AUMENTANO GLI STUPRI DEGLI IMMIGRATI. DOPO LA VICENDA DI ROMA, UN’ALTRA GIOVANE DONNA HA SUBITO VIOLENZA

Arriva da Rimini la notizia terribile di una giovane studentessa di 23 anni che sarebbe stata sequestrata e violentata per una notte intera da un cittadino pakistano di 43 anni, regolare sul suolo nazionale per via di un permesso di soggiorno e dipendente di una rosticceria-kebab sita nella città romagnola. Secondo il racconto fatto dalla giovane studentessa alla polizia, quest’ultima si sarebbe fermata lo scorso venerdì sera ad acquistare un kebab. Qui il pakistano, dopo un rifiuto iniziale da parte della ragazza l’avrebbe poi convinta a seguirlo a casa per un massaggio, ma una volta giunti a destinazione l’avrebbe segregata e violentata per una notte intera. La studentessa si è poi recata presso l’ospedale “Infermi” di Rimini per le cure del caso, dove gli operatori stessi del nosocomio hanno provveduto a chiamare la polizia dopo aver riscontrato sul corpo della 23enne lividi ed ecchimosi assolutamente compatibili con la violenza dichiarata dalla ragazza. Le forze dell’ordine, guidate da un ispettore donna, hanno in seguito ricostruito gli accadimenti e denunciato a piede libero il pakistano con le accuse di violenza sessuale e sequestro di persona. La denuncia al momento si trova al vaglio del sostituto procuratore di Rimini. Denuncia a piede libero? Ma come? Ora aspettiamo il promesso l’inasprimento delle pene nei confronti di questi vermi stranieri.

IMMIGRATI A FIRENZE UGUALE DEGRADO E VIOLENZA. LA CITTÀ SENZA REGOLE (PER GLI IMMIGRATI). LE RISORSE SCATENATE OVUNQUE

Già, una volta era solo nota come la culla del Rinascimento, fiore all’occhiello del patrimonio artistico italiano. Negli ultimi anni si è trasformata nella mecca della criminalità, con un pauroso aumento dei crimini di ogni genere ad opera di stranieri.

Il turismo a Firenze non manca mai, e questo certamente fa gola a borseggiatori e delinquenti di ogni genere. Ma a dover stare in campana ormai non sono solo gli ignari turisti, ma anche i residenti di una città che ormai è sempre più insicura, quale che sia la zona in cui si abita.

Risse tra extracomunitari anche in pieno giorno, atti di vandalismo come testimonia la manifestazione “antirazzista” di marzo, quando un centinaio di immigrati senegalesi, per protestare contro l’omicidio di un loro connazionale, vandalizzarono le centralissime vie dello shopping di via dei Calzaiuoli e Piazza Duomo, distruggendo le fioriere al loro passaggio, spaccando vetrine e rovesciando cesti dell’immondizia, tra lo spavento dei passanti. E naturalmente nessuno intervenne.

A cui vanno aggiunte le aggressioni e le rapine nei negozi, e le ondate di furti negli appartamenti ad opera di immigrati. Bande di georgiani, albanesi, rumeni hanno imperversato nelle periferie, mettendo a segno un colpo dopo l’altro. Celebre in tal proposito il caso dei “ladri acrobati” georgiani, attivi soprattutto (ma non solo) a ferragosto, noti per arrampicarsi e saltare come gatti sui balconi dei condomini, muniti di attrezzi da scasso. Mettevano a segno i loro colpi penetrando nelle abitazioni e narcotizzando le vittime nel sonno intorno alle 5 di notte, per poi sparire. La polizia ne ha arrestati diversi questa estate, ma la piaga dei furti in appartamento resta endemica. Passando alle violenze sui mezzi pubblici, dove alcune settimane fa una ragazza 29enne è stata colpita sulla tramvia con un pugno al volto da un uomo del Ciad, senza apparente motivo. Sempre sulla tramvia un’altra ragazza 16enne è stata molestata a fine agosto da due immigrati, forse dell’europa dell’Est, che l’hanno inseguita nelle Cascine, aggredita con un pugno e cercato di violentare. Per fortuna la 16enne è riuscita a sfuggire agli aggressori, riportando solo tanto spavento.

Non citiamo neanche le innumerevoli aggressioni al personale Ataf, ultimo caso lo scorso 20 ottobre ad opera di un 39enne del Senegal, di cui oramai si è perso il conto.

Sarebbe possibile citare ancora tanti episodi come questi, ma conviene chiudere con alcuni dati che fotografano il fenomeno nella sua interezza. Il numero dei crimini ad opera di immigrati è in costante crescita a livello nazionale, che vede il passaggio dai 127.264 denunciati/arrestati del primo semestre 2017 (27,4% del totale) ai 136.876 del primo semestre 2018 (31,9% del totale).

E’ chiaro che ad essere maggiormente interessati da questo aumento sono i Comuni ad alta densità di immigrati, qual è appunto Firenze. E non è un caso che il capoluogo toscano si sia attestato recentemente al quarto posto tra i Comuni italiani col maggior numero di denunce in rapporto alla popolazione, salendo di ben due posizioni rispetto all’anno precedente e di tre rispetto al 2016, preceduto solo da Milano, Rimini e Bologna (curiosamente tutte amministrazioni Pd).

E’ senza dubbio l’effetto accoglienza che dà i suoi frutti: piccoli effetti collaterali da tollerare in attesa che le risorse ci paghino le tanto agognate pensioni.

Ma quanta brava gente!

IL BUONISMO E IL POLITICAL CORRECT AVANZANO SENZA PIETÀ…..

A CURA DI INFODIFESA

Palazzo Chigi boccia lo spot tv per la giornata delle forze armate. Il video non usa i soliti toni istituzionali, quelli «propri delle campagne di comunicazione delle amministrazioni dello Stato» ha sentenziato il Dipartimento per l’informazione e l’editoria, a cui spetta il compito di valutare i messaggi di utilità sociale che il servizio pubblico può trasmettere a titolo gratuito.

Eppure lo spot per il 4 novembre, che celebra la vittoria italiana nella prima guerra mondiale (quest’anno ricorre il centenario), era piaciuto molto agli stessi militari. Un campione delle forze armate, infatti, ha avuto l’opportunità di vederlo in anteprima ed è rimasto entusiasta. Ma niente da fare. Almeno per ora l’ambizione del ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, di valorizzare i nostri militari e la loro attività si è scontrata contro il parere del Dipartimento di Palazzo Chigi, guidato dal parlamentare del M5S Vito Crimi.

Lo spot mostra momenti dell’addestramento reale dei soldati impegnati su molti fronti e le loro esercitazioni. Ha l’obiettivo, secondo le parole del ministero espresse in una nota inviata alla presidenza del Consiglio, «di stimolare nell’opinione pubblica riflessioni sull’importanza delle attività svolte dalla Difesa italiana a favore della collettività».

Dal canto suo il Dipartimento per l’informazione e l’editoria ha sottolineato: “lo spot non mette in risalto la molteplicità delle attività svolte dalle forze armate e gli altri valori che caratterizzano i militari come la solidarietà e l’integrazione con la comunità.” Eppure il video mostra agli italiani semplicemente quello che i nostri militari fanno tutti i giorni. Un’argomentazione che non ha convinto il dipartimento che ha richiamato la necessità di prestare particolare attenzione alla sensibilità dei telespettatori ed alla tutela dei minori. Ma alla fine la Trenta l’ha spuntata sull’ala dai cannoni fioriti del Movimento Cinque Stelle. Lo Spot sarà trasmesso: “Dopo un primo stop della Presidenza del Consiglio, piuttosto inconsueto, abbiamo rivisto un paio di scene mantenendo l’identità del filmato, fortemente voluto dal ministro Trenta. Lo lanceremo la prossima settimana e sarà un bel momento di orgoglio per le nostre forze armate, che meritano il plauso del Paese”.”

Ma le polemiche non sono solo interne al Movimento, il Ministro Trenta deve difendersi anche dagli “attacchi” dei generali, in congedo.

Che il Generale della Folgore Marco Bertolini non apprezzi l’attuale Ministro della Difesa è risaputo, infatti a ridosso della formazione del nuovo governo a giugno commentava sfogandosi sui social in merito alla nomina di Elisabetta Trenta “Hanno la faccia come il c**lo. Completeranno la distruzione delle Forze Armate con queste incompetenti allo sbaraglio. D’altronde ormai è un dato acquisito: se non sei donna non puoi fare il ministro della Difesa”. E relativamente al fatto che la Trenta sia ufficiale della riserva selezionata dell’Esercito aveva chiarito: «Ci siamo fatti del male da soli: abbiamo concesso gli stessi gradi che diamo a ufficiali che devono superare una durissima selezione a dilettanti che, in attesa di un impiego più consono alle loro capacità, vengono trasformati in militari».

Oggi L’ex comandante delle forze speciali contesta il manifesto per i cento anni della vittoria perchè “Umilia i nostri caduti”. Ci sono soldati che aiutano gli anziani, accarezzano i bambini, soccorrono i dispersi e lo slogan: “le nostre forze, armate di orgoglio e umanità”. “Non è così che si onorano i nostri caduti. – ha scritto Bertolini sul sito degli ex paracadutisti – Che dopo le strisciate di sangue italiano lasciate in Somalia, Iraq, Afghanistan, Balcani, Libano in questi ultimi decenni, si arrivasse a immagini da “Festa della Mamma” di infimo ordine come queste per commemorare il primo centenario dell’unità nazionale e per ricordare i sacrifici dei nostri Soldati dell’inizio del secolo scorso è veramente scoraggiante”. L’immagine si commenta da sola e non ha bisogno di parole inutili. Se ne può semplicemente dedurre che è ovvio che non ci si faccia scrupoli a disarmarle, sottofinanziarle e trattarle con toni irriverenti come è avvenuto in più di un’occasione ultimamente. Come se fossero un inutile e costoso orpello da snaturare e anemizzare, in attesa che muoiano da sole”. La replica, diffusa alle agenzie da fonti del ministero, oltre a ribadire che “la locandina esprime tutta la solidarietà e l’umanità dei nostri uomini e delle nostre donne nelle forze armate”, anticipa però che “lo spot promozionale di quest’anno esalterà il ruolo del soldato in tutta la sua professionalità. Sarà uno spot che, per i 100 anni, renderà onore all’impresa eroica dei nostri nonni e, siamo certi, piacerà persino a Bertolini”.

MENTRE VA IN SCENA L’INSABBIAMENTO DELLA VERITÀ, LA FAMIGLIA DI SISSY TROVATO MAZZA NON SI ARRENDE E FA PUBBLICARE ALCUNE FOTO CHE DIMOSTRANO CHE QUALCUNO HA LA LINGUA BIFORCUTA

Lividi, escoriazioni e gonfiore sulle mani e i polsi appaiono evidenti nelle foto che la famiglia Trovato Mazza ha consegnato alla testata giornalistica Fanpage.it. Mentre la Procura si appresta ad archiviare il caso dell’agente Sissy come ‘tentato suicidio’, i segni rilevati sulle mani della nostra giovane collega all’indomani dal tragico ferimento, lasciano ipotizzare che Sissy abbia lottato per difendersi. Siamo d’accordo con la famiglia. E’ assurdo che ci sia ancora qualcuno che ha il coraggio di chiamarlo suicidio.

CI RISIAMO. IL CAPO DEL DAP BASENTINI CREDE DI RISOLVERE TUTTO CON I TRASFERIMENTI DEI DETENUTI VIOLENTI IN ALTRE CARCERI. DOVE POI RICOMINCERANNO A FARE CASINO.

Francesco Basentini, capo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, ha deciso il trasferimento immediato a tutti i detenuti che “con i loro comportamenti compromettono la sicurezza negli istituti”. Intanto il 2018 può essere ricordato come l’anno record per le aggressioni agli agenti di polizia penitenziaria. Basti pensare che le aggressioni nel 2015 sono state 4.688, poi ben 6.552 nel 2016, e addirittura 7.446 l’anno scorso. Ora, già nei primi sei mesi di quest’anno si è arrivati alla cifra record di 3.545. Si stima che, a fine 2018, le aggressioni possano superare gli 8mila casi. Mettendo da parte i numeri la situazione è fuori controllo e con i trasferimenti si crede di porre un margine al fenomeno. La storia però ci racconta altro. Che il detenuto violento, specie se straniero, continua a dare problemi anche nel carcere in cui è stato trasferito. In più Basentini, per non sembrare troppo duro e non intimorire troppo i fans del politicamente corretto, precisa che gli spostamenti avverranno nello stesso distretto, salvo i casi più gravi. A nostro avviso spostare i detenuti violenti da un carcere ad un altro, è solo specchio per le allodole. Bisogna inasprire il 14bis dell’ordinamento penitenziario, appesantire la misura dell’isolamento, e aprire delle vere e proprie sezioni punitive o carceri dedicati al “recupero” dei violenti. Allo stesso tempo rivedere del tutto le misure e le regole d’ingaggio per la prima linea. Ma di tutto questo non si dice.

Nella circolare del ministero della Giustizia si legge anche che “buona parte delle condotte aggressive viene consumata da detenuti con seri e gravi profili psicologici, meritevoli di cure e trattamenti terapeutici che sovente gli ambienti penitenziari non riescono a garantire”. Basentini attacca le Regioni che dovrebbero garantire “adeguati percorsi ai detenuti psichiatrici”. Gli agenti, intanto, chiedono maggior personale. Ecco, ora scatta il rimpallo delle responsabilità che appartengono solo a quegli imbecilli che, con repentina stupidaggine, chiusero gli OPG senza adeguate alternative. Infine, sugli organici va detto che oggi ci sono 36.500 agenti in totale, ma SOLTANTO 17.000 lavorano nelle carceri dove, invece, i detenuti continuano ad aumentare: al 30 settembre erano già quasi 59.275, e superavano la capienza regolamentare di 9.000. Ottimo scenario per lavorare in uno stato di perenne ansia e rischio per la propria incolumità.

SEMINA IL TERRORE TRA I PASSANTI ARMATO DI ASCIA

A CURA DI SOSTENITORI DELLE FORZE DELL’ORDINE

La Spezia – Prima tenta di rubare un portafoglio e, scoperto, scatena una rissa. Poi torna sul luogo dei fatti brandendo un’accetta con la quale ha minacciato i presenti. Protagonista della vicenda, avvenuta in un bar di Ceparana (La Spezia), un quarantenne del posto che è stato denunciato dai carabinieri per furto, minaccia aggravata e porto d’arma abusivo. L’uomo si era impossessato di un portafoglio lasciato momentaneamente incustodito sul bancone e, una volta scoperto, aveva acceso una rissa con alcuni avventori per poi allontanarsi dal bar.

NUOVE ASSUNZIONI NEL COMPARTO SICUREZZA. ECCO LE PREVISIONI CONTENUTE NELLA MANOVRA

Contrasto dell’assenteismo attraverso sistemi di identificazione biometrica e videosorveglianza. Rilancio delle assunzioni con la possibilità di rimpiazzare al 100 per cento i dipendenti che vanno in pensione, che si aggiunge agli inserimenti che saranno avviati con la legge di Bilancio. E sempre in questo provvedimento uno stanziamento di circa un miliardo l’anno finalizzato ai rinnovi contrattuali per il triennio 2029-2021. La politica del nuovo esecutivo in materia di pubblico impiego inizia a delinearsi con il disegno di legge Concretezza approvato ieri in via definitiva dal Consiglio dei ministri – e collegato alla manovra finanziaria – e con la stessa legge di bilancio.

Giulia Bongiorno Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione della Repubblica ItalianaUn provvedimento fortemente voluto dal ministro della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno. In realtà i diversi pezzi sono effettivamente connessi tra loro perché il disegno di legge contiene da una parte lo sblocco definitivo del turn over (la sostituzione dei dipendenti andati in pensione) per le amministrazioni centrali; dall’altra alcune linee-guida per le concrete assunzioni.

Queste linee-guida sono poi richiamate nella manovra che contiene i relativi stanziamenti. Complessivamente i nuovi ingressi sono oltre 13 mila (e altri se ne potrebbero aggiungere nella versione definitiva della legge) su un arco di tempo variabile dal 2019 al 2024. Per le forze dell’ordine i nuovi posti sono quasi 6 mila. Di questi 1.043 dovrebbero scattare già nel 2019, divisi tra 389 persone nella Polizia di Stato, 427 nei Carabinieri e 227 nella Guardia di Finanza. Si aggiungono poi 1.300 assunzioni nella Polizia penitenziaria e 1.500 nei vigili del Fuoco (di cui 850 previsti nel 2019).

Sempre nella legge di bilancio sono poi specificate le modalità con cui dovranno avvenire le assunzioni, una volta terminato lo scorrimento delle attuali graduatorie: l’indicazione, -escluse situazioni particolari – è quella di concorsi unici organizzati dal Dipartimento della Funzione pubblica in relazione a figure professionali omogenee. L’idea è che poi le varie amministrazioni attingano a questi concorsi evitando di organizzarne in proprio.

IL SERVIZIO PENITENZIARIO RUSSO PREMIA GLI AGENTI CHE SI SONO DISTINTI NELL’OPERATO QUOTIDIANO. INVECE IN ITALIA?

Nelle foto che vi mostriamo, il primo vicecapo della direzione principale delle operazioni del servizio penitenziario federale della Russia, maggiore generale Andrei Shmidko ha concesso la medaglia “per il valore durante il servizio” all’agente Sergey Rylov e al tenente Sergey Mikov.

I due appartenenti alla polizia penitenziaria russa sono stati premiati con un alto riconoscimento del Servizio penitenziario federale della Russia per azioni coraggiose e decisive intraprese nell’esercizio delle funzioni in condizioni gravate dal rischio della vita durante l’arresto di un detenuto fuggito da un’istituzione correttiva. Davvero un altro mondo.

IN DIRITTURA D’ARRIVO GLI AUMENTI PER I DIPENDENTI PUBBLICI, COMPARTO SICUREZZA INCLUSO

A CURA DI INFODIFESA

La prossima manovra economica stanzierà 3 miliardi e 250 milioni di euro in un triennio per l’aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici. Lo si legge nella bozza della manovra, in possesso di Infodifesa, approvata dal Consiglio dei Ministri, ma ancora suscettibile di modifica. Nello specifico, “per il triennio 2019-2021 gli oneri posti a carico del bilancio statale per la contrattazione collettiva nazionale e per i miglioramenti economici del personale statale in regime di diritto pubblico sono determinati in 1.050 milioni di euro per il 2019, 1.075 milioni di euro per il 2020 e 1.125 milioni di euro a decorrere dal 2021″.Il ministro della Funzione Pubblica Giulia Bongiorno dovrebbe incontrare i sindacati entro la fine del mese per un colloquio preliminare in vista della vera e propria trattativa che non partirà prima dell’approvazione della Legge di Bilancio.

Quello che si apprende è che comunque gli statali avranno diritto a un’«indennità di vacanza contrattuale». In pratica, si vedranno aumentare la retribuzione dello 0,42% a partire da aprile 2019; poi, il prossimo luglio, l’aumento arriverà allo 0,70%.Percentuali che, seppur non generose, dovrebbero, da una primissima analisi, garantire un aumento medio degli stipendi più alto rispetto a quello avutosi nel 2018, considerando che gli statali hanno percepito, come arretrati del 2016 e del 2017, degli importi forfettari che erano ben al di sotto dell’indennità di vacanza contrattuale e dell’aumento del costo della vita, nonché dello stesso aumento delle retribuzioni che si è registrato nei mesi successivi alla firma per il rinnovo dei contratti statali. Un’altra novità importante riguardante i rinnovi dei contratti statali e dei dipendenti della scuola riguarderà la conferma dei circa 20 euro di perequazione introdotti a rimborso dei dipendenti pubblici con gli stipendi più bassi.Con l’iscrizione della somma a bilancio, il Governo è pronto a convocare i sindacati per discutere del rinnovo dei contratti in scadenza il 31 dicembre. Come già successo quest’anno con il Governo a fine Legislatura dovrebbe partire la nuova stagione di concertazione con i sindacati delle Forze di Polizia e le Rappresentanze militari.Al momento si tratta solamente di indiscrezioni che potranno essere confermate soltanto quanto la legge di Bilancio troverà l’approvazione del Parlamento e forse con risorse aggiuntive scaturite da eventuali emendamenti presentati. Di seguito troverete una bozza in anteprima che potrete visionare e scaricare per consultare tutte le novità previste dalla legge di bilancio.