IL “TRIS” DI ASSI CULMINA CON LA NOTIZIA DELL’ENNESIMA AGGRESSIONE NEL CARCERE DI BARCELLONA POZZO DI GOTTO

Giù le mani dalla PolPen, giù le mani dallo Stato, giù le mani dalla legalità. La prima linea di Barcellona Pozzo di Gotto è sfinita, debole, sola. Un collega ispettore è stato colpito da un camoscio che già nei giorni scorsi aveva appiccato un incendio. La causa di tutto questo è l’impunità. Se questi delinquenti venissero lasciati alle “cure” di chi li sorveglia e gestisce, in un batter d’occhio si trasformerebbero in placidi agnellini pronti al sacrificio. I detenuti violenti non devono avere respiro. Vanno colpiti, bloccati, con ogni mezzo possibile (si pensi alle tecniche di contenzione che vi mostriamo con i contributi dagli USA), vanno resi inoffensivi, con una “sedazione” e con un certo tipo di “dialogo” (vedi foto). Non è possibile che agiscano indisturbati, non è possibile che vengano lasciati a delinquere nelle sezioni detentive, sorvegliate appena da un collega. L’equazione è sempre la stessa: 50 a 1, cioè 50 detenuti sorvegliati a malapena dal solito ubiquo in uniforme blu.

ORA PASSIAMO ALL’EVASIONE, SCENARIO IL MINORILE DI NISIDA A NAPOLI

Piccoli delinquenti se la svignano. Due cammellini stranieri hanno deciso di porre fine al soggiorno (forzato) nel carcere minorile di Nisida. L’episodio si è verificato tra domenica e lunedì scorsi in circostanze che ancora non sono state chiarite. La scoperta dei colleghi della struttura carceraria napoletana è avvenuta al momento della conta dopo il rientro in cella dei detenuti. E’ scattata immediatamente la caccia all’uomo. Si tratta di due giovani nordafricani. In queste ore è in corso una verifica da parte degli ispettori ministeriali inviati da Roma per ricostruire le circostanze che hanno portato alla fuga. Non si esclude che i due fuggitivi possano aver approfittato dei lavori di ristrutturazione che sono in corso nel carcere, riuscendo ad allontanarsi sfruttando la confusione e un momento di distrazione dei colleghi. Sono state diramate le note di ricerca alle forze dell’ordine, posti di controllo sono stati istituiti lungo le strade che collegano Bagnoli agli altri quartieri napoletani e nelle stazioni dei mezzi pubblici e in quelle delle ferrovie. Il sistema, grazie soprattutto alla pessima gestione della (dis)amministrazione penitenziaria, sta facendo acqua da tutte le parti. Dalle nostre carceri si può evadere, e non certo per inadempienze della PolPen, quanto più alle maglie buoniste decisamente allentate e zeppe di tutele e garanzie elargite a piene mani dalla politica e da un paese dove il discrimine tra legge e malaffare sta crollando come un castello di sabbia. Negli ultimi anni, noi ma anche ogni cittadino onesto, abbiamo assistito inermi alle politiche di smantellamento di ogni forma di sicurezza, lasciando le carceri in mano ai detenuti in una sorta di vergognosa “autogestione” ben lontana dalle dinamiche di espiazione di una pena in seguito ad un grave delitto o reato che dir si voglia. E di sicuro con questo ministro (il Sorridente DJ) saremo condannato all’oblio esattamente come avvenne per i suoi predecessori.

COMINCIAMO BENE……DUE EVASI, DROGA E TELEFONINI BECCATI AD ARIANO IRPINO E UN’ALTRA AGGRESSIONE A BARCELLONA POZZO DI GOTTO.

Diamo il via alla tragica sequenza con l’argomento più “leggero”. I colleghi in servizio ad Ariano Irpino hanno scoperto e sequestrato ben cento grammi di hashish e quindici di cocaina, insieme ad un paio di oggettini di telefonia mobile, entrati di soppiatto nelle celle dell’inferno di Ariano Irpino. Dimostrazione lampante che noi ci siamo, che nonostante tutto la legalità, pur con le toppe e i rammendi (in senso di metafora, ma anche no), viene fatta rispettare. Le rivolte, le aggressioni di questi criminali non ci fanno abbassare la testa, ma a lungo andare – senza adeguate misure e protocolli – si potrebbe arrivare ad un punto di non ritorno (già sfiorato) con la fine di quel poco di Stato che ancora riusciamo ad intravedere nelle sezioni detentive. Ariano Irpino, lo ricordiamo, è un carcere maledetto. E ogni giorno i colleghi si fanno il segno della croce prima di incominciare il turno, nella speranza di non uscirne feriti e umiliati.

LADRI GEORGIANI MASSACRANO CARABINIERE: FRATTURA ALLA COLONNA VERTEBRALE

Si chiamano Kakhaber Akhalaia e Irakli Papava. Hanno 38 e 37 anni. Si tratta di due uomini di origine georgiana, colti in flagranza di reato e processati per direttissima per un tentativo di furto in due uffici. È accaduto ad Altamura, un Comune in provincia di Bari. La cosa ancora più grave è che si sono scagliati contro i carabinieri intervenuti sul posto. Ad uno dei militari i due ladri hanno provocato una frattura alla colonna vertebrale. Ora i georgiani sono accusati di tentato furto, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate. I due topi d’appartamento si sono introdotti all’alba di ieri in uno stabile del centro cittadino dove si trovano gli uffici dell’assicurazione Alleanza e uno studio antinfortunistica Bce, come si legge sul quotidiano regionale “La Gazzetta del Mezzogiorno”. I vicini di casa hanno sentito i rumori e hanno subito allertato i carabinieri. I malfattori, infatti, erano riusciti ad entrare nei due appartamenti forzando le serrature delle porte. Alla vista dei militari, i georgiani avrebbero tentato la fuga scagliandosi contro e ferendo uno di loro. Hanno colpito l’uomo con calci e pugni causandogli una frattura chiusa alla colonna vertebrale giudicata guaribile in trenta giorni.

IN RUSSIA SEMPRE ALTA L’ATTENZIONE VERSO POSSIBILI ATTENTATI TERRORISTICI

Gli agenti dei servizi di sicurezza della federazione russa (FSB ex KGB) hanno trovato un deposito di armi in Crimea. Nel garage del proprietario della casa, gli agenti hanno trovato oltre 1.5000 cartucce di vario calibro, revolver Nagan, componenti del fucile mitragliatore Shpagin (PCA), 2 granate RGD, 3 granate F-1, micce per loro, 2 mine antiuomo.

Gli articoli confiscati sono stati sequestrati per le indagini, ed è stato aperto un procedimento penale. ⠀

LA PROMOZIONE E LA PUBBLICITÀ SONO UTILI ANCHE AD UN CORPO DI POLIZIA

Nella Repubblica Slovacca, esattamente a Senec si è svolta la Giornata internazionale dei bambini e la Polizia Penitenziaria slovacca ha partecipato alla manifestazione, presentando il Corpo con dimostrazione di lavoro con unità cinofile ed esercitazioni di addestramento.

Noi abbiamo ancora molto da imparare……loro non fanno vedere gli atleti del gruppo sportivo (che non fanno attività operativa) come invece abbiamo fatto noi (sigh!) a Roma in piazza del Popolo. Altro mondo……

FICO TRADITORE

di Alessandro Sallusti (il Giornale)

Roberto Fico, presidente della Camera, ieri ha dedicato la Festa della Repubblica a migranti e rom. Che diavolo c’entrino gli immigrati e i rom con la ricorrenza è un mistero, non c’è alcun fondamento storico né logico, è semplicemente una dichiarazione stupida e offensiva di un comunista frustrato in cerca di pubblicità. Il presidente della Camera non è un cittadino qualsiasi, rappresenta tutti i deputati e quando parla dovrebbe collegare il cervello alla bocca fosse solo per rispetto del ruolo. Invece si comporta come chi bestemmia in chiesa per ignoranza e strafottenza. La sfilata del 2 giugno è infatti la messa solenne di tutti gli italiani e chi non ci crede è libero di non presenziare, non di presentarsi e fare l’ultrà. Le sue parole sono il rovescio della medaglia di chi allo stadio intona i «buu» quando la palla è tra i piedi di un giocatore di colore. Fico è un disturbatore, un razzista nei confronti di chi veste la divisa e ha combattuto per la libertà e la democrazia. Le parole del presidente della Camera, degno successore di Laura Boldrini, sono l’emblema dell’inadeguatezza di questo governo e della sua maggioranza grillina. Il Paese avrebbe bisogno più che mai di una classe dirigente e si ritrova al comando gente come Fico, un miracolato beccato a fare pasticci con la colf, che il primo giorno di presidenza, per fare il fico, andò al lavoro in bus e oggi non fa un passo senza auto blu e corte appresso. È vero che anche i cretini hanno una opinione ma non è scritto da nessuna parte che debbano per forza esternarla. Tremano i polsi all’idea che Fico sia in corsa per prendere la guida dei Cinque Stelle e lo diciamo pensando anche ai simpatizzanti di quel partito, perché nessuno si merita una simile punizione. È urgente non solo che cambi il governo, serve che si interrompa questa sciagurata legislatura che ha portato uno come Fico a ricoprire la terza carica dello Stato. La sola idea che l’attuale maggioranza parlamentare possa eleggere il successore di Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica fa paura. Sarò vecchio, ma vorrei qualcuno che dedicasse la Festa della Repubblica ai nostri cavalieri del lavoro, ai nostri anziani, al futuro dei nostri ragazzi, non a immigrati e rom. Ditemi che è ancora possibile, che non tutto è perso per sempre.