QUANDO LA MAGISTRATURA REMA CONTRO E LIBERA I CRIMINALI…..UN NERO STUPRA UNA DONNA E LA MASSACRA DI BOTTE, E VOI UOMINI DI LEGGE (?)PROBI E INTOCCABILI LO LASCIATE LIBERO? MA COSA AVETE IN TESTA?

Toghe di magistrati appese in un ufficio del Tribunale di Roma in una immagine di archivio. ANSA / ALESSANDRO BIANCHI

Ma cari magistrati, che cosa combinate? E soprattutto, siete convinti di stare dalla parte della legge?Uno stupra una donna, arriva a spaccarle la faccia per non farla denunciare e può starsene a piede libero? Se lo sono chiesto in molti ieri, dopo avere appreso la notizia della lieve misura cautelare decisa dal giudice per le indagini preliminari di Ragusa a carico di un mediatore culturale gambiano, A.S. 26 anni (sono state rese note solo le iniziali), che a maggio aveva violentato una richiedente asilo nella struttura iblea che la ospitava e in cui lui lavorava quale figura di riferimento per facilitare l’integrazione culturale degli immigrati.

L’aveva minacciata di morte perché non parlasse e, non pago, il giorno successivo si era riavvicinato a lei accusandola di aver violato una regola della struttura, finendo poi con il fratturarle le ossa nasali, la mascella e uno zigomo perché si era difesa minacciando di dire alle forze dell’ordine cosa le aveva fatto. C’è voluto del tempo per rintracciare il 26enne, che non lavora più nella struttura e aveva fatto perdere le proprie tracce. Gli uomini della Squadra mobile di Ragusa, operando con l’Ufficio immigrazione della questura, lo hanno individuato venerdì scorso dopo non poche difficoltà: ed eccolo a piede libero. Sì, perché per lui non si sono aperte le porte di nessun carcere, e nemmeno i domiciliari, ma è stato deciso il divieto di avvicinamento alla vittima e l’obbligo di dimora nel comune della provincia di Ragusa in cui abita.

Signori magistrati, uomini duri e puri, uomini di casta, in questo caso quali sono le attenuanti? Perché un uomo che violenta una donna e le spacca le ossa del volto può starsene a piede libero?

Abbiate il coraggio di rispondere…….

Nel frattempo è intervenuto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che ha chiesto per il colpevole «carcere duro ed espulsione» ricordando al presidente della Camera, Roberto Fico, e ai buonisti di questi ultimi anni che con certi soggetti non basta parlare: «Altro che risolvere il problema con amore, gessetti, girotondi o sorrisi» ha detto. E la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha chiesto «tolleranza zero, anche in difesa delle donne africane». Ma tutti gli altri? La notizia ha fatto male evidentemente solo ai cittadini e anche ad alcuni addetti ai lavori. «Questa è la nostra giustizia, commenta un poliziotto, ci si affanna per arrestare delinquenti e il giorno dopo chi si è macchiato di un reato viene liberato. Per questo mediatore culturale si è pure saltato il passaggio dell’arresto e di conseguenza non c’è stata nemmeno una notte, macché dico, un’ora, in carcere. Perché c’è stata solo la lieve misura cautelare decisa dal magistrato?

LE CARCERI RUSSE IN CONTINUA TRASFORMAZIONE E SEMPRE PIÙ AL PASSO CON I TEMPI E LE NUOVE TECNOLOGIE

Il Servizio penitenziaria federale della Russia si arricchisce di tecnologie per la sicurezza dei penitenziari e delle colonie penali. Di recente sono state mostrate ai giornalisti nell’ambito del progetto dell’agenzia di informazione “Vladnews” “Provalo su te stesso” le caratteristiche del servizio dei colleghi russi che operano all’interno dei centri di detenzione. Insomma i giornalisti per un giorno si sono trasformati in agenti del servizio penitenziario.

I giornalisti hanno visitato la reception e controllato i pacchi per i detenuti, hanno familiarizzato con il lavoro degli agenti di turno e sono stati in grado di vedere come le moderne attrezzature aiutano il servizio quotidiano.

Sotto la guida di personale esperto, i giornalisti hanno avuto l’opportunità di conoscere l’attrezzatura tecnica del posto di video sorveglianza, utilizzando il sistema di interfono del sistema di comunicazione duplex, per condurre un’ispezione tecnica delle telecamere.

Comprendendo le basi del duro servizio nella prigione, i corrispondenti hanno compreso che un centro di detenzione oggi sia un equilibrio tra tecnologia moderna e approccio professionale del personale. In Russia al centro del sistema carcere ci sono gli agenti e i mezzi tecnologici creati in ausilio al personale, non i detenuti come in Italia.

PICCOLI DELINQUENTI CRESCONO….AGGREDITA UNA MAESTRA DI SCUOLA ELEMENTARE

Il piccolo delinquente ha soltanto sette anni, ma già se la cava bene. Il “bambino”, già protagonista di un lancio di coltello in mensa, ha dato una testata sul naso alla maestra. La vittima, una maestra di una scuola elementare di Coverciano, a Firenze, è stata aggredita mentre era seduta in cattedra, intenta a fare lezione. L’insegnante è stata subito trasportata in ambulanza al pronto soccorso per la sospetta frattura del naso e ha ricevuto una prognosi di sei giorni. Ma questa aggressione, come riporta il quotidiano La Nazione, non è che l’ultima di una lunga serie. Il giorno prima, in mensa, il bambino aveva lanciato un coltello prima di essere fermato dal corpo docenti.

Il clima nella scuola fiorentina è esplosivo. Il bambino, dopo l’aggressione alla sua insegnante, non è ancora tornato a scuola. La maestra sta invece valutando eventuali iniziative legali da intraprendere. Purtroppo in Italia per i soggetti minori infraquattordicenni (cioè i minori che hanno una età inferiore ai 14 anni) esiste una presunzione assoluta di non imputabilità.

Questo significa, in buona sostanza, che qualunque sia l’effettivo grado di sviluppo psico-fisico del minore, ed indipendentemente dal reato che costui ha commesso, non potrà in nessun caso essere sottoposto ad un procedimento penale. Anche nel caso in cui il minore infraquattordicenne dovesse rendersi responsabile di gravissimi reati (pensiamo ad esempio all’omicidio) lo stesso non potrebbe, in nessun caso, essere sottoposto ad un processo penale e ricevere una sanzione di natura penale.

Invece nei più civili Stati Uniti un piccolo delinquente come il fanciullo di Coverciano sarebbe comunque passibile di giudizio, compreso l’arresto con lettura dei propri diritti e ammanettamento. L’interrogatorio poi dovrà essere svolto in presenza di un genitore e di un legale.