianza, a numerose porte a vetri, caloriferi e oggetti vari. Sappiamo che tra i rivoltosi vi erano anche criminali molto pericolosi. Come stanno dunque le cose? Lo stabiliranno le indagini.